Tra le migliaia di riviste scientifiche (anzi, per la precisione, tra quelle dei settori non bibliometrici, cioè le scienze umane e sociali ) censite dall’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario) Libertiamo fa bella mostra di sé. Compare anche – al primo posto, che disdetta – tra quella decina che il sito Roars  – Return On Academic ReSearch utilizza per spiegare il carattere non propriamente scientifico della classificazione. Che dire? C’hanno ragione da vendere quelli di Roars, e torto marcio quelli dell’Anvur.

Poiché le pubblicazioni sulle riviste, per così dire, accreditate rilevano ai fini della valutazione della ricerca e per la definizione delle leggendarie “mediane” per le abilitazioni nazionali (sono in gioco le cattedre, mica la gloria), c’è poco da scherzare. E quindi ci tratteniamo dallo scherzare su di un equivoco di cui non siamo partecipi, ma vittime, accanto a Suinicultura, Yacht Capital ed Evangelizzare, per non dire del Sole 24 ore e di molte altre testate periodiche e quotidiane che scientifiche non sono, ma serie, per la gran parte e ciascuna a suo modo, certamente sì.

La ragione per cui siamo finiti in questo elenco è burocratica e quindi, per definizione, tanto banale quanto diabolica. L’Anvur, a quanto pare,  si è limitata a ordinare le decine di migliaia di autocertificazioni con cui ricercatori e docenti italiani hanno in questi anni “creativamente” attestato la propria produzione scientifica. Siamo insomma diventati una rivista scientifica a nostra insaputa per mano di uno studioso ignoto. E ce ne dispiacciamo alquanto, perché così finiamo pure in un secondo elenco lunghissimo e sbagliato, quello degli “a mia insaputa”, che non gode giustamente di buona stampa né di grande credito.

Ps: Per amore della precisione, a differenza di quanto scrive Roars, il direttore di Libertiamo sono io, non Benedetto Della Vedova. E’ scientificamente dimostrabile.