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Che ne pensa Veneziani della Itaca di De Romanis?

– Solo un paio di mesi fa Marcello Veneziani aveva rivolto un appello a tutti gli spezzoni della destra ex missina ed ex aennina perché tornassero “a Itaca”, cioè alla patria primigenia, al luogo dei padri dal quale si erano allontanati da Fiuggi in poi.
Ne nacque un dibattito piuttosto seguito in rete, con interventi di qualità come quelli di Cardini e Pennacchi.

Oggi, su “Repubblica”, nelle foto del festino in costume di Carlo De Romanis, vicecapogruppo del Pdl nel Lazio, troviamo la risposta definitiva a quell’appello. L’happening è intitolato appunto “il ritorno di Ulisse”. L’immaginaria Itaca, ricostruita al Foro Italico, è popolata di ragazze discinte, maschi in calore, gente vestita da maiale, improbabili coppieri e arcieri che offrono grappoli d’uva e vino rosso a spese dei contribuenti.

Nessun tipo di destra conosciuta in passato vorrebbe approdarci: farebbe schifo al laico Romualdi e al legalitario Almirante, sarebbe presa a calci dalla “sinistra” di Massi e dalla destra di Michelini, dai cattolici alla Abelli e dai socialisti alla Accame. Ci sputerebbe sopra qualsiasi ragazzo del Fdg che ho conosciuto, gli evoliani e i gentiliani, i corporativisti e i liberal, i mistici e i sociali.

Perché in realtà Itaca è sprofondata come Atlantide. E al suo posto c’è una ridicola parodia occupata dai Principi Proci. Penelope ha sposato uno di loro, forse proprio De Romanis, il trentenne rampantissimo che il Cavaliere ha portato agli allori regionali dopo una modesta carriera in un municipio di periferia. Telemaco dev’essere scappato da un pezzo, magari sta coi grillini, o chissà dove. E Ulisse, ovunque navighi, se ne tiene alla larga: non ci sono più mogli né figli ad aspettarlo in quella corte di disperati.

Sarei curiosa di leggere l’opinione di Veneziani, che a Itaca ci è rimasto a vivere e continua a fare propaganda all’ospitalità dell’isola. Tanto accogliente, però, non deve essere, se una come me per parlarne deve chiedere spazio sul “Futurista” o nei porti stranieri di “Libertiamo” o del “Fatto quotidiano”.


Autore: Flavia Perina

Giornalista, deputato dal 2006, nel gruppo di Futuro e Libertà per l’Italia. Ha aderito alla proposta di Gianfranco Fini dopo un lungo impegno politico “a destra” perché crede che solo un nuovo patriottismo repubblicano possa ricostruire questo Paese e renderlo più giusto, bello, libero, rispettato nel mondo.

6 Responses to “Che ne pensa Veneziani della Itaca di De Romanis?”

  1. miro renzaglia scrive:

    quanta sobrietà sotto questo cielo… ma non saranno cazzi di de romanis se organizza una festa in costume a spese sue?

  2. Giuseppe scrive:

    Ma la festa non è privata e non l’ha organizzata di tasca sua.

  3. creonte scrive:

    era abituato troppo bene coi giovani del PPE, che facevano party faraonici

  4. Antonino scrive:

    No non sono cazzi di De Romanis, perche’ come viene sottolineato anche nell’articolo il tutto avviene a spese dei contribuenti.

  5. anna scrive:

    e certo perchè ora uno non può neanche organizzare una festa che paga di tasca sua!!!!!!
    prima di parlare bisognerebbe informarsi

  6. enzo51 scrive:

    Eventuale pecoreccio bunga bunga all’amatriciana!!

    Berlusconi docet!

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