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Philip Roth contro Wikipedia, molto rumore per nulla

Wikipedia davvero ritiene Philip Roth una “fonte non affidabile” per quanto riguarda i suoi stessi romanzi? L’enciclopedia libera si è davvero “data per vinta” in seguito alla “lunga e puntigliosa lezione del pluripremiato, oltre che Premio Pulitzer, scrittore” (cit.)? Ora che è passato qualche giorno, è possibile forse analizzare questa vicenda con un po’ più di accortezza e rigore.

Il 7 settembre scorso, Roth scrive una “lettera aperta a Wikipedia” sul New Yorker, in cui afferma di aver chiesto “tramite un interlocutore ufficiale” di rimuovere un errore dalla voce sul suo famoso romanzo La macchia umana, pubblicato nel 2000. Nella voce veniva, infatti, erroneamente indicato il defunto critico del New York Times Anatole Broyard come “fonte di ispirazione” per il protagonista del romanzo, l’ex-docente Coleman Silk. Roth ha precisato nella sua lettera che, piuttosto, venne ispirato da una improvvida uscita di Melvin Tumin, docente di Sociologia a Princeton, avvenuta nell’autunno 1985. Quanto a Broyard, Roth spiega – con enorme, forse eccessiva puntigliosità – di averlo conosciuto e aver avuto rari contatti con lui, ma niente più.

Roth ha dunque richiesto a qualcuno di fiducia di rimuovere quel riferimento. Tuttavia, secondo lo scrittore, “l’Amministratore di Wikipedia in inglese” ha risposto “in una lettera datata 25 agosto” inviata all’interlocutore “che io, Roth, non ero una fonte credibile e che, falliti tutti i tentativi, non sapeva come procedere. Di qui, la decisione di pubblicare una lettera aperta.

Fin qui la sua versione. Andiamo adesso a vedere che cosa è successo.

Il 20 agosto scorso, un utente non registrato (che si qualifica come il biografo di Roth) rimuove un capoverso dalla voce sul romanzo in questione. Nel testo rimosso, si citava una recensione di Charles Taylor, critico del Newark Star-Ledger, in cui si affermava quanto contestato da Roth. La frase incriminata veniva seguita da una smentita dell’autore stesso, rilasciata in una intervista a Bloomberg nel 2008 – e che Roth stranamente non cita nella sua lettera aperta.

La rimozione viene annullata un minuto dopo. L’utente non registrato, quindi, torna a rimuovere il capoverso venti minuti dopo. Nella successiva ora e mezza, l’utente Parkwell amplia notevolmente la voce, aggiungendo varie altre fonti (fra cui il Premio Pulitzer Michiko Kakutani) che parlavano di Broyard come possibile “ispirazione”, ma sempre mantenendo la smentita di Roth. La voce resta immutata fino alla pubblicazione della lettera aperta. La rivelazione di Roth viene così integrata nell’attuale versione della voce, anche se il riferimento alla “ipotesi Broyard” viene mantenuto per completezza sulla vicenda.

Ora vale la pena domandarsi: la richiesta di rimozione sic et simpliciter dei riferimenti ad Anatole Broyard era giusta oppure no? La risposta è “no”, innanzitutto perché si trattava di una ben diffusa credenza fra i critici letterari. L’utente ChrisGualtieri ha trovato una quindicina di articoli in cui appariva questa “bugia”, ma fra i primi a cascarci c’è stata perfino la scrittrice e docente Lorrie Moore, che proprio sulle colonne del New York Times scrisse nel maggio del 2000 che “molti lettori considereranno, correttamente o meno, [Coleman Silk] come parzialmente ispirato al defunto Anatole Broyard“.

Inoltre, come già detto, era riportata esplicitamente la smentita dell’autore stesso al riguardo. Wikipedia, quindi, non dava per scontata la correttezza, né implicitamente appoggiava questa ipotesi, ma si limitava semplicemente a prendere atto del fatto che esistesse, così come prendeva atto della smentita di Roth.

Il fatto che la figura di Broyard non abbia poi ispirato la figura di Coleman Silk è, in un certo senso, secondario: si tratta comunque di una “polemica” nata intorno a un libro di successo, di cui nella voce dedicata si parla per completezza di informazione sulla storia del libro stesso. D’altronde, lo scopo di Wikipedia non è “ricercare la Verità”, ma garantire la verificabilità di quanto viene scritto.

Può succedere che quanto riportato dalle fonti ufficiali non sia vero, ma questo non è un problema che Wikipedia può risolvere, poiché risiede nella fonte stessa. Roth, in buona sostanza, avrebbe dovuto prendersela con i critici letterari che hanno pappagallescamente ripetuto lo stesso errore per circa dodici anni, senza mai verificare la fondatezza di quel “sospetto”.

L’unico punto su cui Roth può aver ragione è lo scarso tatto usato dall’amministratore (non certo l’unico, ma solo uno fra i 1464 attualmente in carica nella versione anglofona) nel definire “non credibile” l’autore come fonte. Anche qui, tuttavia, sarebbe bene leggere il carteggio intercorso fra le due parti, per essere davvero sicuri che quelle siano state le parole usate.

Ad ogni modo, come da tradizione ormai, l’errore su Wikipedia è stato corretto velocemente e la verità è stata (più o meno) ristabilita. Tutto il resto è rumore di fondo per una questione non così importante.


Autore: Luca Martinelli

Nato nel 1985 a Benevento, laureato triennale a Roma Tre e magistrale alla LUISS in Scienze Politiche, scrive da quando ha 16 anni e mezzo. Dopo anni passati a far gavetta e studiare, è diventato un giornalista pubblicista freelance. Siccome non ama starsene con le mani in mano, nel suo tempo libero è anche utente di Wikipedia in italiano da più di sette anni.

4 Responses to “Philip Roth contro Wikipedia, molto rumore per nulla”

  1. HappyCactus scrive:

    “una questione non così importante”
    Pur concordando sul fatto che la bega in sé potrebbe essere tranquillamente catalogata nel settore “bisticci e pettegolezzi”, c’è da rilevare che l’affidabilità di wikipedia alterna picchi ed abissi in modo spesso inquietante. Vi si trovano pagine da far invidia a firme storiche ben più prestigiose come pagine indegne persino per uno studente del primo anno di università.
    Il problema principale di wikipedia, di cui si è discusso parecchio in passato e che è tuttora un tema aperto, è la sua governance. Si nutrono alcuni dubbi sul suo funzionamento, e recenti vicende interne ad essa, spaccature e litigi vari ne hanno mostrato limiti e debolezze.
    Tutto ciò per sottolineare che, come ogni fonte, wikipedia va valutata con attenzione, tenendo presente con attenzione lo scopo per cui la ricerca viene effettuata e controllado attentamente fonti citate e consultando fonti indipendenti (attenzione però che spesso si trovano fonti terze copiate in modo da sembrare indipendenti!)
    Ad ogni modo, tanto di cappello per questa impressionante opera: è certamente uno strumento importante ed utilissimo.

  2. Remo scrive:

    “lo scopo di Wikipedia non è “ricercare la Verità””, ma dovrebbe comunque esserne uno specchio fedele, almeno quand’è possibile!
    Nel caso in questione, nella voce prima venivano esposte le tesi (sbagliate) dei critici e poi la smentita dell’autore, quasi come se una “interpretazione d’autore” fosse meno credibile di quella dei critici. Insomma, in una enciclopedia che si rispetti, prima si riporta la versione dell’autore sulla propria opera, avvalorandola così maggiormente, e poi la papera presa dai critici; altrimenti si induce il lettore in una visione e pregiudizievole della realtà attraverso una disposizione distorta dei contenuti.

  3. Luca Martinelli scrive:

    E infatti così è adesso: prima c’è l’affermazione di Roth, e poi c’è la papera dei critici. Basta vedere la voce per vedere che è così.

  4. Luca Martinelli scrive:

    Chiedo scusa se rispondo così tardi, ma volevo comunque ringraziarla per il suo commento. Wikipedia è pur sempre un prodotto degli uomini, quindi come tale fallibile – anche se la sua stessa struttura le permette di correggere gli errori presenti e di ottenere la “rettifica” subito.

    Poi, vabbè, scazzi e litigate sono frequenti, ma rientrano anche nelle normali dinamiche umane. Anche se, certe volte mi domando davvero come faccia ancora a reggersi in piedi dopo quasi 12 anni – e lo dice uno che la conosce molto bene. :)

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