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La Corte Costituzionale tedesca apre a una ratifica con riserva dell’Esm

– Una sentenza attesa. O meglio sarebbe dire un’ordinanza attesa. Sì, perché, con la sua decisione di ieri mattina, il Tribunale Costituzionale federale si è espresso sul ricorso con il quale si chiedeva il rilascio di un provvedimento cautelare, che avrebbe dovuto sospendere la ratifica del trattato istitutivo dell’ESM. Sospensione finalizzata a vagliare la conformità a Costituzione del medesimo trattato. I giudici costituzionali hanno ritenuto che i presupposti per una tale sospensione non vi fossero e che, anzi, le norme del trattato fossero, almeno ad un primo esame, conformi al Grundgesetz. Ora il Presidente della Repubblica può quindi lecitamente ratificare la legge di autorizzazione. Ma, c’è un ma. Come accaduto altre volte negli ultimi tre anni, il Tribunale di Karlsruhe ha dato il proprio via libera, fissando alcuni punti fermi, tali da preservare il diritto costituzionale del Parlamento tedesco a decidere sul bilancio e quindi la democraticità delle decisioni.

Due, in particolare, sono le condizioni richieste per poter depositare lo strumento di ratifica:

a)    La Germania risponde entro il limite prefissato di 190 miliardi e non oltre. I giudici dedicano diversi paragrafi ad interpretare ciascuna norma del trattato, in maniera conforme al limite accennato. E questo pur nella consapevolezza che altre interpretazioni erano e sono possibili. In questo senso, il ricorso degli euroscettici non è stato affatto inutile. Se infatti prima i 190 miliardi avevano natura di promessa politica, ripetuta come un mantra dalla Cancelliera e dal suo Ministro delle Finanze, ora dovranno diventare oggetto di una riserva ufficiale da apporre al trattato. Se, poi, in seno al consiglio dei governatori dell’ESM si dovesse decidere di allargare ancora i cordoni della borsa, la Germania dovrebbe sempre disporre di un potere di veto, assicuratole dal trattato per gran parte delle decisioni, ma non esplicitamente per tutte.

b)    La riservatezza delle operazioni meditate e decise in sede di ESM non può tradursi in una menomazione del diritto del Bundestag e del Bundesrat ad essere informati. La Corte rafforza insomma la trasparenza e i doveri informativi dei rappresentanti del governo nei confronti del Parlamento. Il tema è molto sentito dai deputati tedeschi, che più volte negli scorsi mesi hanno lamentato la tardività e la lacunosità dell’informazione fornita dall’esecutivo cristiano-liberale.

Su questi due punti i giuristi della Cancelleria dovranno lavorare sodo nelle prossime settimane. L’8 ottobre, ha annunciato ieri il Primo Ministro lussemburghese Jean-Claude Juncker, si riunirà il board dell’ESM. Apporre una riserva ad un trattato internazionale non è un giochetto da quattro soldi e rischia di provocare malumori negli altri Stati parte, in particolare in quelli che avrebbero voluto avere le mani un po’ più libere. Il rischio che tra gli altri sedici Stati uno di essi alzi la mano e si opponga al diktat interpretativo di Karlsruhe è comunque contenuto. Gli Stati parte dell’Europa del Sud vogliono che il trattato entri in vigore al più presto, pena l’impossibilità di farvi ricorso e precipitare verso l’abisso. Quindi, anche al prezzo di ulteriori limitazioni, faranno buon viso a cattivo gioco, accettando l’apposizione della riserva di Karlsruhe.


Autore: Giovanni Boggero

Nato nel 1987, si è laureato in giurisprudenza a Torino con una tesi in diritto internazionale. Ha studiato anche a Gottinga e Amburgo. Svolge un dottorato in diritto pubblico presso l'Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" e si occupa di Germania per il quotidiano Il Foglio, la rivista Aspenia e per FIRSTonline.

One Response to “La Corte Costituzionale tedesca apre a una ratifica con riserva dell’Esm”

  1. creonte scrive:

    non è un cosa che sarà ammmissibile nel lungo termine; non posono esistere parlamenti nazionali di serie A e di serie B, nè un giocatore che detta le regole e non accetta quelle degli altri

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