Il referendum di Vendola serve anche a Bersani. Renzi, sull’art.18 dì qualcosa di blairiano!

Il referendum contro la riforma Fornero presentato ieri in Cassazione è autobiograficamente di sinistra. E’ una forma di militanza obbligata, un richiamo della foresta, un parteggiare a prescindere per qualcosa che non c’è più, un tributo alle  conquiste del “mondo del lavoro”, che quarant’anni fa trovò il proprio Statuto giuridico e politico e quarantanni dopo ha perso la sua realtà, il suo ubi consistam, perfino la sua dignità “ideologica”.

Le persone onestamente di sinistra, come la Fornero, hanno provato a rottamare, senza neppure riuscirci, un meccanismo di tutela archeologico per sostituirvene uno robusto ma flessibile (e molti a ragione sostengono: fortemente dirigista). Non c’è alla fine riuscita, però l’aver toccato l’articolo 18, l’avere infranto il tabù l’ha per sempre maledetta nelle piazze “etnicamente” di sinistra, quando la sua riforma, ad essere onesti, è invece tutta di sinistra, nei pregi come nei difetti.

Questo è il referendum in sé. Un pellegrinaggio nell’eroico album di famiglia del movimento politico-sindacale. Un referendum stupido, come quello “sull’acqua”, che quindi rischia di riscuotere uno straordinario successo in un elettorato che, non credendo più a nulla, è disposto a credere a tutto e soprattutto ai “miracoli”.

Attorno al referendum non ruota solo la strategia di Vendola, ma pure quella di Bersani. Al Pd quel referendum serve, perché gli consentirà di iscriversi domani – se finisce come “sull’acqua” – al partito dei vincitori, ma soprattutto perchè  gli consente oggi di tenere ancorato al baricentro “bersaniano” un partito e un’area elettorale non solo divisa, ma estremizzata. Da una parte i montiani, non così diversi alla fine da quelli liberali e centristi. Dall’altra i nostalgici. Il referendum serve paradossalmente a “socialdemocratizzare” il Pd, ma solo in senso negativo. Né con Vendola, né con Ichino.

Renzi ha sul tema un’occasione per dimostrare che la svolta che promette e che galvanizza la base del Pd non è solo civilmente paragrillina, ma davvero (come molti dei suoi estimatori pensano) blairiana. Fino ad ora se l’è cavata dicendo che a tenere o a togliere l’articolo 18 non cambia niente (un modo molto furbo per dire una cosa molto scema) e che quindi può essere sacrificato, ma anche no, perché il problema è un altro. Da oggi in poi gli sarà difficile cavarsela così sportivamente.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

2 Responses to “Il referendum di Vendola serve anche a Bersani. Renzi, sull’art.18 dì qualcosa di blairiano!”

  1. marcello scrive:

    La Fornero di sinistra non l’avevo sentita mai.
    E il mondo del lavoro non si deve dividere. Chi usufruisce dell’art. 18 sta solo un po’ meglio degli altri, ma con la crisi, iniziata non nel 2008 ma 5-6 anni prima, facendo costare molte cose che prima erano a 1000 lire 1 euro, il potere d’acquisto di queste classi è sceso di tanto, e l’erosione continua ancora. E chi ha famiglia, se questa è monoreddito, si trova ancora peggio.

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  1. […] Dunque che fare? Niente, cioè tutto. Le solite cose che ci raccontiamo da almeno vent’anni, quelle sulle quali già pende la scure di un referendum abrogativo. […]