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Gli USA undici anni dopo, con qualche nemico in meno e tanta paura in più

di ANTONELLA ROMANO –  Per un minuto, silenzio. Partita ferma, palla al centro. Giusto il tempo di riprendere fiato e ricordare. Oggi Romney e Obama sono capitani della stessa squadra. Spenti i microfoni delle convention Usa, ricorderanno di essere americani, prima che repubblicani e democratici

L’America ricorda le vittime, senza dimenticare i carnefici. E il cattivo, in questa storia, ha un nome che è irrimediabilmente legato a quello di Obama. E’ sotto la sua leadership che Osama Bin Laden è stato eliminato, trasformando quel “Yes, we can” in una formula rituale che è riuscita a liberare un Paese per lungo tempo ostaggio della paranoia.

Il fatto è che questa giornata farà la differenza più delle altre nei sondaggi, fino ad oggi privi di variazioni significative. Nessuna  tregua al tour de force cominciato alcuni mesi fa, che ha scaldato gli elettori con lo sguardo severo di Eastwood e il sorriso malizioso di Clinton, passando per il Betty’s son, Paul Ryan,  e la “mom in chief” Michelle. Come Kennedy, Obama sa bene quanto sia importante continuare a cavalcare il tema della sicurezza della democrazia e della libertà per conquistare il cuore degli elettori, e il loro voto. Senza nascondere quanto questo possa far comodo in un momento in cui a far fuori l’altro cattvo, la crisi economica, proprio non si riesce. I deludenti dati sulla disoccupazione di fine agosto continuano a mettere a dura prova l’americano medio, tanto indeciso quanto pragmatico.

A undici anni di distanza, il crollo di quelle due torri dal nome rivelatore assume connotati premonitori. Perchè dopo il World Trade Center, il commercio mondiale è crollato per davvero, e il mondo che conoscevamo si è fatto meno sicuro in una misura ben diversa da quella che l’interventismo di Bush aveva tentato di prevenire.

Gli americani hanno perso 6000 soldati in questi 11 anni di guerra al terrore.  E’ a loro e ai familiari delle 3000 vittime di quel settembre 2001 che parleranno sia il presidente che il suo sfidante.

Oggi l’America si guarderà allo specchio, probabilmente senza piacersi granchè, con tanta inquietudine dentro ma qualche nemico in meno. Osama non c’è più.


Autore: Antonella Romano

24 anni, salernitana. Laurea triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e laurea specialistica in Law and Economics alla Luiss Guido Carli di Roma. Da un anno collabora con l’Istituto Italiano per la Privacy, contribuendo alla stesura della rivista "Diritto, Economia e Tecnologie della Privacy" 2010

2 Responses to “Gli USA undici anni dopo, con qualche nemico in meno e tanta paura in più”

  1. mino tauro scrive:

    Gli americani hanno perso 6000 soldati in questi 11 anni di guerra al terrore, piu o meno quanti ne sono caduti nelle prime ore dello sbarco in Normandia. Non si sono spaventati allora, non si spaventerannno adesso, archiviata l’inutile presidenza Obama, la guerra al terrore continuera’.

  2. francesco sica scrive:

    Suggerisco un mini riassunto di 5 minuti sulla farsa dell’11 settembre anzichè quel video a lato che non rappresenta null.

    Cordiali saluti

    http://www.youtube.com/watch?v=tvdeDacJaHU

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