Ue apre indagine antidumping su import pannelli solari cinesi

La Commissione europea ha aperto un’inchiesta antidumping contro i fabbricanti cinesi di pannelli solari dopo la denuncia di un gruppo di imprese europee presenti nel settore. Si tratta, ha spiegato Bruxelles in una nota, della “più importante denuncia mai ricevuta in materia di dumping“.

L’inchiesta durerà 15 mesi, ma se dovessero emergere prove sufficienti prima della chiusura dell’indagine, potrebbero essere imposti dei meccanismi di difesa commerciale già tra 9 mesi.

La denuncia è stata presentata il 25 luglio scorso da un gruppo di imprese europee che operano nel settore dell’industria solare, che si sono consorziate sotto il nome di Eu ProSun.

I pannelli solari e i loro componenti chiave importati dalla Cina verso il mercato Europeo, sostiene Eu ProSun, sarebbero venduti a prezzi inferiori rispetto ai prodotti con marchio Ue.

Le imprese europee vorrebbero per l’Europa misure doganali simili a quelle in vigore negli Stati Uniti, dove a maggio sono state introdotte pesanti tasse sull’import di prodotti solari cinesi.

“Profondo rammarico” è stato espresso dal Ministero del commercio di Pechino per l’avvio dell’inchiesta dato che, sostiene la Cina, gli appelli a risolvere le divergenze sui prodotti fotovoltaici con il dialogo e la cooperazione sono rimasti inascoltati. Soddisfazione, invece, da EU ProSun e dal Comitato IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane), l’associazione che raccoglie oltre l’80% dei produttori italiani di celle e moduli fotovoltaici.


Autore: Luigi Quercetti

Nato nel 1980, abruzzese, giornalista, papà, laureato a sua insaputa. È stato redattore dell’agenzia di Stampa Asca e collaboratore de Il Messaggero e Italpress.

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