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Sfere (o balle) solari?

– Quante volte nei secoli si è fatto un gran parlare di invenzioni che avrebbero dovuto cambiare la storia, salvo poi rivelarsi un colossale bluff? Ecco, la novità che arriva dalla Spagna in tema di energie rinnovabili ha il sapore di una trovata a metà tra il colpo di genio e l’ennesima stravaganza della green economy. Le sfere di vetro progettate da André Broessel, architetto tedesco con studio a Barcellona, hanno certamente molti pregi, ma non sembrano sufficienti a trasformare – come direbbe Schumpeter – l’invenzione in questione in un’innovazione in grado di orientare il futuro della produzione di energia.

Si tratta, in sostanza, di grandi sfere di vetro con un’efficienza energetica aumentata del 35% rispetto a un più convenzionale pannello solare. Tuttavia, la vera peculiarità della loro geometria consiste nella capacità di assorbire persino i raggi lunari, rimanendo operative 24 ore al giorno. Inoltre, possedendo un inseguitore solare (una particolare cellula che individua la posizione del sole e orienta i pannelli in sua direzione) resistente all’acqua, possono essere installati anche in verticale, lungo le pareti degli edifici e in altri luoghi non adatti a pannelli solari e pale eoliche.

Alle sfere solari di André Broessel i pregi non mancano, ma potremmo elencare altrettante ragioni per cui ambientalisti e fanatici della green economy farebbero bene a tenere a freno l’entusiasmo. La novità che arriva da Barcellona, infatti, dovrà fare i conti con costi di produzione e d’installazione ben più elevati e proibitivi di quelli degli ormai blasonati pannelli solari, che non hanno certo prezzi molto più contenuti, ma usufruiscono di enormi sussidi statali praticamente ovunque in Europa. Per di più, se è vero che la necessità di contenere la spesa pubblica ha costretto molti governi – in primis quelli di Gran Bretagna e Germania – a tagliare drasticamente i sussidi destinati alle rinnovabili, le sfere solari di Broessel non potranno certo contare nell’era della spending review sui finanziamenti milionari di cui hanno usufruito negli anni i concorrenti più fortunati.

Lo scoglio su cui si stagliano le invenzioni – reali o presunte – della green economy è lo stesso di sempre: per quanto possano migliorare l’efficienza energetica, non accennano ad improntarsi a criteri di efficienza economica che permetterebbero loro di imporsi sul mercato senza ricorrere per sopravvivere a incentivi che i governi elargiscono ben volentieri, trattandosi di soldi dei contribuenti a loro disposizione per comprare il consenso di migliaia di ambientalisti acritici, pronti a sostenere a priori qualsiasi cosa venga spacciata per verde e sostenibile.

Sono sceniche e apparentemente innovative, ma a ben guardare le “sfere solari” spagnole non differiscono in nulla dalle più tradizionali forme di energia cosiddetta rinnovabile. Anzitutto, la loro già bassa efficienza energetica è coniugata ad un’altrettanto bassa efficienza economica e in secondo luogo – questione su cui molti preferiscono tacere – sono realizzate con materie prime e risorse scarse quali vetro, acciaio e silicio, per non parlare della loro vita media decisamente breve e del loro smaltimento; se non fosse per il retropensiero ambientalista da cui sono sostenute, basterebbe questo dato a privarle della loro qualifica di “rinnovabili”.


Autore: Daniele Venanzi

Romano, studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla Sapienza. Contributor di Libertiamo, Linkiesta, l'Occidentale e The Front Page; autore del blog Mercato & Libertà. È redattore di Disarming the Greens, blog che si occupa di questioni ambientali e green economy da una prospettiva di mercato. Nel 2011 ha tradotto l'appendice all'Autobiografia di Friedrich Von Hayek, edita da Rubbettino. È vincitore della Scuola di Liberalismo 2013 di Roma organizzata dalla Fondazione Einaudi, con tesina sulla public choice e la crisi del welfare state.

4 Responses to “Sfere (o balle) solari?”

  1. Nicola scrive:

    L’unica forma di ecologia realistica è quella di portare la popolazione mondiale a 1 miliardo di abitanti.
    E poi ce andiamo tutti in giro col SUV!

  2. Vittorio Vezzola scrive:

    il silicio non è una risorsa scarsa

  3. lodovico scrive:

    Parlare di costi di smaltimento è politicamente non corretto.

  4. Andrea B. scrive:

    @ Nicola
    In che maniera ? Ovviamente credo che poi lei si consideri tra quell’uno su sette superstite, giusto ? :-))

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