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Municipalizzate, ‘Roma si muove’ nella direzione giusta

– Una delle misure previste dal decreto spending review è la fissazione di un limite alla dimensione dei consigli di amministrazione delle società a controllo pubblico diretto o indiretto che erogano servizi prevalentemente alle amministrazioni. I componenti dei cda non possono essere più di tre, di cui due già dipendenti della società o del soggetto pubblico controllante. Lo stesso decreto legge fa salva la possibilità di nominare un amministratore unico in luogo dell’organo collegiale.

Nella capitale c’è chi, meritoriamente, vuole fare di più: rendere obbligatoria la nomina di amministratori unici a capo delle municipalizzate azzerando così i rispettivi consigli di amministrazione. Il comitato Roma si muove, infatti, sta raccogliendo le 50 mila firme necessarie per interpellare i cittadini e chiedere loro il consenso ad una misura che ridurrebbe significativamente l’esborso del comune (e in ultima istanza dei contribuenti) per remunerare quelli che in definitiva sono i nominati della politica.

Mario Staderini, segretario dei Radicali Italiani, tra i promotori del referendum, nel suo blog descrive in questo modo l’attuale stato delle cose: “ogni Comune/Provincia/Regione è proprietario di una serie di aziende e agenzie, ciascuna delle quali ha di norma Consigli di amministrazione con cinque posti. Il Sindaco/Presidente di Provincia/Regione si prende il presidente del Cda, la maggioranza che lo sostiene due o tre posti, il resto all’opposizione. Ognuno di loro, salvo meritorie eccezioni, sta lì per garantire che la fazione che lo ha nominato abbia la sua parte: assunzioni clientelari e appalti alle imprese di riferimento”.

Analizzando il quadro delle partecipazioni capitoline del 2011, vediamo come, nel caso di Roma, il taglio dei cda riguarderebbe direttamente 9 società: ATAC spa, Roma Metropolitane srl, Roma Servizi per la Mobilità srl, AMA spa, Zetema Progetto Cultura, Risorse RpR spa, Aequa Roma Spa. Servizi Azionista Roma srl è l’unica società già affidata ad un amministratore unico,

Quant’è costato ai Romani il mantenimento dei consigli di amministrazione delle municipalizzate? Se escludiamo gli emolumenti per la carica di amministratore esecutivo e gli altri compensi attribuiti ai presidenti e amministratori delegati, che potrebbero comunque essere un domani riconosciuti ai rispettivi amministratori unici, la scelta di prevedere una forma collegiale per i vertici delle società partecipate al 100% dal comune nel 2011 è costata ai romani 535 mila euro.

Se poi, coerentemente con la ratio sottesa, lo stesso principio si estende alle società controllate, sarebbero ridimensionati anche i vertici di Atac patrimonio srl, Ama disinfestazioni srl e Roma Multiservizi spa, per un risparmio di ulteriori 100 mila euro per anno.

Oltre ai minori costi diretti, la proposta presenta anche altri vantaggi. In primo luogo, la nomina di un amministratore unico “responsabilizzerebbe” il vertice. La buona o cattiva gestione dell’ente sarebbe inequivocabilmente imputata ad una sola persona, che risponde delle proprie azioni al governo della capitale e ai suoi cittadini.

Infine, un vantaggio “etico”: cesserebbero le logiche spartitorie in sede di nomina dei vertici da parte della politica e gli strascichi di consociativismo che la partecipazione alla gestione delle municipalizzate porta con sé.


Autore: Diego Menegon

Nato a Volpago, in provincia di Treviso, nel 1983. Laureato del Collegio Lamaro Pozzani della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. Ha svolto ricerche e scritto per Iter Legis, Agienergia e la collana Dario Mazzi (Il Mulino). Si occupa di affari istituzionali e di politiche del diritto nei temi di economia, welfare, energia e ambiente. Socio fondatore di Libertiamo, è Direttore dell'ufficio legislativo di ConfContribuenti e Fellow dell'Istituto Bruno Leoni. Attualmente candidato alle elezioni politiche 2013 con Fare per Fermare il Declino.

One Response to “Municipalizzate, ‘Roma si muove’ nella direzione giusta”

  1. gino scrive:

    Assunzione diretta per chiamata di tutti i parenti di Alemanno rimasti a casa…

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