Vendola, il ‘compagno che sbaglia’ che non ha tutti i torti

di LUCIO SCUDIERO – A parte il governo Monti, in questa stagione della politica italiana tutto è sbagliato, a cominciare dall’agibilità politica che l’irresolutezza dell’ex Terzo Polo e la chiusura ideologica del PD hanno concorso a regalare a Nichi Vendola.

Ieri si è potuta così consumare la nemesi delle forze che più convintamente sostengono Monti in Parlamento, cioè centristi e PD, a cui il leader di una delle forze d’opposizione all’esecutivo dei professori ha dettato le prospettive e il perimetro di un’alleanza possibile.

Insomma Nichi è il “compagno che sbaglia”, che però scrive la traccia a quelli che hanno fatto bene i compiti a casa, liberando il Paese dal non governo Berlusconi e aprendo una stagione di riforme con Monti. Tra i quali, e non da ultimo bensì da protagonista, soprattutto nella prima fase, c’è pure Gianfranco Fini.

Il cortocircuito è evidente, e se non altro la sortita di ieri del capo di Sel smaschera l’errore strategico dell’ex Terzo Polo complessivamente inteso, che ha sprecato l’opportunità di integrarsi in misura irreversibile e nel solco della continuità a Monti, che l’avrebbe reso indispensabile per le ambizioni maggioritarie del PD e molto più appetibile, anche in termini elettorali, del presidente della Regione Puglia.

Se non bastasse, sul discorso delle alleanze svetta poi quello di merito politico. Quale maggioranza si pensa di costruire con una forza contraria ad ogni punto dell’agenda economica sviluppata dall’Europa? Come si fa a riformare l’Italia con chi non avrebbe mai accettato la riforma delle pensioni, né quella del lavoro, è contrario alle liberalizzazioni, e la spesa pubblica la accrescerebbe piuttosto che rivederla? L’epilogo dell’Unione di Prodi non è un rischio, ma una certezza.

Chiunque, dentro e fuori dagli attuali partiti, ambisca alla costruzione di un’offerta di governo credibile, visionaria e compatibile con i vincoli che la dura realtà della crisi impone all’Italia, sa benissimo che un personaggio politico come Vendola non può che stare dall’altra parte, all’opposizione.

Grazie a Nichi, oggi queste considerazioni sono carte scoperte sul tavolo di gioco dei partiti. E continuare a barare è più difficile per chiunque. 

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Twitter: @Antigrazioso 


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

One Response to “Vendola, il ‘compagno che sbaglia’ che non ha tutti i torti”

  1. Stefano scrive:

    Certo resta la domanda di quali potrebbero essere le forze politiche che avrebbero accettato la riforma delle pensioni, quella del lavoro, le liberalizzazioni, e revisione della spesa pubblica. Perché il poco che è stato fatto fino ad oggi lo si è fatto nascondendosi dietro la faccia di Monti e con la scusa dello spread. Nessun governo politico sarebbe stato in grado di riformare le pensioni, il mercato del lavoro ha visto solo una tiepidissima riforma, le liberalizzazioni non si vedono nemmeno col binocolo e la spesa pubblica continua a salire. Quindi alla fine meglio un Vendola platealmente conservatore a uno dei tanti rais di terzi e quarti poli che ostentano riformismi irrealizzabili per essere il primo della classe degli inetti.

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