di LUCIO SCUDIERO – A parte il governo Monti, in questa stagione della politica italiana tutto è sbagliato, a cominciare dall’agibilità politica che l’irresolutezza dell’ex Terzo Polo e la chiusura ideologica del PD hanno concorso a regalare a Nichi Vendola.

Ieri si è potuta così consumare la nemesi delle forze che più convintamente sostengono Monti in Parlamento, cioè centristi e PD, a cui il leader di una delle forze d’opposizione all’esecutivo dei professori ha dettato le prospettive e il perimetro di un’alleanza possibile.

Insomma Nichi è il “compagno che sbaglia”, che però scrive la traccia a quelli che hanno fatto bene i compiti a casa, liberando il Paese dal non governo Berlusconi e aprendo una stagione di riforme con Monti. Tra i quali, e non da ultimo bensì da protagonista, soprattutto nella prima fase, c’è pure Gianfranco Fini.

Il cortocircuito è evidente, e se non altro la sortita di ieri del capo di Sel smaschera l’errore strategico dell’ex Terzo Polo complessivamente inteso, che ha sprecato l’opportunità di integrarsi in misura irreversibile e nel solco della continuità a Monti, che l’avrebbe reso indispensabile per le ambizioni maggioritarie del PD e molto più appetibile, anche in termini elettorali, del presidente della Regione Puglia.

Se non bastasse, sul discorso delle alleanze svetta poi quello di merito politico. Quale maggioranza si pensa di costruire con una forza contraria ad ogni punto dell’agenda economica sviluppata dall’Europa? Come si fa a riformare l’Italia con chi non avrebbe mai accettato la riforma delle pensioni, né quella del lavoro, è contrario alle liberalizzazioni, e la spesa pubblica la accrescerebbe piuttosto che rivederla? L’epilogo dell’Unione di Prodi non è un rischio, ma una certezza.

Chiunque, dentro e fuori dagli attuali partiti, ambisca alla costruzione di un’offerta di governo credibile, visionaria e compatibile con i vincoli che la dura realtà della crisi impone all’Italia, sa benissimo che un personaggio politico come Vendola non può che stare dall’altra parte, all’opposizione.

Grazie a Nichi, oggi queste considerazioni sono carte scoperte sul tavolo di gioco dei partiti. E continuare a barare è più difficile per chiunque. 

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