Lattarulo è un uomo libero ma questo non giustifica il suo incarico in Campidoglio

– Qualche giorno fa è saltato fuori che un ex terrorista, ed ex componente della banda della Magliana, nel 2008 ha ottenuto un contratto di consulenza presso il Comune di Roma, con la qualifica di consulente esterno per le Politiche Sociali. Il suo nome è Maurizio Lattarulo.

Questo non è un articolo contro Alemanno. Dio me ne scampi. Non farei mai una cosa del genere. Scrivere oggi contro Alemanno è una roba facile. Come sparare sulla Croce Rossa. Il comune va a picco, le possibilità di rielezione dell’ ex sindaco sono ridotte al lumicino. Negli anni ha fatto fuori quelle poche menti brillanti che conosce, e che gli hanno dato ben più di una mano.

Ma Alemanno ha una strana psicologia – è la famosa sindrome del criceto in gabbia – se lo spazio viene circoscritto, invece di condividerlo, sbrana i suoi congiunti – non sopporta di guardarli negli occhi, sono la sua coscienza, e la coscienza fa paura, è critica, quindi va rimossa (beata illusione).  Alemanno ha da poco presentato una lista civica, sì – molti dei partecipanti all’evento sembravano usciti da un film antropologico sul generone dei costruttori romani degli anni ‘60, mancava solo l’arrivo di una macro porchetta issata su di una gru. Ho visto uno spot della lista civica Alemanno che pare un incrocio tra il trailer di un film apocalittico catastrofico, le musiche erano quelle, ed un pezzo dei  Monty Python – uno spot con un linguaggio di grado zero e pieno fitto di gente che pulisce le strade di Roma; ma le strade di Roma son lerce, questo è tangibile – e forse la colonna musicale catastrofistica si riferiva a ciò. L’ inizio della campagna elettorale di Alemanno, se ben analizzata, racconta l’era glaciale di una categoria sociale e politica romana destinata alla sconfitta – la ghianda parrebbe non essere alla sua portata.

Questo articolo vorrebbe riflettere su altro, ossia, è plausibile che un ex addentellato dei NAR, ossia,  i Nuclei Armati Rivoluzionari (post neofascisti che volevano codificare un terrorismo molecolare, anarchico, antiborghese, rivoluzionario, da destra – con una moltitudine di morti sul groppone,  e contatti e contratti con la malavita organizzata) ed ex addentellato, braccio destro del boss De Pedis, della famigerata – e ormai mitica e mitologica (e che palle, non ne possiamo più) – banda della Magliana, possa essere dal 2008, e fino a fine mandato di Alemanno, consulente per le politiche sociali del comune di Roma Capitale?

Nella giunta Alemanno c’è uno strano romanticismo storico. Nel 2009 l’estremista di destra Stefano Andrini è stato nominato Ad di Ama Servizi Ambientali (società controllata da Ama, l’azienda municipalizzata per l’ambiente di Roma. Servizi ambientali è una società che si occupa per l’Ama della raccolta di rifiuti di circa 40 comuni del Lazio), e nel 2010, democraticamente,  il Nar Francesco Bianco è stato assunto come operaio all’Atac.

Per quanto riguarda Maurizio Lattarulo, il (la) vice sindaco Sveva Belviso ha dichiarato che Lattarulo non è mai  stato condannato per terrorismo o per usura, come certa cattivissima stampa di sinistra aveva lasciato intendere.

Ora.

A prescindere dal fatto che Lattarulo è stato formalmente condannato per associazione a delinquere, come da sentenza: «in quanto membro dell’associazione a delinquere banda della Magliana» – di cosa stiamo parlando?

Per il sindaco non c’è problema. Per il vice sindaco neppure, e per Lattarulo neanche – e infatti, dal suo punto di vista – giustamente, ha dichiarato di non essere più un criminale, di aver scontato la pena, di essersi ravveduto, e di essere, quindi, un cittadino comune con i diritti di ogni cittadino. Dopo aver pagato ciò che doveva pagare Lattarulo si è laureato in Scienze Umanistiche e poi si è dato alla ristorazione. “Sono stato contattato dalla Belviso dopo averla conosciuta al XII municipio nel 2005 – ha dichiarato – mi ha chiesto di collaborare con lei alle Politiche sociali nel 2008 e io ho accettato”.

E di fatti la Belviso ha detto alla stampa: “Nel 2008 Lattarulo era un cittadino come tanti, nel pieno dei suoi diritti. Proprio per il suo passato, ho pensato potesse rappresentare un esempio concreto di persona riabilitata alla quale dare un’occasione nuova di vita”.

E noi ci poniamo queste domande.

Un cittadino che ha scontato una pena, è un cittadino come tutti gli altri, vero … verissimo! Ma è giusto che sia sempre così? O meglio. Tutte le colpe, a prescindere dalle pene scontate, sono uguali?  O meglio. Noi diamo per implicito che una volta scontata la pena, tutte le possibilità della vita sociale devono dispiegarsi anche per i pregiudicati (e su questo siamo d’accordo) – ma certe colpe e certe pene “particolari” (come quella di associazione a delinquere) possono essere considerate come ostative ad un futuro ruolo “pubblico e istituzionale” del pregiudicato? In poche parole. Non metto in dubbio che Lattarulo, o chi per lui, possa essere diventato una bravissima persona – non metto in dubbio che Lattarulo debba aspirare a tutte le soddisfazioni presenti e future che la vita può riservare ad un libero cittadino (quale lui è), ma detto ciò, è giusto, plausibile, dargli un ruolo nella pubblica amministrazione?  E mai possibile che il Sindaco di Roma Capitale scelga consulenti dal curriculum, per così dire, ambiguo? Ed è mai possibile che il vice sindaco spacci una scelta di questo tipo come “ un esempio concreto di persona riabilitata alla quale dare un’occasione nuova di vita”.

Caro Alemanno ma quali sarebbero le competenze di un consulente alle politiche sociali? Cara Belviso ma lei ha presente quante sono e possono essere le validissime persone riabilitate alle quali dare una un’occasione nuova di vita? E casualmente siete andati, coincidenza, proprio a scegliere un ex NAR? Spiace usare un linguaggio da trivio con una signora, ma … in ultima analisi … ci state prendendo per il culo?

Speriamo che l’era glaciale di Roma Capitale termini presto.


Autore: Francesco Linguiti

Si occupa di produzione culturale. È autore nella produzione audiovisiva. È docente di semiologia del testo.

2 Responses to “Lattarulo è un uomo libero ma questo non giustifica il suo incarico in Campidoglio”

  1. In cerca di un'alternativa scrive:

    Seguo sempre con interesse e apprezzo i suoi articoli, ma questa volta mi è sembrato più uno sfogo personale a sfondo gossip (condivisibilissimo, tra l’altro), anche stilisticamente inferiore alla media dei suoi pezzi, che un’analisi degna di quelle a cui mi aveva abituato.
    La mia domanda è semplice: al di là della bontà o meno della scelta della persona incaricata, questa persona ha o non ha svolto come si conviene il suo incarico? Nel suo articolo di questo non ho trovato traccia, mentre a me sembra discriminante per capire la fondatezza delle sue considerazioni, ed è anche in fondo in fondo l’unica cosa che conta davvero per il cittadino. Spero in una sua risposta in merito.

    Anche perchè sulla sua provocatoria “ma.. in ultima analiai, ci state prendendo per il culo?” non credo ci fosse bisogno di questo episodio (a Roma come altrove) per auto-rispondersi con un sonoro “sì!” :)

  2. enzo51 scrive:

    Condivido in toto la risposta a questo articolo di ” @ in cerca di un’alternativa “

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