La realtà difficile e il rischio di soluzioni binarie

di LUCIO SCUDIERO – La realtà è complessa e non esistono soluzioni semplici. Prima di giubilare per il successo dell’asta dei titoli di Stato tenutasi ieri, si tenga presente questo caveat.

Che sì, l’annuncio, il solo annuncio, della disponibilità a tutto da parte della Bce è stato un segnale apprezzato dai mercati. Soprattutto perché, a differenza di quelli precedentemente diramati, è stato seguito da dichiarazioni d’intento politico coerenti da parte dei leader di Italia e Germania. E tuttavia da oggi non iniziano le vacanze, né per l’Italia, né per nessun altro membro dell’Eurozona. Perché come ha scritto opportunamente ieri Dario Di Vico nel suo editoriale sul Corriere della Sera, “I compiti a casa non sono finiti”.

Il rischio che corriamo è quello di dieci mesi fa, peggiorato dalla persistenza con cui questa crisi aguzza seguita e seguiterà a tormentarci, e cioè la riduzione della realtà al codice binario, l’illusione di poter scegliere tra una X e una Y che sarebbero solo il frutto di opposte demagogie. Pensate se per i prossimi mesi dovessimo assistere a un dibattito politico economico dicotomizzato tra quelli che per uscire dalla crisi “serve colpire i grandi patrimoni” e quegli altri che “la panacea dei mali di cui soffriamo sono l’opt out dalla moneta unica e la svalutazione”, come questo a cui ha partecipato Piercamillo Falasca domenica scorsa. Tutto il buon senso starebbe nel mezzo, ma se le coordinate della discussione si fissano a questi estremi, qualunque sarà la linea mediana su cui cadrà la scelta finale, saremo di fronte a soluzioni comunque sbagliate e altamente inefficienti.

Questa crisi non è una bestia domabile con un paio di frustate d’avvertimento. E in realtà non credo neppure che essa sia domabile in senso stretto, nel senso che non ne usciremo conservando alcunché, perché dal modello sociale alle bolle finanziarie, dalla scarsa produttività dei fattori allo sviluppo fondato sul debito pubblico, tutti i postulati che essa ha condotto al redde rationem finale sono insalvabili ed è giusto così. Per uscirne serve uno di quegli scarti sistemici paragonabili alla transizione che ci fu dal Paleolitico al Neolitico. Mutatis mutandis, anche questa è la fine di un’era.

Le opzioni sul tavolo della contemporaneità sono due. Vivere questa fase fatalisticamente accettando il senso di un irrimediabile e provvidenziale corso sfavorevole degli eventi, alla fine del quale tutto non può che essere peggio che prima.

Oppure conviverci con spirito adattivo e intelligenza proattiva, sforzandosi di comprendere fino in fondo le cause reali dei fenomeni e utilizzando il pensiero laterale nell’approntare uno scenario evolutivo dietro l’altro. Insomma, mai cedendo alle lusinghe della soluzione banale.

Per tornare alla contingenza, che la Bce compri i titoli dei paesi sotto pressione è una mossa efficace nel breve periodo ma non è la soluzione di lungo termine dei guai europei. All’Europa servono stabilità e unità politica, sorrette nel medio lungo periodo da una domanda democratica che sia simmetrica in tutti i paesi coinvolti. Lo spazio per un’operazione di questa natura c’è, ma va restringendosi col trascorrere del tempo e l’indecisione delle forze politiche mediane, che aumenta il radicamento della paura. Fra sei mesi potrebbe già essere troppo tardi.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

One Response to “La realtà difficile e il rischio di soluzioni binarie”

  1. enzo51 scrive:

    Facciamo ancora in tempo ad arrivare all’appuntamento con la profezia Maja ( 21.12.2012 ) o ci fermiamo prima?

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