Fermare il declino e tornare a crescere: ecco l’appello per il partito che non c’è

– Pubblichiamo di seguito l’appello “Cambiare la politica, fermare il declino, tornare a crescere” apparso oggi su alcuni quotidiani italiani e presente sul sito fermareildeclino.it. L’iniziativa promossa da Michele Boldrin, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Oscar Giannino, Andrea Moro, Carlo Stagnaro, Luigi Zingales – a cui Libertiamo ha aderito – auspica la nascita di “una nuova forza politica, completamente diversa dalle esistenti” con una piattaforma di politica economica autenticamente riformatrice e liberale. E’ il nostro auspicio, come sa chi saltuariamente scorre le pagine di questo webmagazine. Sortirà l’appello di Giannino&Co. gli effetti sperati? Noi crediamo che esso possa e debba essere un importante tassello di una rete più ampia, che includa le forze più responsabili dell’attuale quadro politico (per intenderci: non quelle che “sopportano”, ma che “supportano” l’azione riformatrice del governo Monti) e nuove energie vive che emergono dalla società italiana. Staremo a vedere, attivamente.

 

La classe politica emersa dalla crisi del 1992-94 – tranne poche eccezioni individuali – ha fallito: deve essere sostituita perché è parte e causa di quel declino sociale che vogliamo fermare. L’Italia può e vuole crescere nuovamente.

Per farlo deve generare mobilità sociale e competizione, rimettendo al centro lavoro, professionalità, libera iniziativa e merito individuale. Affinché l’interesse di chi lavora – o cerca di farlo, come i giovani e tante donne – diventi priorità bisogna smantellare la rete di monopoli e privilegi che paralizzano il paese. I problemi odierni sono gli stessi di vent’anni fa, solo incancreniti: l’inefficienza dell’apparato pubblico e il peso delle tasse che lo finanziano stanno stremando l’Italia. Perdendo lavoro e aziende, migliaia di persone non sono più in grado di produrre e milioni di giovani non lo saranno mai.

Tagliare e rendere più efficiente la spesa, ridurre le tasse su chi produce, abbattere il debito anche attraverso la vendita di proprietà pubbliche, premiare il merito tra i dipendenti pubblici, promuovere liberalizzazioni e concorrenza anche nei servizi e nel sistema formativo, eliminare i conflitti di interesse, liberare e liberalizzare l’informazione, dare prospettive e fiducia agli esclusi attraverso un mercato del lavoro più flessibile ed equo. Sono queste le discriminanti che separano chi vuole conservare l’esistente da chi vuole cambiarlo per far sì che il paese goda i benefici dell’integrazione economica europea e mondiale. Nessuno, fra i partiti esistenti, si pone neanche lontanamente questi obiettivi. Noi vogliamo che si realizzino.

Per questo motivo auspichiamo la creazione di una nuova forza politica – completamente diversa dalle esistenti – che induca un rinnovamento nei contenuti, nelle persone e nel modo di fare politica. Cittadini, associazioni, corpi intermedi, rappresentanze del lavoro e dell’impresa esprimono disagio e chiedono cambiamento, ma non trovano interlocutori. Ci rivolgiamo a loro per avviare un processo di aggregazione politica libero da personalismi e senza pregiudiziali ideologiche, mirato a fare dell’Italia un paese che prospera e cresce. Invitiamo a un confronto aperto le persone e le organizzazioni interessate, per costruire quel soggetto politico che 151 anni di storia unitaria ci hanno sinora negato e di cui abbiamo urgente bisogno.

 


Autore: Riccardo Lo Monaco

Ha studiato giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Cagliari. Liberale e libertario, attivo nel campo della tutela ambientale, della libertà religiosa e dei diritti civili. E' tra i promotori di ZeroPositivo.

One Response to “Fermare il declino e tornare a crescere: ecco l’appello per il partito che non c’è”

  1. Nicola scrive:

    Tutto fantastico, tutto bellissimo, ma il fatto che manchi un partito non è proprio un aspetto trascurabile. O è sull’Italia dei Carini di Montezumolo che dobbiamo contare?

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