Vaccinare conviene. Ma il Codacons ancora non lo sa

–  La legge italiana impone come obbligatorie 4 vaccinazioni pediatriche: antidifterica, antipoliomielitica, antitetanica, antiepatite virale B, e ne raccomanda altrettante – contro pertosse, infezioni da haemophilus influenzae b-Hib, morbillo-parotite-rosolia. Nei fatti, i bambini italiani sottoposti a vaccinazione ricevono, in un’unica iniezione, un vaccino esavalente che li immunizza dalle 4 patologie obbligatorie e da due delle raccomandate  (pertosse ed infezioni da Haemophilus influenzale di tipo b”). Secondo il Codacons, che sulla questione ha recentemente presentato un esposto alla Procura di Roma ed alla Corte dei Conti, l’acquisto dell’esa in luogo del tetra- sarebbe uno spreco, quantificabile – nelle stime dell’associazione dei consumatori –  in 114 milioni di euro.

La valutazione del Codacons ha in sé del suggestivo : un vaccino che immunizza contro 4 patologie è senz’altro più economico di uno formulato per prevenirne 6. Peccato, tuttavia, che un vaccino tetravalente, così come invocato dall’associazione dei consumatori, non esista in commercio.
I vaccini infatti non si mixano, come i cocktail, secondo gusti e fantasia degli avventori, e non hanno neppure – come dire – un ‘mercato’ profilato sulle singole esigenze nazionali. I vaccini, al contrario, sono frutto di valutazioni, prassi, ricerche sanitarie a target globale – cioè trans-geografici e trans-temporali. Così dunque come non esistono in commercio vaccini pediatrici tetravalenti ritagliati sul piano vaccinale nazionale italiano, non esistono neppure vaccini à la carte, iniettabili singolarmente. Come fa quindi il Codacons a stimare un risparmio di spesa ottenibile con l’acquisto da parte del Ssn del quadrivalente, invece che dell’esa-, se, appunto, il quadri- non essendo in commercio non ha neppure un prezzo su cui ponderare il risparmio? Mistero.

Non è un mistero, invece, che la spesa sanitaria destinata alla prevenzione sia in sé una spesa virtuosa; un investimento, cioè, destinato a generare risparmi (in degenze mancate, farmaci non acquistati, interventi previdenziali e giornate di malattia evitate). Ne abbiamo scritto più volte, qui su Libertiamo, proponendo oltretutto soluzioni di politica sanitaria  platealmente win-win: win per la salute pubblica e win per le casse dello stato. Win, in definitiva, anche per il contribuente.

Quello che, infatti, nel suo esposto – e nella viralizzitassima comunicazione che ne è scaturita – il Codacons non dice, oltre alle conseguenze sanitarie di una simile de-vaccinazione di massa – è che nel computo costi/benefici va inserito, oltre al costo materiale per l’acquisto del vaccino, anche tutto il capitolo degli oneri per il Ssn dovuti alla cura delle patologie non-prevenute dalla mancata vaccinazione. Ecco, è quella la stima alla quale dovrebbe destinarsi l’attenzione dei fautori di una spending review virtuosa e cittadino-friendly. Perché il cittadino non immunizzato oggi è un paziente potenziale domani. Il risparmio sul mancato vaccino oggi (quel risparmio invocato appunto dal Codacons), equivale ad un costo – domani – in terapie, ospedalizzazione, mancato lavoro per i genitori dei baby-pazienti… A quanto ammonta questo costo ulteriore? Beh, provate a chiederlo al Codacons. Oppure, se credete, sottoponete il quesito direttamente alla Corte dei Conti. Quanto a noi: beh, nel nostro piccolo, una certa idea ce la siamo già fatta.

 

 


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

One Response to “Vaccinare conviene. Ma il Codacons ancora non lo sa”

  1. Paolo scrive:

    Codacons? Chi, quei “consumeristi” che vivono di minacce di ricorsi e di contributi statali? Ma… meritano un articolo?

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