L’UE finanzia, e i politici sostengono i vandali che distruggono la ricerca

– Un articolo di Marcel Kuntz disponibile a pagamento su Landes Bioscience si propone la redazione di un elenco degli episodi  di violenza e vandalismo che hanno portato alla distruzione di esperimenti pubblici sulle biotecnologie applicate all’agricoltura  in Europa, e all’esame delle loro caratteristiche e dei loro tratti comuni.

Il quadro che ne emerge è desolante, e quantomeno aiuta a sentirsi in buona compagnia, dato che la maggior parte degli 80 episodi analizzati riguarda Francia, Germania, Regno Unito e Svizzera, benché non manchino (e lo sappiamo fin troppo bene)  casi anche in Italia, anche se meno negli ultimi anni, ovviamente: da noi la ricerca sugli OGM è proibita dai tempi di Pecoraro Scanio.

L’aspetto più inquietante che emerge da qusta analisi è che la violenza, nella stragrande maggioranza dei casi tollerata dalle istituzioni, paga: come ammise due anni fa l’allora Ministro della Ricerca francese Valérie Pécresse, interrogata sulle ragioni per le quali la ricerca sugli OGM è florida e sviluppata negli USA quanto ridotta ai minimi termini in Francia, “in  materia di OGM abbiamo il dovere della ricerca. Si tratta di una questione di sovranità nazionale. Purtroppo, la maggior parte  dei ricercatori francesi sono stati scoraggiati dagli atti di vandalismo degli attivisti, spesso vicini ai Verdi“.

Ed infatti in Francia, il paese che finora aveva ospitato il maggior numero di esperimenti pubblici sugli OGM (590 in totale), non si registrano nuove richieste di sperimentazioni dal 2008. E l’azione dissuasiva della violenza va anche oltre: l’Accademia Francese delle Scienze non ha più pubblicato alcun report sull’argomento dopo le minacce subite dal coordinatore di uno studio sugli OGM pubblicato dalla rivista dell’Accademia nel 2002.

Gli atti di vandalismo non vengono quasi mai contrastati dalle forze dell’ordine, tanto che gli attivisti hanno preso l’abitudine di annunciarli in anticipo e di darsi un appuntamento pubblico sul luogo dell’azione programmata. Spesso alle loro  azioni partercipano anche esponenti politici, e sono molti i casi di figure politiche ed istituzionali di primo piano che non si vergognano di dare il proprio il sostegno a simili atti di distruzione, come ad esempio la ex candidata del partito socialista francese alla Presidenza della Repubblica Sègolene Royal.

Senza andare fuori dai confini nazionali, ricordiamo bene come l’azione di distruzione dei campi di Giorgio Fidenato perpetrata nel 2010 da una banda di squadristi fu accompagnata dal plauso di esponenti dei Verdi, del PD, della Lega Nord e in particolare dal Governatore del Veneto ed ex ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia.

Anche le pene inflitte agli attivisti sono spesso blande e perlopiù simboliche: le azioni violente anti-OGM non sono classificate né come “terroristiche” né come “estremistiche” nei rapporti Europol. Non meraviglia che oggi, così come molti agricoltori europei hanno paura a coltivare OGM perfino là dove sarebbe loro consentito, anche i ricercatori mostrino ormai scarso interesse per questo campo di ricerca.

Infine un altro aspetto, forse il più inquietante preso in esame dall’articolo, riguarda i fondi che questi gruppi (di fatto  criminali) di attivisti ricevono dall’Unione Europea, che finisce in questo modo per finanziare direttamente la dissuasione della ricerca pubblica sulle biotecnologie applicate al campo agricolo, ed accollare sulle spalle dei contribuenti europei la distruzione del proprio stesso futuro.


Autore: Giordano Masini

Agricoltore, papà e blogger, è titolare di una azienda agrituristica nell'Alto Viterbese e si interessa prevalentemente di mercato, agricoltura, scienze e sviluppo curando il blog lavalledelsiele.com. Prima di tutto ciò è nato a Roma nel 1971, ha studiato storia moderna e ha provato a fare politica qua e là, sempre con scarsa soddisfazione.

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  1. […] 24 luglio 2012 tags: agricoltura, ogm, ricerca, scienza, UE, vandalismo by Giordano Masini Libertiamo – […]