Avete voluto la Minetti? Ora tenetevela, perché vi rappresenta davvero

– Un anno e mezzo fa, solo un anno e mezzo.

Ricordo ancora la tensione incredibile di quei giorni, le pressioni psicologiche, Ministri che telefonavano cercando di convincermi a non partecipare alle trasmissioni televisive per dire la mia verità. Ricordo quelli che fino a qualche giorno prima avevano con me anche rapporti umani e di amicizia togliermi il saluto in pubblico, salvo poi dirmi nei corridoi:  “hai ragione, vai avanti!”. Sì, vai avanti tu che a noi viene da ridere.

Ricordo che dissero anche che non facevo parte del Pdl, dopo anni di militanza e un ruolo istituzionale che ricoprivo allora, come consigliere di circoscrizione a Milano. Ricordo che cercai invano di spiegare le mie ragioni anche allo stesso Berlusconi che si fece negare. Ricordo quel che ha passato la mia famiglia, in particolare mio padre che riceveva fax in ufficio degli articoli dove comparivo, quasi a dire che sarebbe per sempre terminata la sua carriera politica. E così, infatti, è stato.

E poi le continue allusioni su un mio presunto interessamento, sulla voglia di visibilità, quella visibilità che non ho mai davvero cercato, che è arrivata a mia insaputa, e che ora vince, ne ero convinta, il coraggio vince sempre. Anche se sembra davvero una vittoria di Pirro questa.

Cosa dovrei dire oggi, quando le stesse persone che mi insultavano e deridevano dicono le stesse cose che con semplicità dissi: “Nicole Minetti non è adatta a ricoprire un ruolo istituzionale, non è stata selezionata sulla base di principi meritocratici ma personali, e ancora, la sua presenza non fa onore alle nuove generazioni che si avvicinano alla politica con principi sani e con percorsi umani di tutto rispetto.”?

Non riesco a trovare le parole, mi viene un po’ da sorridere. Se a fare queste richieste fosse stato il “nuovo partito”, magari guidato da Alfano, forse – forse – il tutto avrebbe potuto avere un senso… ma la richiesta arriva da Silvio Berlusconi, l’allora Presidente del Consiglio che difese fino al ridicolo Nicole Minetti.

Ma questa volta non dimenticheremo, non possiamo dimenticare, quello che Berlusconi ha fatto in tutti questi anni, da quando gli dissi che aveva costruito una classe dirigente composta da arrivisti interessati e signorine del sottobosco di Mediaset, che le persone migliori che aveva intorno le aveva volutamente allontanate.

Dovrei, forse, essere contenta e soddisfatta, dovrei provare la sensazione di essermi tolta un sassolino dalla scarpa. Invece, provo più che altro una profonda tristezza per il punto a cui siamo arrivati.

Le donne Berlusconi le vede solo in orizzontale”, disse una volta Daniela Santanchè, prima di cambiare idea e conquistare così l’ambitissimo posto di ideologa del PDL dei moderati.
Ma le donne si alzano in piedi oggi e non ci stanno… non faremo il vostro gioco, non cadremo nella trappola.

Avete voluto Nicole Minetti? Avete costruito questa classe dirigente? Adesso tenetevela, così che possa figurare come monumento alla vostra impertinente bulimia di potere. Noi comunque non dimenticheremo.  Ma, per piacere, dimostrate un po’ di dignità. Qualcuno nel Pdl, almeno oggi, alzi la testa.


Autore: Sara Giudice

Nata a Milano, 26 anni. Laureata in Marketing e comunicazione d’impresa, ha approfondito le sue esperienze professionali e di studio in Canada e Israele. Dal 2006 al 2011 è stata consigliera di circoscrizione a Milano. Candidata alle ultime elezioni amministrative, è stata la più votata dell’area Terzo Polo.

3 Responses to “Avete voluto la Minetti? Ora tenetevela, perché vi rappresenta davvero”

  1. Massimiliano Melley scrive:

    Brava Sara.
    A volte bisogna rinfrescare la memoria a queste persone.
    http://www.milanotoday.it/politica/dimissioni-nicole-minetti-corsaro.html

  2. Giorgio Frabetti scrive:

    Si ma Nicole Minetti non è una priorità nazionale e Sara Giudice mi auguro si sia fissata altre mète politiche più ambiziose e meno meschine . D’accordo, è stato il punto più basso di autentica “pochade” toccato dall’esperienza governativa di Berlusconi. Ma i moderati attendono altre sfide e altre prove nel campo delle riforme economiche e della disciplina della spesa pubblica.

  3. Sara Giudice scrive:

    Caro Giorgio le mie priorità sono sicuramente altre, mi sono limitata a commentare una vicenda che mi ha toccato da vicino. E non c’è nulla di meschino in questo.

    un caro saluto

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