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L’arte di Monti: “Keep calm and buy Italy”

– Mentre l’establishment politico italiano ha passato il fine settimana a dibattere sulla cattiveria di Moody’s nel downgradare il nostro debito, a reagire al ritorno in campo di Silvio Berlusconi con Forza Italia (nuova forma ma vecchia e scaduta sostanza, quindi un pacco), a sviscerare le mille contraddizioni insite nel PD (deflagrate sulla questione dei diritti civili, tema che connota la civiltà di un Paese che si dichiara avanzato e sviluppato), è passato pressoché sotto silenzio l’enorme successo della “visita” di Monti alla Allen & Co. Conferente, tenutasi nella Sun Valley in Idaho.

Questo meeting, caratterizzato dal “giuramento di riservatezza”, ha visto la partecipazione dei principali esponenti del capitalismo americano, come Buffett, Zuckerberg, Gates, Cook, Weinstein. L’élite dell’innovazione mondiale, opinion leader in grado di orientare i comportamenti di un significativo numero di investitori e di operatori finanziari, di mobilitare importanti quantità di denaro per investire in un Paese, qualora fossero convinti della bontà delle condizioni ma soprattutto delle prospettive economiche della “target country”.

Ebbene, davanti a questa platea esigente ed intellettualmente difficile da approcciare, Monti è riuscito, con brillanti capacità oratorie ed argomentative, a tranquillizzare sulla sopravvivenza dell’Euro, rafforzando la tesi della necessità di una maggiore integrazione. Monti ha altresì vestito, con indubbia sagacia e capacità, i panni del “venditore”, convincendo gli interlocutori a scommettere sull’investimento Italia. Semplificando: “keep calm and buy Italy”.

Da ciò che si è appreso dalle fonti di stampa, si evince che il Presidente del Consiglio è riuscito a persuadere i presenti sulla bontà delle scelte adottate dal suo governo, ponendo l’accento sui benefici futuri che queste iniziali riforme strutturali apporteranno allo sviluppo dell’Italia.
Certo, il percorso è di guerra, irto di ostacoli e resistenze al cambiamento. Ma la figura di Monti, la sua credibilità di “uomo del fare” (a qualcuno fischieranno le orecchie…), permette di nutrire fondati ottimismi sulle possibilità di riscatto italiane.

Gli investitori decidono di investire non sulla base della situazione presente, ma sulle prospettive future. Ed è su queste ultime che si sono manifestate le preoccupazioni, data l’instabilità politica italiana e l’incertezza che caratterizza le previsioni sulle elezioni politiche del 2013.

Per continuare in questo lungo, difficile ma inevitabile percorso di risanamento (inteso come necessità di risanare l’Italia da decenni di incompetenza gestionale e di scelte corsare in materia di spesa pubblica) è fondamentale che l’impronta montiana venga chiaramente avvertita, per rassicurare tutti coloro che considerano l’Italia un potenziale target d’investimento.

L’attuale quadro politico schiera da un lato l’ennesimo vascello pirata, condotto da Silvio Berlusconi, con l’obiettivo reale di salvaguardare gli equilibri esistenti a livello personale. Dall’altra parte si schiera la flotta antiberlusconiana, unita dal sentimento di avversione nei confronti del tycoon ma incapace di esprimere un progetto di governo adatto ai tempi attuali. Uno scenario che non può non destare ansie e preoccupazioni nel mondo economico-finanziario.

Tuttavia, il campo di gioco mostra uno spazio non ancora coperto, in cui elettori consapevoli della situazione e dei rischi che l’Italia corre attendono una nuova offerta politica, liberale e riformatrice, che possa proseguire – con accenti liberali più forti – il cammino iniziato da questo governo. Molti fermenti sono in atto, diventa imprescindibile riunirli e costruire le basi del partito che non c’è. Un partito di stampo montiano. Solo così potremo continuare a dire al nostro amico americano “keep calm and buy Italy”.


Autore: Davide Burani

Nato a Saronno nel 1983, liberaldemocratico di formazione, laureato in ingegneria gestionale al Politecnico di Milano, ha sempre lavorato nel mondo della finanza, di cui è appassionato cultore. Oggi è in fase di "riconversione professionale".

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