C’è un giudice a Karlsruhe. E decide per tutti

di PIERCAMILLO FALASCA – C’è un giudice a Berlino, anzi a Karlsruhe, sede della corte costituzionale tedesca. I custodi della Legge fondamentale tedesca terranno sotto scacco l’Europa fino al 12 settembre, quando si pronunceranno sulla legittimità dell’Esm (il meccanismo salva-Stati permanente) e il fiscal compact. Prepariamoci a vivere settimane molto concitate: secondo Martin Lueck, economista di UBS, le possibilità che la Corte ratifichi l’Esm e il consolidamento fiscale sono solo “leggermente” superiori ad un’eventuale bocciatura. Se l’incertezza si diffonde, agosto sarà un mese molto, molto caldo.

Italia e Spagna devono essere aiutate”, dichiara il capo economista del FMI, Olivier Blanchard: “Direi che è una questione di quando sarà necessario, piuttosto che se sarà necessario”. E allora, se l’introduzione dell’Esm è soggetta al rischio di bocciatura da parte della Corte di Karlsruhe, o magari anche solo rinviata di qualche mese, quanto si può confidare sulla disponibilità residua degli strumenti esistenti, a partire dall’EFSF (che ha meno di 100 miliardi di euro in cassa)?

Racconteremo un giorno che l’euro fallì perché un giudice tedesco volle decidere senza fretta? Probabilmente no, speriamo di no. Eppure, quella stessa percezione di scarsa legittimazione democratica delle decisioni assunte in sede sovranazionale, che alcuni giudici di Karlsruhe hanno giustamente lamentato, pervade l’Europa di fronte al “tempo” che la Corte tedesca si è concessa. Tutto legittimo, in punta di diritto e di dettato costituzionale teutonico. Tutto assolutamente folle e sbilenco, stante lo stato di urgenza e di crisi fiscale e finanziaria conclamata.

L’Europa non può restare in mezzo al guado: o torna indietro, limitandosi ad essere (se ci riesce) solo una grande area di libero scambio tra Paesi indipendenti e sovrani, o sceglie di adeguare robustamente la sua architettura istituzionale alla complessa interdipendenza delle economie dell’area euro.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

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