Vaticano, cresce “l’Obolo di San Pietro”, nel 2011 donazioni a quasi 70 mln dollari. Ma bilancio è in rosso

Crescono le offerte dei fedeli al Papa. Secondo un comunicato diffuso dal Vaticano, nel 2011 “l’Obolo di San Pietro, cioè le offerte dei fedeli a sostegno della carità del Santo Padre, è passato da USD 67.704.416,41 del 2010, a USD 69.711.722,76”.

E l’Istituto per le Opere di Religione (IOR), “come ogni anno, ha offerto al Santo Padre una somma significativa a sostegno del suo ministero apostolico e di carità”: per l’esercizio 2011 si è trattato di  49 milioni di euro. Tuttavia, il bilancio 2011 della Santa Sede chiude in rosso, con “un disavanzo di  14.890.034” di euro. I capitoli di spesa più impegnativi, si legge ancora nel comunicato, sono stati quelli relativi al costo del personale che, al 31 dicembre u.s., contava 2.832 unità, e ai mezzi di comunicazione sociali, considerati nel loro complesso”. Su tale risultato, prosegue la nota, “ha influito l’andamento negativo dei mercati finanziari mondiali che non ha consentito di raggiungere gli obiettivi preventivati”.

Nel corso della riunione del Consiglio di Cardinali per lo Studio dei Problemi Organizzativi ed Economici della Santa Sede, presieduta dal Segretario di Stato Tarcisio Bertone, è stato posto il problema del contenimento delle spese, anche se nessun posto di lavoro è a rischio: infatti, si legge ancora nella nota del Vaticano, “pur con il mantenimento dei posti di lavoro, non si è mancato di richiamare alla prudenza e al contenimento delle spese”. Durante la riunione, “un unanime sentimento di compiacimento è stato rivolto al generoso apporto contributivo reso dai fedeli e dalle istituzioni ecclesiali, tanto più lodevole in considerazione dell’attuale e persistente momento di crisi economica. I Membri del Consiglio hanno espresso profonda gratitudine per il sostegno dato, spesso in forma anonima, al ministero universale del Santo Padre, esortando a perseverare in tale opera di bene”.


Autore: Luigi Quercetti

Nato nel 1980, abruzzese, giornalista, papà, laureato a sua insaputa. È stato redattore dell’agenzia di Stampa Asca e collaboratore de Il Messaggero e Italpress.

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