Sono Schifani, risolvo problemi. Fumata bianca per il Cda Rai

di CARMELO PALMA – Ieri dicevamo che sulla nomina del Cda della Rai da parte della Commissione di Vigilanza si sarebbe consumato (ce n’erano tutte le premesse) l’ennesimo e prevedibile scandalo. Non speravamo in tanta grazia, però. La politica – che è il perimetro formale e materiale in cui il “servizio pubblico” trova fondamento e necessità – e la tv, che è per definizione politica dacché si è fatto totus politicus il suo principale impresario privato, andrebbero “divorziate” d’ufficio. Invece tra la regola Rai e l’eccezione Berlusconi c’è ormai un legame costituzionale e indissolubile, una sorta di comparaggio, ora competitivo ora collusivo, che regola tanto il mercato televisivo quanto quello politico.

La Tv di Stato al Cav. va benissimo: come estensione del proprio ragguardevole potere d’antenna e come giustificazione istituzionale al sussidio economico e regolatorio a vantaggio di Mediaset. La Rai – questa Rai – è una polizza sulla vita politica e imprenditoriale di Berlusconi, che può tollerarne un destino da Alitalia, non una conversione seriamente imprenditoriale e non parassitariamente privatistica, come quella a cui arriderebbe (nei nostri sogni) la sua effettiva privatizzazione. Con un padrone che se la paghi e che se la goda, insomma.

Invece una Rai “fiscalizzata” e pro quota berlusconiana è davvero una pacchia per quel formidabile free rider che riesce a speculare, malgrado tutto, pure sulle paranoie ideologiche dei nemici e ad usare (e difendere) il “bene pubblico” della Tv di Stato per aggiustare i bilanci delle sue imprese private e di quella politica in particolare.
La sceneggiata grave, ma non seria che si è consumata ieri – e in cui è spettato al Presidente del Senato di fare il Wolf che risolve i problemi, per rimettere ordine formale nel pasticcio pulp della defenestrazione di Amato– esprime purtroppo l’estrema anomalia e l’imprescindibile normalità della “centralità politica” della Rai, negli equilibri del Parlamento come in quelli dell’informazione. L’unica soluzione sarebbe traslocare il problema nel mercato, liberandone lo Stato. Ma campa cavallo.

Oggi, con la nomina del nuovo Cda, non può dirsi “tutto è bene ciò che finisce bene”. E’ finita malissimo, proprio perché tutto è tornato “normale”. Il meglio sarebbe stato che la paralisi istituzionale giustificasse, anzi imponesse il commissariamento della Rai. Ma mentre Lega e PdL giocavano all’arraffa-arraffa, gli altri partiti – ed è una responsabilità altrettanto grave – hanno preferito lasciarli fare e fare a propria volta quanto “dovuto”, anziché disertare ad oltranza le votazione. Per liberare la Rai dalla politica, occorre liberare la politica dalla Rai.

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Twitter @carmelopalma


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

One Response to “Sono Schifani, risolvo problemi. Fumata bianca per il Cda Rai”

  1. marcello scrive:

    Si parlava della parzialità di Fini, che si è limitato a essere di parte fuori dalle istituzioni, cioè quando non svolgeva la funzione di presidenza della Camera dei deputati.

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