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Gli OGM vanno controllati secondo scienza, non vietati ideologicamente

– Da sempre, la Francia è uno dei paesi europei più apertamente schierati contro la legalizzazione delle sementi OGM. Diverse campagne elettorali hanno visto l’opposizione all’introduzione delle specie transgeniche tra i principali temi delle politiche agricole e ambientali.

Nel tentativo di accattivarsi simpatie ambientaliste e centrare la rielezione all’Eliseo, lo scorso anno Sarkozy ingaggiò una dura lotta contro le tipologie di OGM già approvate dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, come il mais Mon810. La direttiva europea impedirebbe ai governi di imporre divieti sulla coltivazione di sementi già approvate in sede europea, salvo che questi non portino nuove evidenze scientifiche dei danni che potrebbero comportare alla salute umana o all’ambiente.

Le prove addotte dal documento commissionato dal governo francese furono giudicate insufficienti e lo scorso settembre la Corte europea di giustizia decretò illegittima la clausola di salvaguardia apposta dalla Francia sul mais transgenico. A dicembre la Corte di Cassazione francese ribadì quanto già sentenziato in Lussemburgo.

In barba alle sentenze e con le elezioni pericolosamente vicine, il governo francese perseverò imperterrito nella sua linea e si rifiutò di abolire il divieto. Lo scorso febbraio, il Ministero francese dell’ecologia produsse un nuovo documento da sottoporre all’esame dell’Autorità europea, che a maggio asserì che il nuovo fascicolo non conteneva alcun elemento che non fosse già stato preso in considerazione.

Il governo Hollande, decisamente più popolare di Sarkozy tra gli ambientalisti, non ha intenzione di cambiare rotta e si trova ora a dover rispondere legalmente di un divieto illegittimo tutt’oggi in vigore.

La conclusione che si può trarre da una vicenda che si protrae da anni come quella francese – emblema di situazioni analoghe di altri paesi europei – è che la clausola di salvaguardia prevista dalla direttiva europea sugli OGM sia utilizzata dai governi come strumento di propaganda ambientalista, anziché come garanzia per i paesi membri di poter aprire un serio dibattito scientifico sul tema. Sottoponendo all’attenzione dell’Autorità documenti privi di spessore scientifico, i governi che lamentano un’eccessiva pressione dei produttori di OGM su Bruxelles si precludono la possibilità di svolgere un’importante funzione di controllo sulla qualità delle sementa approvate in sede europea.

Ad uscire sconfitte da un dibattito meramente ideologico e piegato alle logiche del consenso politico sono la scienza e la sicurezza alimentare: la prima perde ancora una volta la sua funzione di strumento attraverso cui giungere a conclusioni il più possibile vere ed oggettive, la seconda viene ostacolata da divieti che stroncano la ricerca volta ad incrementare la produzione alimentare in un mondo che ne ha disperato bisogno per incontrare la domanda crescente dei paesi emergenti.

Qualora la Corte di giustizia europea ribadisca l’illegittimità del divieto francese sulla coltivazione di mais Mon810, il presidente Hollande avrebbe una grande opportunità: evitare di sottoporre nuovi documenti dal discutibile valore scientifico all’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare e restituire alla scienza il proprio ruolo, ben distinto da quello della propaganda elettorale.

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Twitter @danielevenanzi


Autore: Daniele Venanzi

Romano, studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla Sapienza. Contributor di Libertiamo, Linkiesta, l'Occidentale e The Front Page; autore del blog Mercato & Libertà. È redattore di Disarming the Greens, blog che si occupa di questioni ambientali e green economy da una prospettiva di mercato. Nel 2011 ha tradotto l'appendice all'Autobiografia di Friedrich Von Hayek, edita da Rubbettino. È vincitore della Scuola di Liberalismo 2013 di Roma organizzata dalla Fondazione Einaudi, con tesina sulla public choice e la crisi del welfare state.

4 Responses to “Gli OGM vanno controllati secondo scienza, non vietati ideologicamente”

  1. marcello scrive:

    Gli ogm, a parte i dubbi sul fatto che non facciano male, rischiano di distruggere le biodiversità. E poi non mi pare giusto togliere la possibilità di mangiare del mais non modificato. Nessuno si è battuto per la libertà del consumatore di sapere quello che mangia.
    L’unico uso che si potrebbe fare ragionevolmente è quello per produrre i biocarburanti, fermo restando che le colture modificate non devono contaminare le altre.

  2. Paolo scrive:

    Libertà del consumatore?

    Ecco, in nome di quale libertà oggi in Italia sono COSTRETTO a mangiare mangiare mais italiano e francese CANCEROGENO (contiene micotossine a livelli preoccupanti) magari “biologico”, mentre è VIETATO il mais Bt ogm PIU’ SANO?

    E il famoso “principio di precauzione” tanto urlato dagli ecologisti?

    [Google: Bressanini mais fumonisine]

  3. charlie scrive:

    Il principio di precauzione lo puoi tradurre così

    “Niente dovrà essere mai fatto per la prima volta”

    Se gli ecologisti lo applicassero a sè stessi, resterebbero vergini per sempre e si estinguerebbero nel giro di una generazione.

  4. fausto scrive:

    Nel mentre che qui si litiga per introdurre qualcuna di queste fantastiche piante, negli Usa sono segnalati persistenti casi di resistenza al glifosato. Al punto che la Monsanto propone di cambiare principio attivo, passando al celebre “agente arancio” di ricordo vietnamita. Il redde rationem sta arrivando, mancano poche annate agrarie.

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