Raccontare i luoghi in un Diario Digitale, nuova frontiera del turismo 2.0

– «La storia siamo noi, nessuno si senta offeso», cantava Francesco De Gregori. E le storie, piccole, diverse, quotidiane, semplici, appassionate fanno le città, i posti, trasformano uno spazio geografico in un luogo sentimentale. Da ricordare e da amare. Un posto dove voler andare. Ecco il senso del progetto Can’t Forget Italy: narratori di tutto il mondo, muniti di telecamera, di macchina fotografica e di laptop, raccontano in un diario virtuale una regione, un pezzetto di Italia, trasformando così una campagna di promozione turistica in un romanzo collettivo. In cui le città, i paesi, le campagne diventano parte di un paesaggio virtuale e sentimentale insieme.

Il format è stato ideato da Mikaela Bandini, tour leader sudafricana, materana d’adozione, la quale ha coinvolto professionisti di origine diversa e dotati di differenti competenze, tra cui videomaker, fotografi e reporter, nel progetto. Oggi l’iniziativa è alla sua seconda tappa: in Friuli Venezia Giulia, dove l’Agenzia Turismo FVG ha sposato l’idea e ha commissionato due edizioni del Diario Digitale. La prima, FVG Bianco, racconta, infatti, la regione d’inverno: le Alpi, le Dolomiti, le cime innevate e gli sport estremi. FVG Blu, invece, la descrive  d’estate: la costa e le città, Trieste e il mare, le spiagge e Pordenone. Tutti i video sono raccolti nel canale YouTube DigitalDiaryItaly: il contenuto più recente è Paesàn, video musicale in dialetto carnico del gruppo rap Carnicas.

Dopo la Basilicata, quindi, è il Friuli a sperimentare un format bello e efficace perché unisce due elementi. La creatività di giovani professionisti, capaci di uni sguardo vergine, libero da pregiudizi e quindi in grado di cogliere la bellezza dei luoghi quasi con ingenuità e con allegria. E la potenza delle storie e del racconto, la forza narrativa del diario, moltiplicata dalla Rete e resa tangibile dai video. Pezzettini di Friuli diventano così oggetti sociali: contenuti da condividere, belli da vedere, magari divertenti, sicuramente più adatti alla diffusione su Internet di un messaggio istituzionale, di una offerta promozionale, di un classico spot. In poche parole: non è necessario andare nel Friuli virtuale, cioè nei siti dedicati alla offerta turistica, per trovarlo. Ma è il Friuli che, raccontato in tanti frammenti ben confezionati, arriva alle persone. Perché magari un pezzettino del Diario Digitale è stato condiviso da un amico su Facebook.

Si potrebbe sostenere, quindi, che la pubblicità sta alla tv come il racconto sta al web: cambia il mezzo e con il mezzo cambia il linguaggio. La proposta scintillante, l’offerta che non si può per nessuna ragione rifiutare, non funzionano in Rete come il racconto video perché appartengono alla forma retorica del monologo. La narrazione frantumata e ricomposta in un unico format riconoscibile, come lo è il progetto Can’t Forget Italy, grazie al tono comune e evocativo delle singole parti del diario, invece, è tipica del dialogo: un ragionamento più ampio è scomposto in frasi, piccole storie, momenti di vita.

Ecco una bella idea, quindi. E un giovane candidato, per esempio, potrebbe imitarla con un diario digitale nella propria regione, nel collegio di riferimento, alla ricerca delle storie delle persone. E della forza sentimentale e appassionata dei luoghi.


Autore: Federica Colonna

Nata a Viterbo nel 1979, dopo la maturità classica si laurea in Scienze della Comunicazione e lavora come consulente politico per Running, gruppo Reti. Da libera professionista realizza più di dieci campagne elettorali, tra cui quella per l’attuale sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. Collabora con "La Lettura" del Corriere della Sera, ha un blog su Il Fatto Quotidiano e uno sull'Unità.

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