La Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato costituzionale la riforma sanitaria del presidente Usa Barack Obama.

La legge, che prevede l’obbligo per tutti i cittadini di acquistare una polizza assicurativa, ha ottenuto cinque voti favorevoli e quattro contrari.

Secondo la Corte, l’obbligo di acquisto della polizza “puo’ ragionevolmente essere considerata come una tassa” e “visto che la Costituzione permette una simile tassa, non rientra nel nostro compito proibirla o giudicarne l’opportunità o l’equità” e quindi non viola il cosiddetto “indivual mandate”.

A presentare ricorso di fronte alla Corte Suprema contro la “Obamacare” sono stati 26 Stati americani, sostenendo che il Congresso ha abusato delle proprie prerogative costituzionali che riguardano la tassazione e il commercio, imponendo una scelta che invece dovrebbe essere libera.

Se il cuore della riforma è dunque salvo, la Corte Suprema ha bocciato parzialmente la parte della legge che riguarda l’assistenza alle classi più povere.

Per i Repubblicani, ad ogni modo, “la decisione mostra l’urgenza di abrogare questa legge dannosa nella sua interezza – sostengono lo speaker della Camera John Boehner e il leader dei repubblicani in Senato Mitch McConnell-. Il Congresso deve agire per abrogare questa distorta legge”.