di SIMONA BONFANTE – Non so se sia chiaro dove siamo. Siamo che il prossimo lunedì potremmo non esserci tecnicamente più. Evaporati. Svuotati di beni da impegnare e di sovranità da cedere: a Fmi, Bce ed Europa. Ci ritroveremmo d’emblée in zona Grecia. E se ci arrivassimo non sarebbe per colpa di Mario Monti, ma per i crimini – ribadisco: crimini, non errori – di quelle partogenesi di insensatezza che sono i partiti: quelli che hanno vinto le passate elezioni e quelli che avrebbero i numeri per guadagnare le prossime.

Pdl e Pd sono la prova più platealmente inconfutabile della non-credibilità dell’Italia. Non si rendono conto, non sono attrezzati per farlo. Ragionano una cosa alla volta e, sempre, in ordine sparso, distonico, confuso. La domanda ulteriore – che ne sarà dopo? – non se la pongono neppure. Non quelli allucinati dalla suggestione No Euro. Non quegli altri, già pronti alle solite regressive, devastanti barricate in difesa dei posti pubblici che la Spending Review conclamerà come sprechi.

Il concetto di irresponsabilità qui non è più invocabile. Si può essere irresponsabili, ma avere culo e cavarsela. Ecco, ma ce ne vorrebbe davvero troppa, di sorte favorevole, a sto punto. Nefasti, dunque, più che irresponsabili. Né valgono a nulla gli sprazzi di assennatezza aereggiati qui e lì dai partiti né né, confinati nella marginalità terzo-polista dalla overdose di tatticismo autistico che li ha suicidati.

Sabato scorso, al Big Bang di Renzi, l’ex candidato Pd alle primarie di Palermo, Davide Faraone, ha detto in 5 minuti che la Sicilia va liberata dallo Stato e dalle sue diversamente insane occorrenze. Subito. L’ha detto con dietro di sé un Sole delle Alpi, simbolo della Lega, perché il parassitismo non è un vincolo antropologico del quale portare la pena, rassegnati; ma un male, un malissimo, da bombardare di anti-piagnonismo, lucidità, esempi sani. Un male da debellare. Punto.

Su cose di questo tipo non si giocherà solo la leadership del Pd. Si giocherà il Paese. Il quale, ben inteso, resterà comunque, sebbene si faccia di tutto per volerlo commissariato e fuori dall’Euro, cioè pago del fatto di non-poter fare quello che gli altri europei possono e fanno. Resterà un’italietta asfissiata, poveramente pascia della sua specificità mediterranea, la miseria.

Il Pdl forse si spacca, forse no. Cambia poco in realtà perché se c’è una cosa su cui si concorda, là dentro, sono le elezioni anticipate. Credono che così, massacrando Monti (in Parlamento, sui giornali di casa, nelle pubbliche adunate) la sfanghino. Dubito, ma così sarà. Dunque, attrezziamoci.

Idee ne circolano (su Libertiamo, a Zeropositivo, in Italia Futura, nei libri del Bruno Leoni, al Big Bang, tra i formattatori…), la disposizione all’impegno c’è. È il coraggio che scarseggia. I pavidi, tuttavia, non saranno mai dalla parte della ragione. Dunque – ripeto – attrezziamoci, ma poi però partiamo.

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