Aborto, Corte Costituzionale, inammissibile ricorso contro legge 194

E’ “manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata dal giudice di Spoleto sull’articolo 4 della Legge 194 che regola l’interruzione volontaria della gravidanza. A stabilirlo è la Corte Costituzionale.

Il giudice di Spoleto riteneva violati dalla legge sull’aborto gli articoli 2 (diritti inviolabili dell’uomo) e 32 (diritto alla salute) della Costituzione, citando a sostegno della sua tesi una sentenza della Corte di Giustizia Ue che aveva definito un embrione umano “qualunque ovulo umano fin dalla fecondazione, qualunque ovulo umano non fecondato in cui sia stato impiantato il nucleo di una cellula umana matura e qualunque ovulo umano non fecondato che, attraverso partenogenesi, sia stato indotto a dividersi e svilupparsi” e, dunque, soggetto da “tutelarsi in maniera assoluta”.

Per il giudice umbro, perciò, se l’embrione umano “deve ritenersi correttamente qualificabile come ‘uomo’, seppur ‘in fieri’, per il  diritto vivente europeo – si legge nell’ordinanza di rinvio della questione alla Consulta – necessaria conseguenza logico-giuridica e’ il ritenere costituzionalmente illegittima qualsivoglia norma di legge che, prevedendo la facoltà di addivenire alla volontaria distruzione dell’embrione umano, leda irreparabilmente quel diritto alla vita che e’ il primo fra i diritti inviolabili dell’uomo“. Una interpretazione questa che però non è stata ammessa dalla Consulta.

Le motivazioni saranno scritte dal giudice Mario Rosario Morelli, il relatore della sentenza del caso Eluana Englaro.


Autore: Luigi Quercetti

Nato nel 1980, abruzzese, giornalista, papà, laureato a sua insaputa. È stato redattore dell’agenzia di Stampa Asca e collaboratore de Il Messaggero e Italpress.

2 Responses to “Aborto, Corte Costituzionale, inammissibile ricorso contro legge 194”

  1. PURTROPPO VIVIAMO IN VATICANIA, LO STATO PIU’ RAZZISTA E MALVAGIO CHE SIA MAI ESISTITO, IL CUI DITTATORE INDISCUSSO E’ RATZINGER. E non è affatto vero che i dogmi della fede cattolica si applicano soltanto ai relativi fedeli. No! Se così fosse non avremmo mai scritto questo libro. Sarebbe stato inutile, perché ciò che fanno i cattolici della loro “libertà” non c’interessa affatto. Ciò che fanno della loro sessualità e fecondazione assistita, del loro feto e delle cellule staminali ancor meno. Facciano ciò che gli detta dentro e fuori. Disgraziatamente, però, i Papi tutti, ma in particolare Wojtyla e Ratzinger, ambedue figli diretti dell’Opus Dei, hanno cercato in tutti i modi che le leggi di una confessione religiosa particolare fossero estese a tutti gli abitanti del pianeta, intervenendo in maniera pesante sulle politiche democratiche delle nazioni e sui loro governi. Come è successo nel 1975 negli States, dove i vescovi vaticani scatenarono una guerra senza quartiere contro il diritto costituzionale all’aborto, un diritto stabilito dalla Corte Suprema nel 1973. Ma da allora si è innestata una guerra, a tratti palese e a tratti sotterranea, che sta sconvolgendo il panorama politico statunitense. Anche in Italia, dove dal 1982 (L. 194) esiste una regolamentazione al riguardo, gli intoppi, la mancata attuazione e gli ostacoli sono infiniti, sempre grazie a coloro che ipocritamente dicono di non volere imporre i loro insegnamenti morali, ma la legge divina (la loro) lo rende necessario. E allora, in America ci sono stati gli antiabortisti che hanno sparato (benedetti da dio) con rivoltelle e fucili ai ginecologi che applicavano le disposizioni di legge, mentre in Italia è nata la figura del medico obiettore di coscienza, paragonabile a quell’insegnante che si rifiutasse di dare lezioni agli extracomunitari. Quante volte è successo che in un certo ospedale ci fosse un solo ginecologo disponibile in quel mentre e che per di più era antiaborista, e costui pur di rispettare il suo credo religioso stava per far slittare i termini prescritti dalla legge e rendere sempre più pericolosa la pratica abortiva per la salute della madre. Questo, nella coscienza di un buon cittadino, animato da dignità civile, è vissuto come interruzione di pubblico servizio o addirittura mancato soccorso. Ve l’immaginate un medico Testimone di Geova che si rifiutasse di fare le trasfusioni di sangue a coloro che si stanno dissanguando? Sarebbe accusato di omicidio volontario. Se gli obiettori non hanno voglia di lavorare in uno Stato nel quale non si riconoscono, se ne possono pure andare a svolgere la loro professione nella Città del Vaticano. Il 13 settembre scorso, durante il congresso mondiale della Federazione Internazionale Farmacisti Cattolici in corso a Poznan, in Polonia, Ratzinger ha invitato i “suoi” farmacisti a mettere in pratica la disobbedienza civile, circa l’uso dei prodotti anticoncezionali, tipo la RU486, la pillola che sostituisce l’aborto chirurgico. Ovvia la scomunica per chi la prescrive e per chi la usa. «Nella distribuzione delle medicine – sottolinea il Pontefice – il farmacista non può rinunciare alle esigenze della sua coscienza in nome delle leggi del mercato, né in nome di compiacenti legislazioni. Il guadagno, legittimo e necessario, deve essere sempre subordinato al rispetto della legge morale e all’adesione al magistero della Chiesa”. Ignazio Marino, candidato alle primarie per la segreteria del Partito democratico, ha affermato al riguardo che “in Italia ci sono delle leggi cui i farmacisti devono obbedire. Se non si sentono in grado di obbedire alle leggi di uno Stato laico possono rinunciare ad avere una farmacia” . http://shop.nexusedizioni.it/libri-editi-da-nexus-edizioni/406-la-religione-che-uccide-9788889983157.html

  2. anna scrive:

    Fa tristezza e un po’ di rabbia sentire parlare di rispetto degli esiti rederendari personaggi che se ne fregano altamente dei referendum (vedi finanziamento ai partiti), oppure parlare di risoluzione degli aborti clandestini quando in Italia ce ne sono ancora molti, oppure di grandi conquiste di libertà quando si mette in dubbio perfino la libertà di coscienza se questa non è allineata alla mentalità propria/dominante («in Italia c’è una malattia contagiosa, una epidemia rapida che si chiama obiezione di coscienza» Emma Bonino), oppure di maternità consapevole quando è considerato crudele mostrare un’ecografia alla madre prima di obbligarla ad abortire (perchè di fatto di questo si tratta fintanto che non ci saranno delle vere politiche per aiutare le donne a scegliere la vita oppure aiutare i genitori di figli down). Mi chiedo allora cosa sia la consapevolezza? A me sembra un comportamento dello struzzo, si mette la testa sotto la sabbia, o peggio ci si gira dall’altra parte quando qualcosa non va. Scegliete voi.

    Posto una foto di cos’è un feto “abortibile” a 12 settimane. Del resto ci sono correnti di pensiero che propongono l’infanticidio

    http://www.uccronline.it/2012/03/03/ricercatori-della-consulta-di-bioetica-linfanticidio-e-lecito-come-laborto/

    http://www.periodofertile.it/articoli/dodicesima-settimana-di-gravidanza

    http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_19/aborti-clandestini-vicenza-arresto_0eaa71e4-ab7d-11df-94af-00144f02aabe.shtml

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/16-maggio-2012/prostituzione-aborti-clandestini-sgominata-organizzazione-licata-201202704492.shtml

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