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E-book di testo: sarebbe ora di adottarli nelle scuole


– Ultimamente i nostri cugini d’oltralpe ci stanno lasciando al palo in vari settori.
Uno tra questi è la scuola. Il ministro francese dell’Istruzione (fino al maggio 2012) Laurent Wauquiez ha introdotto un provvedimento che prevede la possibilità per gli studenti, con 1 euro al giorno per 2 anni, di dotarsi di un iPad 2 o un Samsung Galaxy Tab, con connessione dati 3G inclusa, per leggere e prendere appunti sugli gli ebook di testi scolastici a prezzi scontati. E non è finita! Ciliegina sulla torta, nell’erogazione di questo servizio sarà coinvolta Archos, azienda francese (che strano). Quindi: più PIL, più posti di lavoro.

E noi? Come abbiamo risposto alla sfida? Con una ‘burocratica’ circolare voluta dal Ministro Profumo: il 09.02.2012 il MIUR (Ministero istruzione università ricerca) ha emanato la circolare n.18, con la quale si impone di adottare libri di testo che siano anche disponibili in formato digitale: ‘I libri di testo in adozione dall’anno scolastico 2008/2009 (in cui ha trovato per la prima volta applicazione la legge n. 169/2008) devono essere sostituiti da testi in forma mista o scaricabili da internet, nel caso in cui siano in forma interamente cartacea’ .

Rispetto alla legge 169 del 2008 voluta dalla ministro Gelmini la circolare dà una indicazione condivisibile, ma non produce certo una rivoluzione: la possibilità di scegliere libri in formato “misto” è una scappatoia per coloro che vorranno continuare a produrre gli stessi manuali, mettendo in appendice qualche link in più, e certo non incoraggia gli editori che, pur avendo maturato l’idea che il passaggio al digitale sia inevitabile, ne approfittano per traccheggiare. E – cosa ancora più grave – a soli 3 mesi dalla potenziale applicabilità della circolare, nessuno la conosce: né gli insegnanti né tantomeno gli studenti. In pratica, rimarrà lettera morta. Ho personalmente provveduto ad effettuare un piccolo sondaggio tra amici e conoscenti (anche insegnanti) e nessuno ne sapeva nulla. Anzi si sono mostrati molto scettici: ‘ma figurati!’ è stata la risposta.

A questo proposito vale la pena fare un esempio e ricordare che nel 1999 il Ministero delle Finanze impose (senza possibilità di scappatoie) a tutti i commercialisti e intermediari fiscali l’invio in forma telematica delle dichiarazioni dei redditi con l’abbandono della dichiarazione cartacea, obbligandoli a dotarsi di tutti gli strumenti hardware, software e di connessione alla rete che ciò implicava.
La conseguenza fu un grosso impegno formativo ed economico da parte degli operatori, ma da allora si è avviato un processo di informatizzazione dell’Agenzia delle Entrate che non si è più arrestato e che rende questo settore della Pubblica Amministrazione e degli stessi consulenti tra i i più digitalizzati ed evoluti al mondo (naturalmente non si deve confondere la gestione del dichiarato con la questione del sommerso).

Come mai il Ministro Profumo non ha pensato ad un provvedimento più incisivo e soprattutto ad una strategia per ottenere il risultato?
Se dalle sue esternazioni in pubblico, come ‘un tablet per ogni studente’, sembra un convinto fan dell’ebook, come mai un provvedimento così fiacco e sostanzialmente inefficace?

Gli ebook costano poco, meno di un libro cartaceo. Il ministro Profumo ha dichiarato in occasione della firma d’intesa RAI – MIUR, che con i libri di scuola in formato elettronico la spesa per i genitori potrà essere ridotta “a un decimo di quella attuale, che si aggira attorno ai 3-400 euro”. In realtà, a seconda dei gradi e dei corsi , la cifra può essere di molto superiore, se si pensa che il tetto massimo di spesa stabilito dal ministero per i cinque anni di liceo classico è pari a 1491,00 euro – tetto che viene spesso aggirato tramite la pratica dei testi ‘consigliati’. Questi risparmi potranno essere utilizzati dalle famiglie per acquistare tecnologia, tablet o netbook che sia.

E i vantaggi sono innegabili:
Vantaggi per la salute: pesano meno sulle schiene degli studenti e non danno fastidio agli occhi perché hanno la nuova tecnologia E Ink che simula la carta e non ha retroilluminazione – né, tantomeno, riflesso sullo schermo.
Vantaggi economici: eliminano la necessità di dover acquistare i libri di testo e di doverli riacquistare non appena cambia una copertina o un paragrafo.
Vantaggi formativi e culturali: la diffusione degli ebook, che implicano l’uso di tablet e PC e di internet, obbligherebbe gli studenti e le loro famiglie ad entrare in contatto e a prendere dimestichezza con gli strumenti informatici alzando la percentuale dell’attuale 48,7% delle famiglie che possiedono un PC (Fonte: ISTAT, 2010) con conseguente miglioramento delle prospettive lavorative e delle relazioni interpersonali. Inoltre la possibilità di creare attraverso l’ebook integrazioni multimediali, animazioni, filmati etc. avrebbe un impatto positivo sull’apprendimento degli studenti.

E poi, cosa non meno importante, verrebbe meno il monopolio del singolo autore (quello del libro di testo): con l’ebook si apre la possibilità della comparazione di più autori, più analisi, più versioni, si accede quella pluralità di visioni di stili ed esposizioni a quell’educazione critica che è l’essenza della conoscenza.

Chi frena? La lobby degli editori? Gli insegnanti ignoranti-digitali o romantico-conservatori amanti della carta? Gli studenti che usano la tecnologia solo per chattare nei social network?

Per gli editori quella dei libri di testo è una nicchia di mercato protetto, in mano per la maggior parte a tre o quattro gruppi editoriali (Mondadori, Rcs, Pearson – Paravia, Zanichelli, De Agostini) che costa ogni anno circa 800 milioni di euro alle famiglie italiane, in contanti, per l’acquisto di libri di carta ogni anno spacciati per nuovi, di cui mediamente si usa non più del 20/30 % durante l’anno e che l’anno seguente non sono più utilizzabili nemmeno come usato, per via delle cosiddette “nuove edizioni’’.

L’AGCOM ha aperto una istruttoria per verificare l’ipotesi di accordi “di cartello” fra i gruppi dominanti, a tutto discapito della competitività economica per i consumatori: secondo una ricerca di Mc Kinsey, considerata 100 la spesa italiana per i libri di testo, in Spagna risulterebbe 67, in Francia 57, in Germania 22 e in Inghilterra 21! Negli Stati Uniti, ad esempio, lo ‘zaino digitale’ riscuote il favore di 6 studenti su 10, specialmente all’università dove sono molti i tomi da studiare e, grazie alla multimedialità che consentono e secondo un sondaggio di Harris Interactive condotto per la Fondazione Pearson, i tablet tra gli studenti nell’ultimo anno si sono triplicati. In Italia Skuolanet registra che solo 1 studente italiano su 5 gradisce lo studio su eBook, e oltre il 50% di loro non riesce a reperire l’equivalente digitale del proprio libro di testo cartaceo.

Riguardo gli insegnanti, la maggior parte di loro è inconsapevole che la conoscenza è stata catturata dalla rete, fuori dalle mura scolastiche, e che l’apprendimento e l’insegnamento non possono non tenerne conto. Ostinarsi con i vecchi metodi è come voler andare in bicicletta in autostrada. Gli insegnanti devono rendersi protagonisti del cambiamento; se al contrario continueranno a opporre resistenza saranno semplicemente bypassati.

Invito il Ministro Profumo e il sottosegretario Marco Rossi Doria a vigilare affinché l’applicazione della circolare sia effettiva e venga resa operativa e ad adottare provvedimenti incentivanti per il passaggio all’ebook.


Autore: Elena Vigliano

Nata a Roma nel 1964, laureata in economia all’Università La Sapienza, è Consulente del Lavoro e Fiscale di numerose aziende ed ha collaborato con una nota multinazionale americana. Tra i promotori prima di Riformatori Liberali e quindi di Libertiamo, si occupa di tematiche giuslavoristiche e fiscali anche internazionali, avendo vissuto e studiato per oltre un decennio nell’Africa Anglofona.

5 Responses to “E-book di testo: sarebbe ora di adottarli nelle scuole”

  1. Luigi scrive:

    Non capisco perché obbligare gli studenti a usare il libro elettronico. Lasciare la libertà di scelta mi sembra la soluzione più sensata. L’ebook non risolve nessuno dei problemi evidenziati nel post. Il mercato rimarrebbe oligopolistico, di conseguenza i prezzi rimarrebbero alti, le finte “nuove edizioni” potranno continuare a esistere e in più si obbligherebbero le famiglie a comprare tablet o ereader, gravando ulteriormente sui bilanci familiari. Davvero: dove sta il vantaggio?

  2. beh 360 euro in un anno mi pare una bella spesa .

    io direi che è meglio un kindle a studente (diciamo 100 euro a testa) che tra l’altro è meno stressante alla vista dei dispositivi retro illuminati.

    già inserendo i soli dizionari, per le superiori si rientra della spesa.

  3. Michele Giliberti scrive:

    Cara Elena, le è mai venuto in mente che gli editori non stiano “traccheggiando” ma semplicemente in attesa di chiare indicazioni dal ministero? se gli studenti e le scuole non sono dotati nè di hardware nè di connettività, per chi gli editori possono fare libri digitali?

  4. Mat scrive:

    E’ la pura verità, come studente do ragione ad Elena: faccio un liceo scienatifico, ogni anno fanno comprare più di 300€ di libri, quest’anno li ho cercati in versione ebook e da 300 ne spendo a malapena 130… per di più i libri che abbiamo sono spessi come lo scafo di una nave vichinga della morte urlante! mentre adesso il peso si riduce a neanche un chilo!!! L’unico problema è che il sistema è vecchio, gli insegnanti sono vecchi… bisognerebbe cambiare tutto radicalmente e con decisione, solo che l’istruzione dei giovani non è una cosa che interessa al nostro governo..

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