Ha ragione Fornero. Lo scandalo sugli esodati è una truffa ideologica

Quello dei cosiddetti esodati è uno dei dossier dell’agenda di governo in cui, per dirla con Manzoni, il buon senso se ne sta nascosto per paura del senso comune. E chi lo sfida, come la Fornero, rischia e paga il prezzo dello scandalo. Partiamo dai fatti. Intanto, non è vero che l’Inps abbia rettificato il numero degli esodati previsto dall’esecutivo, che al momento ha “coperto” la posizione di 65.000 lavoratori che avrebbero raggiunto, con le vecchie regole, i requisiti di pensionamento entro i prossimi due anni.

Gli esodati, in senso proprio, sono quanti hanno consentito alle dimissioni volontarie o alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro in cambio di una extraliquidazione ragguagliata al raggiungimento dall’età pensionabile pre-riforma. La velina che l’Inps ha fatto filtrare non comprende solo gli “esodati”, che sommando ammortizzatori pubblici (cassa integrazione e mobilità) e privati (l’incentivo riconosciuto dal datore di lavoro) avrebbero raggiunto, con le vecchie regole previdenziali, l’età di pensionamento con una sostanziale continuità di reddito.

Comprende i nati dopo il 1946 autorizzati dall’Inps alla contribuzione volontaria (133.000), i lavoratori in mobilità (45.000) e i cosiddetti “cessati” (per dimissioni o licenziamento) dal lavoro nei tre anni precedenti alla riforma, con più di cinquantatre anni e disoccupati all’inizio del 2012 (180.000). Complessivamente, dunque, il dato dell’Inps – oltre 390.000 unità – non “fotografa” gli esodati, ma i disoccupati che nell’arco dei prossimi anni avrebbero raggiunto l’età pensionabile e sono stati spiazzati dalla riforma.

Sostenere di fatto, usando come schermo lo “scandalo” degli esodati, che per costoro non debbano valere le nuove norme sull’età pensionabile significa, né più né meno, rottamare la riforma. Sulla questione degli “esodati” si sta insomma consumando una vera e propria truffa ideologica e una scelta suicida dal punto di vista finanziario (il “dettaglio” dei costi neppure viene considerato) e omicida dal punto di vista economico, visto che “abrogare” da un giorno all’altro centinaia di migliaia di persone dalla forza lavoro significa deprimere, non accrescere il potenziale di crescita. Il tasso di occupazione nella classe di età 55-64 anni in Italia era nel 2010 del 36,6% (fonte Eurostat), circa dieci punti in meno di quello medio dell’UE a 27 (46,3%) e oltre venti punti in meno della Germania (57,7%). Il tasso di occupazione tra i 60 e i 64 anni, nel 2000 era in Italia grosso modo allineato a quello tedesco (18% contro 19,6%). Dieci anni dopo quello italiano non è praticamente cresciuto (20,5%), quello tedesco è più che raddoppiato (41.0%).

E’ evidente che i lavoratori più anziani scontano una ridotta occupabilità e sono dunque più a rischio dal punto di vista occupazionale. Ma questo imporrebbe misure di sostegno del reddito in caso di disoccupazione, non incentivi previdenziali all’inoccupazione. Dunque il problema dei disoccupati cinquantacinque/sessantacinquenni, se si vuole essere seri, andrebbe affrontato nel quadro della riforma degli ammortizzatori sociali, come chiede la Fornero, non in quello delle deroghe alla disciplina previdenziale, come vorrebbero i suoi nemici.

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Twitter @carmelopalma


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

17 Responses to “Ha ragione Fornero. Lo scandalo sugli esodati è una truffa ideologica”

  1. Franco scrive:

    Tradotto:ammortizzatori sociale significa elemosina!
    GLI ESODATI L’ELEMOSINA NON LA VOGLIONO,HANNO PAGATO UNA VITA DI CONTIBUTI,LE LORO AZIENDE HANNO PAGATO IN TASSE IL 26% SULL’ASSEGNO PER L’ESODO E LEI PARLA DI AMMORTIZZATORI????
    …O LO STATO RESTITUISCE I SOLDI DEI CONTRIBUTI O VENGA DATA UNA PENSIONE AGLI ESODATI.LA CARITA’ NON CI INTERESSA!!!

  2. Mariano scrive:

    La categoria di questo (chiamiamolo articolo), è: Diritto e giustizia?
    Se avessi la possibilità, lo metterei tra ‘Genio e sregolatezza’!

  3. lorenzo scrive:

    Fatti non parole! questo è il succo dell’articolo. I compagni sindacalisti come al solito vivono di “parole” e di “slogan”. Aggiungerei che tutti coloro che hanno firmato un accordo con un ente privato o pubblico, oggi sono già in pensione magari a 55 anni, mentre altri che hanno 50 anni devono lavorare altri 20 anni. Ora la questione è semplice: non può essere la collettività a farsi carico di decisioni private e quindi i vecchi datori di lavoro e i lavoratori che hanno accettato questo rischio (perchè potevano benissimo non accettarlo) devono ripartirsi l’eventuale danno oppure i lavoratori esodati devono ritornare al lavoro fino a quando matureranno l’anzianità pensionabile con le nuove regole. Chiaro e limpido. E basta chiacchere. Il sindacato non può ogni volta risolvere le questioni del lavoro buttando il problema e i costi sulle generazioni future.

  4. RobyDaVenezia scrive:

    Se firmo davanti al un rappresentante dello Stato, lavorando in una azienda controllata dallo Stato, presenti i Sindacati e Confindustria richiamando nei verbali le leggi perche due anni e 6 mesi dopo dovrei trovarmi senza lavoro a 60 anni e senza pensione dopo aver versato 40 anni di contributi.

    Vai a studiare sei ignorante, si studia scuola che non si può fare leggi retroattive:
    DISPOSIZIONI SULLA LEGGE IN GENERALE
    o disposizioni preliminari al codice civile (preleggi)
    ………….
    Art. 11 Efficacia della legge nel tempo
    La legge non dispone che per l’avvenire: essa non ha effetto retroattivo (articolo 25 Costit.).

  5. creonte scrive:

    a mio modesto avviso si sarebbe dovuto già in passato mettere le cose in chairo tamite una legge. una situazioen del genere dovrebbe essere a carico delle aziende, o almeno una parte. in fondo la forza lavoro non è di meno dell’acuisto di un bene quali materie prime, benzina o elettricità che sono fluttuanti nel mercato. Se cambiano le condizioni per la pensione è in fondo per certi versi un “rischio d’impresa”

  6. Stefano scrive:

    Art. 25.

    Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso.

    NB parla di codice penale.

  7. Stefano scrive:

    Tutti i commenti fin qui letti sono fuori tema: aziende e lavoratori si sono accordati con lo Stato per un accompagnamento alla pensione dopo la cessazione del loro rapporto lavorativo. Tali ammortizzatori sono, per legge, attuabili solo per un numero limitato di anni, e per questo sono stati applicato solo a lavoratori per i quali l’entrata in pensione era compatibile con tali limiti. Se poi, come è successo, lo Stato cambia le regole dell’età pensionabile, tocca a lui l’onere economico derivante dagli impegni assunti.

  8. palma ma va un po’ a lavorare in fabbrica invece di scrivere cazzate

  9. RobyDaVenezia scrive:

    Le ragioni degli esodati sono qui:
    Oltre i 65.000 esodati compresi nel decreto (anni 2012 e 2013), servono 5.145.000.000 (cinque miliardi e 145 milioni) di euro all’anno per sei anni: 2014, 2015 2016, 2017, 2018, 2019, la riforma ha ottenuto risparmi di spesa di 14 miliardi l’anno, possono e devono rinunciare a cinque miliardi e 145 milioni di risparmio l’anno.

    Ricordando poi quanto detto dall’On. Cazzola: “Credo che il Governo abbia usato le pensioni per mandare un segnale forte ai mercati e in Europa perché, diciamo, il sistema in sé non aveva grossi problemi di riequilibrio”.

    Noi siamo in largo anticipo rispetto agli altri paesi Europei, tutti i lavoratori che erano in transito verso la pensione vanno pensionati con il vecchio sistema, come del resto hanno fatto tutti i paesi civili del mondo.

    Se vogliono pareggiare il bilancio dello Stato, lo facciano con una tassa patrimoniale, vendano il patrimonio pubblico (soprattutto quello inutilizzato), facciano pagare le tasse ai patrimoni di Italiani detenuti nelle banche Svizzera (e non un simbolico 5%).

  10. RobyDaVenezia scrive:

    La nostra ministra Elsa Fornero, comunque ha fatto un cattivo servizio al nostro paese, ha fatto credere a tutti che il numero di 65.000 persone risolveva il problema delle persone in transito verso la pensione quando la sua stessa legge arriva sino al 2019.

    Chi è rimasto fuori si è sentito disperato, pensava che un patto con lo Stato sancito dalle leggi in vigore nel momento che aveva firmato l’accordo (presenti magari le autorità dello Stato, la Confindustria e i Rappresentanti Sindacali) e poi altre persone che hanno effettuato per anni costosi versamenti volontari, per giungere ad una certa data alla pensione.

    Ebbene quel patto la ministra Elsa Fornero non lo ha rispettato, anzi lasciando queste persone vicine ai 60 anni, con le loro famiglie, quasi 1.200.000 persone, una famiglia senza un reddito per un futuro, senza lavoro, senza pensione e magari con pesanti versamenti da fare all’Inps.

    Tutto questo non è mai accaduto, nessuno al mondo ha fatto questo, facendo le riforme per modificare i sistemi pensionistici.

    E se qualcuno nicchia e fa il furbo perché lui non tocca, non si rallegri di averla scampata perché quando uno stato non rispetta le sue leggi ed agisce da prepotente, prima o poi succederà che lo farà ad altri, nessuno si senta salvo. Attenti! Quando si perde la fiducia nello Stato lo Stato e come fosse in bancarotta, visto che è incapace di mantenere gli impegni presi in forma solenne con atti e testimoni.

    Allora se tutto è possibile, si può tornare a votare e tutto cambia e chi guadagna il consenso, può fare decreti e leggi, può ritirare i passaporti, può sequestrare tutti i beni, può processare politici, funzionari, giornalisti compiacenti e venduti che ci hanno ridotto in questo stato.

    Per questo non si può togliere un futuro da normale pensionato a chi è stato messo fuori dai processi produttivi perché l’azienda ha chiuso o delocalizzato o perché per ristrutturazione aziendale con le leggi in vigore si è deciso di mandare a casa con una parte dello stipendio e con i contributi un lavoratore anziano e magari malato per assumere dei giovani. Lo Stato deve salvaguardare chi era in transito verso la pensione, come ha scritto nella sua legge la ministra Elsa Fornero: sino al 2019.
    E’ per questo che imbrogli che parlano di solo 65.000 salvaguardati, di solo chi matura entro 24 mesi compresa la finestra che è a seconda dei casi di 13, 14 18 mesi. E’ come se la nostra cara ministra Elsa Fornero fosse il nostro Re e decidesse senza rispetto del Parlamento quello che vuole, ignorando quanto ha dettato nella sua stessa legge.

  11. creonte scrive:

    @Stefano

    non è proprio così: ina situazione ideale dovrebbe essere l’azienda a colmare per intero.

    uno stato che fa una riforma o una qualsisasi è da considerarsi alla strega di un qualsiasi evento naturale: se arriva la grandine fa parte del rischio d’impresa.
    è un aspetto su cui sarebbe stato meglio avere dei leggi rpecise a riguardo. perchè se si lascia tutto al lavoratore è ingiusto, ma lo è anche se paga lo stato, creando di fatto una preferenza rispetto agli altri lavoratori

  12. Piero scrive:

    Scusi, ma lei, dott. Palma, laureato in filosofia e pubblicista, oltre che politico di professione, cosa ne capisce del mondo del lavoro???

    Ha mai lavorato in fabbrica o in un ufficio di una ditta privata, con gli occhi del padrone (o dei suoi preposti) addosso per otto e più ore al giorno per 35-40 anni???

    Voi teorici dell’economia (la Fornero ne è degno esempio) e dei sistemi previdenziali astratti, siete il peggior flagello dell’economia concreta, perchè non ne capite le dinamiche, le logiche, l’essenza, non avendo mai vissuto il mondo del lavoro dall’interno.

    Siete teorici, appunto, e state voi combattendo una battaglia ideologica contro i lavoratori e i pensionandi. La vostra è l’adesione alla guerra della classe oligarchica al potere contro la classe degli operai e degli impiegati a reddito (quando c’è ancora) fisso.

    Volete fare altro denaro e raggiungere altro potere schiacciando chi sta sotto nella gerarchia sociale. E lo fate con ogni mezzo, anche a costo di lasciare in mezzo alla strada un milione e mezzo di persone (tanti sono i non salvaguardati dalla riforma Fornero con le loro famiglie).

    Tornate alle vostre cattedre universitarie, ai vostri comodi, caldi (d’inverno) e freschi (d’estate) posti nelle redazioni dei giornali padronali, nelle fondazioni con i soldi pubblici, nelle stanze ovattate dei centri studi dei partiti, ecc., e lasciateci vivere e respirare.

  13. Piccolapatria scrive:

    Ammesso che i numeri indicati siano reali e che una moltitudine di persone è destinata a vivere di niente per anni, che progetti ha il governo di espertoni per la soluzione? Se avessimo in questo paese non un governo parolaio che si esibisce con il ditino alzato in annunci mediatici di autocompiacimento,se ci fosse una realtà lavorativa più libera nell’intraprendere e con più efficienza, migliori e adeguate strutture, una burocrazia non soffocante e soprattutto meno tasse ci sarebbe una sana e duratura crescita e di conseguenza anche un mercato del lavoro attivo che potrebbe assorbire coloro che “nominati esodati” potrebbero reimpiegarsi dignitosamente e portarsi a casa una buona pagnotta fino al raggiungimento del proprio bilancio contributivo. Ma vorrei dire anche a questi “esodati” che tanti micro-mini-piccoli imprenditori si trovano allo sbaraglio per mancanza totale di lavoro; stanno a secco di entrate eppure hanno sul gobbo redditometro-studi di settore- tasse, tasse, tasse che non sanno come pagare; il loro orizzonte è sempre più nero; nonostante si arrabbattino notte e giorno non hanno altro da dire che ” nessuno ci cerca più”; intanto hanno impegnato casa e ogni avere nella speranza delusa di combinare qualcosa di proficuo e riprendersi. Ma lo squadrone della morte rappresentato dalla compagine governativa in connubio prepotente con Agenzia delle Entrate, Equitalia non dà tregua e guai a te se alzi il capino e osi rivendicare che vorresti essere cittadino e non suddito.

  14. Stefano scrive:

    Vi siete accorti resta inevasa la domanda: dove sono? Il governo lascia a terra 1.200.000 persone e non se ne vede una in piazza nè mezza che scriva su Libertamo, nemmeno i sindacati ne hanno trovati da portare a Roma a manifestare, mentre voi si lamentate ma non perché siete stati colpiti dalla riforma, solo perchè “suppongete” che siano stati colpiti in 325.000. Ma avete almeno letto l’articolo che commentate? Perché è chiaramente spiegato che i numeri dell’Inps sono sballati.

  15. pietro scrive:

    Non bisogna salvaguardare nessuna categoria. Mobilitati, esodati… siamo tutti nelle stesse condizioni: disoccupati. Perchè fare figli e figliastri? Perchè quelli che ancora lavorano devono restare per altri 4- 6 anni? Per tutti i disoccupati bisogna corrispondere una indennità di disoccupazione, 80% ultima retribuzione, senza limiti di tempo fino alla pensione nei termini della riforma. E si può tornare al lavoro solo se viene previsto un collocamento obbligatorio l. 68/99 e agevolazioni contributive – a 60 anni non ti prende nessuno-. Per le risorse necessarie si richieda un contributo di solidarietà ai baby pensioanti, a quelli che prendono pensioni che corrispondono a più di 5 volte i contributi versati, salvaguardando i livelli di pensione medio-bassi. In alternativa, a richiesta, consentiteci di chiedere la restituzione di tutti i contributi versati

  16. luigi scrive:

    Palma … Che cacchio stai dicendo . NoI che tu chiami esodati ,abbiamo fatto deggli accordi scritti e firmati sia dai sindacati che dalle aziende e dalla confindustria che entro la data stabilita andavamo in pensione ,peraltro meritata e non come quella dei nostri governanti che se la vedono appioppata con i nostri soldi . Esodati è una brutta parola , ma comprende ,operai , tecnici ,impiegati che forse mangiano i risi in testa Come da noi si suol dire sul lavoro a tutti quei ladruncoli che tirano le file al governo e ora tu vorresti dargi un “sussidio” a vita ? No noi vogliamo la pensione con tutte le regole stipulate al momento della firma e se non ci sono le risorse le troveremo nelle tasche dei politici a 15.000 euro al mese o nelle tasche degli cosidetti Italiani che non hanno ami pagato le tasse e si sono arricchiti alle spalle dei lavoratori .Pensaci bene prima di azionare il cervello Ciao

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