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Spazio, in arrivo dall’Europa il più grande telescopio del mondo

– Si chiamerà E-ELT (European Extremely Large Telescope) e sarà il più grande telescopio ottico-infrarosso del mondo. A costruirlo sarà l’European Southern Observatory (ESO), che nei giorni scorsi ha dato il via libera al progetto.

L’E-ELT avrà uno specchio segmentato da 39,3 metri di diametro e sarà situato sul Cerro Armazones nel nord del Cile, vicino all’Osservatorio del Paranal dell’ESO. Per approvare l’inizio del programma, due terzi degli Stati Membri (almeno dieci) dovevano votare a favore. Alla riunione del Consiglio, l’organo che governa L’ESO, hanno votato sì all’inizio del programma l’Austria, la Germania, l’Olanda, la Repubblica Ceca, la Svezia e la Svizzera. Altri quattro paesi hanno votato a favore ad referendum: Belgio, Finlandia, Italia e Regno Unito. Gli altri quattro Stati Membri stanno lavorando attivamente per aderire al programma nel prossimo futuro.

In seguito alla risoluzione, la spesa per i vari elementi del progetto, al di là delle prime opere civili, non inizierà fino a quando i contributi promessi dagli Stati Membri, come deciso nei principi di finanziamento approvati dal Consiglio alla fine del 2011, non supererà il 90% del miliardo di euro necessari per completare l’opera.

Entro il prossimo anno dovrebbero essere approvati i primi grandi contratti industriali per l’E-ELT e impegnata la maggior parte dei fondi. Questo, spiega una nota, dovrebbe dare sufficiente tempo per soddisfare le condizioni: la conferma dei voti di Belgio, Finlandia, Italia e Regno Unito, la partecipazione al progetto degli altri Stati Membri, il completamento della procedura di ratifica da parte del Brasile.

E’ un risultato eccellente e un grande giorno per l’ESO. Adesso possiamo continuare secondo il programma previsto“, ha detto il Direttore Generale dell’ESO, Tim de Zeeuw.


Autore: Luigi Quercetti

Nato nel 1980, abruzzese, giornalista, papà, laureato a sua insaputa. È stato redattore dell’agenzia di Stampa Asca e collaboratore de Il Messaggero e Italpress.

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