Zer0Positivo. Credeteci

di CARMELO PALMA –

Prego non so ben dire
chi e per cosa; ma prego:
prego (e in ciò consiste
– unica! – la mia conquista)
non, come accomoda dire
al mondo, perché Dio esiste:
ma, come uso soffrire
io, perché Dio esista
(Giorgio Caproni)

Questi versi del Lamento (o boria) del preticello deriso, uno dei poemetti raccolti nel Congedo del viaggiatore cerimonioso e altre prosopopee (1965), descrivono perfettamente l’incertezza e l’urgenza politica di chi “crede” che vi sia un’alternativa tra lo sfasciare e lo sfasciarsi e confida in un esito non nichilistico e non trasformistico del default della Seconda Repubblica. E si ostina a “crederci” proprio perché il non esserci di ciò che non c’è non gli torna, né razionalmente né moralmente, e non vuole rassegnarsene.

Dunque “crederci” significa far voto e scommettere che ciò che non c’è ci sia, adoperandosi per renderlo possibile. Non affidarsi alla Provvidenza, insomma, ma provvedervi. Che è l’esatto contrario, peraltro, della fiducia miracolistica nell’ordalia antipolitica o nella dissimulazione politica, nel casino permanente o nell’ammuina istituzionale.
 Chi crede e “usa soffrire” – per usare le parole di Caproni – questa fede di passione e di ragione non è oggi un partito, ma un super-partito trasversale, insieme minoritario e maggioritario, sparuto e disperso dentro il perimetro della politica e dell’antipolitica ufficiale e segregato nella riserva della protesta anonima e della disaffezione civile.

Tutto sta a sperare – che è anche qui, però, un “credere” –  che i suoi militanti escano allo scoperto, ciascuno nel proprio campo, magari costretti dalla necessità e dalla paura del peggio, pretendendo di contare e accettando di essere contati, dicendo e contraddicendo con ampia facoltà di approssimazione e di errore. C’è da augurarsi che ovunque abbonda un’impazienza velleitaria sovrabbondi una fiducia volonterosa e caparbia.

Zer0Positivo  – che si racconta da sé e qui non ha bisogno di presentazioni – è un esempio di questo spirito e di questo sentimento. La persuasione che alla politica italiana serva più un upgrade che un big bang, più un aggiornamento ideale – cambiando le teste e non solo le facce – che un lavacro sacrificale, non esprime affatto un’inclinazione elitaria e fighetta per la novità, ma un’autentica e disinibita passione per il presente.

Nel salotto di Nonna Speranza della politica italiana, pieno di “buone cose di pessimo gusto”, di cimeli e di cianfrusaglie ideologiche sacre ed consunte, una voce radicale che coniuga modernizzazione economica e innovazione civile e predica una strategia spericolatamente fusionista dell’area compresa tra il ridotto berlusconiano e il condominio della sinistra (si fa per dire) “di governo” è già molto più di qualcosa. E’ un’idea del futuro, una direzione di marcia e, a dispetto delle apparenze, un invito alla prudenza. Ne tenga conto chi domani ci sarà. E, più ancora, chi non ci sarà.

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Twitter @carmelopalma


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

3 Responses to “Zer0Positivo. Credeteci”

  1. giacomo canale scrive:

    Io ci sarò!

  2. foscarini scrive:

    Beh cambiare la testa può essere una questione interessante per gran parte dei politici italiani.
    Dire di aver “cambiato la testa” magari consente di tenere il c..lo ben saldo sulla poltrona.
    C’è peraltro chi lo fa di continuo, no?
    Banalmente alcuni la chiamano faccia tosta.

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