Paura del futuro? Diventa complottista anche tu!

– C’è sempre una risposta pronta per tutte le tue angosce.
Ti viene da bestemmiare per le troppe tasse che devi pagare? E’ una congiura del “governo mondiale dell’usura”, di cui Mario Monti è solo un burattino. Scoppia una bomba a Brindisi? Sono i “poteri forti” che vogliono terrorizzarti, per diventare ancora più forti, imponendo la loro protezione. C’è un terremoto devastante in Emilia Romagna? E’ artificiale: sono nuove armi sperimentali americane. Ti senti depresso e credi di ammalarti più del solito? Sono le scie chimiche, lasciate dagli aerei: quelle che vedi non sono normali scie del motore, ma gas sperimentali rilasciati nell’atmosfera. Con l’euro si è dimezzato il tuo potere di acquisto? E’ una cospirazione di banchieri privati, che controllano la Bce, prestano denaro ai governi e li tengono in pugno.

L’11 settembre e la Guerra in Iraq avevano già scatenato tutti i complottisti, soprattutto quelli di sinistra, contro il potere degli Usa. La crisi del 2008 e soprattutto la crisi dell’euro che stiamo vivendo negli ultimi due anni, è diventata un’occasione ghiotta per altre teorie cospirative. Prevalentemente di destra, questa volta: reazionari che additano ancora i Massoni e gli Illuminati dietro questi presunti piani di dominio bancario, proprio come facevano i monarchi dell’Ottocento quando cercavano complicità nel popolino più ignorante. Ovviamente gli ebrei spuntano qua e là in queste teorie-spazzatura. Nessuno li chiama “ebrei”, per paura di denunce, ma “sionisti”. Il loro ruolo, però, è proprio quello dei “savi di Sion”, il falso creato dalla polizia zarista per scatenare l’odio razziale contro la minoranza ebraica: i “sionisti” vogliono dominare la finanza mondiale e scristianizzare le masse, tramite la diffusione di “falsi culti” (new age) e “arti perverse” (pop e rock).

Alla fine, dopo aver visto tonnellate di siti Internet, pagine Facebook e video su YouTube, con “spiegazioni alternative” su tutte le grandi tragedie di questi mesi, viene un grande senso di nausea. Dato dalla ripetitività, soprattutto. Il Male lo si cerca sempre fra gli stessi nemici: gli Ebrei, gli Americani e i Capitalisti. Tramano nell’ombra, si incontrano sui loro yacht lussuosi per spartirsi interi Paesi, sfruttano il Terzo Mondo, pianificano a tavolino la morte per fame dei due terzi della popolazione mondiale… Ma, di fatto, il nemico è uno solo: il Capitalismo.

Gli Ebrei non sono quasi mai considerati nemici quando fanno cinema o scrivono libri, ma lo diventano quando si danno agli affari.
Fin dalla notte dei tempi, gli Ebrei sono stati accusati di voler impossessarsi delle ricchezze mondiali: prima perché identificati con gli usurai, poi con una setta desiderosa di conquistare il controllo della finanza mondiale, poi come gli artefici della crisi del 1929, infine come i registi occulti del processo di globalizzazione che, secondo i suoi nemici, immiserisce tutti tranne gli Ebrei stessi. Anche l’Americano non è tanto odiato in quanto Americano e nemmeno l’esercito americano è così odiato quanto le multinazionali americane. E’ il Capitalismo che nella letteratura “controcorrente” viene accusato anche di decisioni che, giuste o sbagliate che siano, sono prese dai presidenti. E l’estrema destra americana è tutt’altro che amica del capitalismo: la stessa Rivoluzione Russa e il comunismo internazionale, per quella corrente di pensiero, sarebbero dei prodotti della Massoneria, che avrebbe creato questo mostro nel nome di oscuri progetti capitalisti mondiali.

Ma quante prove ci sono che i capitalisti (quelli veri, con la c minuscola) siano stati all’origine di così tante guerre e malefatte? Nessuna. Non c’è alcun documento, alcuna dichiarazione, alcun resoconto delle riunioni dei consigli d’amministrazione delle multinazionali e dei grandi enti finanziari che provi intenzioni ostili nei confronti dell’umanità. Non si trova nessuna manifesta o malcelata sete di conquista o di guerra. Si trovano solo discorsi sullo sviluppo, sul successo dell’azienda, sulla conquista di mercati (leggasi: persuasione pacifica di nuovi clienti), sull’arricchimento personale e dei propri dipendenti. Non si trova nulla di malvagio, insomma. Ma, per i nemici del capitalismo, siano essi fascisti, tradizionalisti, nazionalisti, comunisti, le parole non contano. Il Male è e sarà sempre e solo il Capitalismo (quello immaginario, con la C maiuscola), incarnato in figure di cospiratori occulti, grandi banchieri e imprenditori, di sette segrete ricche e potenti come Skulls and Bones, riti occulti che verrebbero praticati nella Massoneria, società leggendarie come gli Illuminati (che fu una società segreta illuminista bavarese stroncata dalle autorità locali nel 1785) o di società segrete che si anniderebbero dietro alla facciata della Goldman Sachs (una banca d’affari), della Trilateral Commission e del Gruppo Bilderberg (conferenze annuali internazionali di banchieri, imprenditori, politici e intellettuali del mondo industrializzato).

Come si spiega che questa mentalità paranoica sia dilagante? Una prima spiegazione è semplice: invidia. Si prova sempre invidia per chi ha avuto più successo di altri, ma, nel caso del Capitalista, l’invidia trova una marcia in più, un qualcosa che trasforma un senso di frustrazione in terrore. Il libero mercato, infatti, è un meccanismo che ben pochi comprendono. Avere successo nel mercato vuol dire attirare il consenso di una massa enorme di clienti che scelgono liberamente di acquistare i tuoi prodotti. Tutto qui. La pubblicità non cambia le regole del gioco: si limita ad informare il pubblico, nel modo più accattivante possibile, che un certo prodotto esiste. Ma la scelta del consumatore, in ultima istanza, spetta al consumatore stesso.

Risulta difficile comprendere come un imprenditore o un banchiere o un finanziere possano avere successo o finire sul lastrico a seconda che milioni e milioni di persone scelgano, ciascuna per conto suo, di andare incontro ai loro interessi o meno. Ma il mercato è questo. Chi ha successo può solo ringraziare il suo intuito, la sua precisione di analisi e, in gran parte, anche la sua fortuna. Chi non ha successo non ha veramente nessuno da incolpare, se non la libera scelta di milioni di individui che non conoscerà mai in vita sua. E’ per questo che il capitalismo fa paura e rabbia: perché il successo appare “immeritato” e l’insuccesso “ingiusto”. E nell’insuccesso, dal profondo di quella che appare come un’ingiustizia (ma non la è) si cerca affannosamente il colpevole. E lo si trova nel Capitalista.

All’invidia si somma la paura dell’innovazione. Le invenzioni, oltre agli entusiasmi, hanno sempre terrorizzato i loro contemporanei. Nell’Ottocento i treni facevano paura e suscitavano proteste fra i contadini (anche perché le prime locomotive incendiavano i campi), nel Novecento l’uso delle armi atomiche su Hiroshima e Nagasaki in guerra ha generato una paranoia generalizzata nei confronti dell’energia nucleare, anche quando serve a riscaldare case o accendere lampadine. Nei primi anni 2000 sono diffuse teorie catastrofiste praticamente su tutto: sugli Ogm, sul riscaldamento globale antropico, sulla biotecnologia, sulla genetica, sull’acceleratore di particelle del Cern, sull’impianto per lo studio della ionosfera Haarp… qualsiasi innovazione fa paura. Specie se non la si conosce.

Il terrore del nuovo è paradossalmente placato quando è lo Stato che controlla la ricerca e lo sviluppo (eppure è uno Stato che ha lanciato le bombe atomiche). Ma diventa panico incontrollabile quando è affidata al libero mercato. Allora la paura e l’odio per i Capitalisti raddoppiano, se i nuovi ritrovati della scienza e della tecnica sono nelle loro mani. E così, se c’è un terremoto in Emilia e molti perdono la vita, non è colpa di madre natura (da cui la scienza ci aiuta a difenderci), ma delle nuove tecnologie, che i Capitalisti stanno testando, per i loro piani di dominazione.


Autore: Stefano Magni

Nato a Milano nel 1976, laureato in Scienze Politiche all’Università di Pavia, è redattore del quotidiano L’Opinione. Ha curato e tradotto l’antologia di studi di Rudolph Rummel, “Lo Stato, il democidio e la guerra” (Leonardo Facco 2003) e il classico della scienza politica “Death by Government” (“Stati assassini”, Rubbettino 2005).

5 Responses to “Paura del futuro? Diventa complottista anche tu!”

  1. qualunquista scrive:

    Povero capitalista, bistrattato dalla stampa social-comun-nazi-pluto-giudo-massonico-liberal-eco-terrorista. Chiunque capisce benissimo che le bolle speculative delle dot-com, dei mutui subprime, del mercato immobiliare, dello shale gas, non sono dovute all’inestinguibile fame del povero ultraricchissimo e strapotentissimo individuo, ma alla congiunzione di Plutone e Saturno in Ariete.

  2. Massimiliano scrive:

    Un coacervo di banalità mainstream.
    Non necessita di ulteriori commenti.
    Max

  3. G scrive:

    Scrivere pezzi contro il complottismo e l’apice del complottismo, paradossalmente il reale fondo della fantasia.

  4. Andrea B. scrive:

    Il complottismo avanza perchè parte sempre avvantaggiato nelle discussioni: ti fa sentire più “fico” ed intelligente della massa e per smontare una semplice affermazione complottista ci vogliono cinque minuti di (noiose) spiegazioni, sempre che l’ascoltatore abbia conoscenze di base di fisica, chimica, scienze economiche e di logica e che soprattutto VOGLIA usare la suddetta logica.
    Mi ricorderò sempre la risposta di una tipa su un blog che parlava di scie chimiche: dopo un dettagliato ed esauriente post di un esperto meteorologo e pilota d’aereo, che spiegava come mai una giornata era partita tersa e serena per concludersi nuvolosa con piogge sporadiche (succede…) la tipa in questione rispose che non aveva chiesto una lezione di meteorologia, ma voleva sapere “chi era il responsabile di un simile sfacelo”.

    Comunque, ritornando all’ articolo, il tecnofinanziere MONTI non è che sia la quintessenza del capitalismo liberista … perlomeno credo che in parecchi abbiano un’idea diversa del libero mercato e dello stato, rispetto a quella incarnata e messa in pratica da “rigor montis” …

  5. Francesco scrive:

    In quest’accozzaglia di sciocchezze il conato di analisi economica è al servizio di una tesi stitica, esposta in modo patetico. Cambi mestiere, magari pubblichi qualche oroscopo su un settimanale femnminile.

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