Dichiarazioni che rischiano di creare una bufera internazionale, anche in vista dell’ingresso della Serbia in Ue, quelle del neo presidente Tomislav Nikolic, secondo il quale nel 1995 il massacro di Srebrenica “non e’ stato un genocidio”.

In un’intervista alla televisione montenegrina, Nikolic ha spiegato che la strage implica ”gravi crimini di guerra” commessi da “alcuni serbi” che “dovrebbero essere trovati, perseguiti e puniti”. Ma, ha continuato, “è difficile incolpare e provare davanti a un tribunale che un evento abbia le caratteristiche di un genocidio”.