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Italia Futura scende in campo? Un’ottima notizia

– La lettera di Luca Cordero di Montezemolo pubblicata dal Corriere della Sera chiarisce che Italia Futura con la sua rete associativa potrebbe diventare presto un movimento politico-elettorale organizzato. Sullo sfondo, ovviamente, c’è la scadenza elettorale del 2013, se a qualcuno non verrà sciaguratamente voglia di affrettare i tempi per liquidare il governo Monti (ora, per di più, che nei fatti partono le misure pro-crescita che altri in passato non hanno saputo varare); magari per gelosia per la sua tenuta, pur in tempi drammatici, in termini di credibilità e di consenso da parte di un sistema politico assai più malconcio, screditato e “ritardatario” rispetto alle sfide poste dalla nuova situazione politica. Penso che sia bene che Italia Futura pensi ad un upgrade politico e che sarebbe ottimo che si risolvesse a decidere per il sì.

La mia analisi della situazione e delle possibili soluzioni all’impasse politico-istituzionale che aggrava la terribile crisi economico-sociale converge per molti aspetti di sostanza con quella di Italia Futura. Mi limito ad avanzare tre brevi considerazioni.

1. L’Italia non ha bisogno di un nuovo “salvatore della patria”, ma di un soprassalto di orgoglio e della riscoperta della vocazione politica della sua classe dirigente migliore. Che non sono solo le elite, ma in generale quella parte della società civile che guarda responsabilmente, con passione e ragionevolezza, alle cose politiche, al rapporto tra le scelte e le conseguenze, tra le idee e i loro risultati. Tutto – dalle leggi elettorali al sistema di finanziamento e funzionamento del mercato politico – dovrebbe essere cambiato in modo tale da incentivare forme di impegno civile e politico quanto più diffuse e nuove. Si rischia di andare al voto col Porcellum non perché sia il sistema migliore per assicurare governabilità e partecipazione – è per certi versi il peggiore – ma perché garantisce (illusorie) posizioni di rendita ad una classe politica impaurita e bisognosa di “sicurezze”. Il passaggio ad un sistema elettorale più aperto e competitivo – e quello ottimale sarebbe certamente un maggioritario di collegio – riaprirebbe il mercato politico e lo renderebbe più efficiente. So bene che questa è una delle ragioni per cui, con ogni probabilità, non si caverà un ragno dal buco delle riforme, ma so bene che quella è almeno idealmente la direzione di marcia da tenere.

2. L’Italia rischia di rottamare il berlusconismo buttando il bambino con l’acqua sporca. Chi, come il sottoscritto, ha condiviso un progetto politico che doveva liberare l’Italia dalle incrostazioni stataliste e corporative, dalla corruzione diffusa e dalle rendite del “capitalismo di relazione” deve prendere atto delle responsabilità e degli errori di Berlusconi, ma non può onestamente liquidare come un errore, un abbaglio della storia o una sorta di allucinazione politica quel progetto di riforme liberali che l’ex presidente del Consiglio ha il merito di avere individuato e la colpa (condivisa con molti, peraltro) di non avere realizzato. Allo stesso modo chi nello schieramento berlusconiano superficialmente “rinfaccia” a Monti di non avere ancora tagliato le tasse, pagato i debiti della PA e affamato la bestia della spesa pubblica – cioè di non avere miracolosamente rimediato in sei mesi ai guai procurati in un ventennio politicamente sciupato – continua ad usare temi giusti in un modo propagandistico e sbagliato. E a non essere un alleato credibile per la rinascita dell’Italia. La paura e l’incertezza incentivano la fiducia nel miracolismo politico e nelle paranoie complottistiche, nell’idea che le cose vadano male perché “qualcuno” vuole che vadano così e in quella che possano cambiare da un giorno all’altro e a costo zero. Bisogna reagire con la ragione e il rigore, non partecipando a questo gioco pericoloso.

3. Montezemolo ha ragione a dire che prima dei contenitori occorre parlare dei contenuti e che qualunque offerta politica riformatrice deve evitare le derive “gattopardesche”. Ma la nuova offerta politica – soprattutto se comprenderà, come auspico, Italia Futura e il suo Presidente – deve avere un suo “dove” e un suo “come” secondo le regole del gioco elettorale. Io ribadisco che per quanto mi riguarda le forme più adeguate al suo contenuto sono quello di un unico rassemblement riformatore, su cui con qualche disavventura di tattica elettorale e qualche (inevitabile) equivoco Fini, Casini e Rutelli sono sinceramente impegnati. Quando si voterà – proprio per dare il senso sostanziale del nuovo – penso che la soluzione più logica e più potente sia un unico soggetto elettorale aperto, inclusivo e paritario e un unico simbolo sulla scheda di voto. Non è tempo in cui si possa stare nel mezzo del guado tra conservazione e innovazione. Il capitale politico di FLI, UDC e API darà i suoi frutti se investito in una grande operazione: il rischio fa parte del gioco, ma chi non rischia ora, temo, non raccoglierà frutti né per sé, né per il processo di cambiamento di cui abbiamo tutti bisogno.

I compagni di viaggio si potranno selezionare ma per la gran parte, penso, si auto-selezioneranno, non potendo questo progetto interessare né a chi vuole “resistere” nel perimetro del vecchio centro-destra, né a chi non vuole uscire dallo schema della “sinistra di Vasto”.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

6 Responses to “Italia Futura scende in campo? Un’ottima notizia”

  1. foscarini scrive:

    Un altro lobbista di confindustria scende in campo? Che notizia.
    Francamente sarei sorpreso se un azzimato figlio di papà come montezemolo arrivasse allo 0,5%. Probabilmente anche il cadavere Berlusconi potrebbe raccogliere di più.
    Della Vedova ormai fa ridere i polli.

  2. donato scrive:

    Ieri la borsa ha perso il 4% LCDMM scende in campo? Estiqaatsi

  3. Antonio scrive:

    uahuahua un altro pseudopartito di gomma con a capo uno che di casini ne ha fatti in giro, a parte, forse, la Ferrari (chiedete a Romiti come era trattato in Fiat.. oppure documentatevi su quanti casini ha fatto con i mondiali di calcio di Italia 90). E non dimentichiamoci che ha appena iniziato con le ferrovie… e vai con i conflitti di interesse!!!

  4. Federico scrive:

    Da Fini a Montezuma? Dal nulla al niente? Perplesso. Più che perplesso.

  5. Gionata Pacor scrive:

    I compagni di viaggio si autoselezioneranno? :-)

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