Brindisi: non c’è ancora un chi, ma già troppi perché

di SIMONA BONFANTE – Sabato, a poche ore dalla strage, non si sapeva ancora nulla dei colpevoli, dei possibili mandanti, degli obiettivi. Si sapeva quasi nulla delle modalità, delle evidenze investigative, del contesto. Solo le diversamente socializzate militanze civili e politiche sapevano tutto. Grillo pare lo “sentisse nell’aria”  l’odore di bomba. In quell’aria fetida che lui stesso ha contribuito a concimare, in cui Monti è uguale a Berlusconi e l’uno e l’altro fanno l’Europa, la finanza, i poteri forti, occulti, deviati: ecco, è lì che Grillo annusava la bomba.

Poi ci sono gli indignados del sabato romano – le congregazioni diversamente ‘anti’  – che alla manifestazione (politica) convocata al Pantheon ne hanno dette di ogni: che la bomba alla scuola Morvillo-Falcone aveva già una firma: i servizi; anzi, no: la mafia. Macché: il complotto anti-femminista – colpisci un’aspirante professionista della moda per educarne cento. E quindi, ovviamente, il terrorismo di Stato. Cioè: hanno ferito Brindisi per uccidere Palermo, Leoluca Orlando, il rinnovamento. Rinnovamento? Falcone, sulle ombre amministrative di Leoluca Orlando Cascio, indagò; e Orlando, al giudice la fece pagare, a suo modo: infangandone il nome, levando sospetti che, come egli teorizzava, sono l’anticamera della verità. Salvo poi, confidando nella memoria debole degli italiani, intestarsi di Falcone l’eredità – morale, culturale, civile.

E se fosse stato un free rider a far saltare le bombole di Gpl e uccidere? Un assassino apolitico, schizofrenicamente terroristico, mafia-indifferente? Se fosse, cioè, stato solo un caso? Impossibile – diranno: il caso non fa la storia. E la storia del nostro paese è l’anti-mafia, cioé la mafia; è Grillo, cioé il sistema che lo produce; è Orlando, cioé una città (ed un paese) che non sa percepirsi se non eternandosi come legato ai fili dell’occulto puparo – di un puparo purché sia.

Della strage di Brindisi non si sa ancora (quasi) nulla. Sappiamo già però che l’orrore che ha provocato nel paese – sentito, profondo, incondizionato – sarà banalizzato, strumentalizzato, dietrologizzato dalle italiche agenzie del pensiero (politica, stampa, movimenti civili) sino a venirne snaturato, sbiadito, confuso. Sino ad esser reso illeggibile, come uno dei tanti capitoli della storia patria che si continuano a citare così, per dovere. Ma voler sapere, voler capire…beh, per quello, dimostriamo di non essere ancora pronti.

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Twitter @kuliscioff


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

4 Responses to “Brindisi: non c’è ancora un chi, ma già troppi perché”

  1. silvia scrive:

    perfettamente d’accordo..

  2. Cantone Nordovest scrive:

    La asfaltatura elettorale di PDL e Lega e relativo asse , al Nord , nella parte produttiva dello Stato – è inquietante

    E’ come 20 anni fa : 1992-93 – il CAF Craxi Andreotti Forlani si squagliava sotto il peso delle inchieste e di una pubblica opinione indignata

    La rendita politica e politico-affarista era in pericolo : parliamo di interessi ENORMI , inimmaginabili : quelli che poi , usciti vincitori , avrebbero regalato al Paese , nei successivi 18 anni , il non invidiabile primato di registrare gli stipendi e salari più bassi dell’ Europa occidentale (salvo il Portogallo – dove peraltro il costo della vita era ed è sensibilmente inferiore)

    Intervennero le bombe a Firenze.

    Ricordate il palazzo dei Georgofili ? Rammento che si paventava un attacco mirato al patrimonio culturale e artistico … alla torre di Pisa

    E ricordate come se ne uscì : una colossale operazione di COSMESI (condita di richiamo evocativo nazional-popolare) – un partito , un Nuovo Partito riassorbì e riciclò il peggio del peggio degli ex socialisti , ex democristi , qualche ex kommy

    Il messaggio della bomba ai Georgofili (che in termini di notorietà non è certo la Torre pendente) indicava un suggeritore colto , raffinato .

    Serviva questa indicazione , per far capire ai servizi – la parte sana dei servizi – che una mente superiore era all’opera , STAVA MEDIANDO , ed essi dovevano starsene tranquilli e “schisci” … far capire che non si trattava affatto di terrorismo politico e il problema , cioè il vuoto politico , il venire meno del blocco garante della colossale rendita politico-affarista , era in corso di soluzione : qualcuno , una “forza” (una Forza …) stava per scendere in campo ! E allora le bombe sarebbero cessate

    Come infatti avvenne

    E adesso io ho paura …

  3. Fabio Robaldo scrive:

    Simona Bonfante,

    prima di scrivere bisognerebbe informarsi. Ma l’effetto dell’esplosione di tre bombole di GPL da 20 chili ciascuna, sa quali sono? O Viareggio, dove era esploso un vagone, ce lo siamo dimenticati?

    Ora, è vero, non sappiamo chi sia stato. Ma di certo non sono esplose tre bombole di GPL: è più probabile un ordigno a basso potenziale. Il muretto della scuola è intero, l’erba e gli alberi non presentano segni di bruciatura, nessun cratere per terra. Le ragioni del gesto sono sconosciute, le leggi della fisica no.

    Non gridiamo al complotto, ma almeno qualche valutazione tecnica in più non guasterebbe…

    Cordialmente.

  4. Redazione scrive:

    fabio roboaldo, non ho capito ‘cosa’ avrei omesso di illustrare. ho fatto una valutazione delle strumentalizzazioni politico-ideologiche, non degli elementi probatori.

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