Quintarelli 4 President, una battaglia di trasparenza per le nomine AGCOM

La crisi del sistema politico ha i suoi aspetti positivi. Alcune logiche partitocratiche sembrano perdere di senso di fronte alla deflagrazione dell’attuale cornice parlamentare. E così, allentata la pressione del risiko politico, un gruppo trasversale di parlamentari trovano tempo e modo di sostenere l’iniziativa di Stefano Quintarelli, l’informatico veronese che si autocandida per il rinnovo dei vertici dell’AGCOM, forte di un sostegno diffuso e trasversale nel popolo della rete. Andiamo con ordine, per comprendere la natura di una vicenda già oggi significativa e “di successo”, anche nei suoi risvolti istituzionali.

I vertici dell’Autorità per le comunicazioni saranno ridimensionati alla luce dei tagli decisi con la manovra Monti di fine 2011. Il numero delle poltrone passa da otto a quattro. In altri tempi, ciò avrebbe infiammato il confronto tra i partiti e le loro correnti per la spartizione della più esigua posta in palio. Oggi che gli apparati di partito arrancano e si sentono meno legittimati a “pretendere”, il riconoscimento del merito e della trasparenza è concepibile non solo sul piano meramente formale.

Stefano Quintarelli ha pubblicato sul proprio blog e trasmesso ai presidenti di Camera e Senato il proprio curriculum vitae. Non sarà il primo, ma probabilmente è la prima volta che viene recapitato con intenzioni serie e sincere, a beneficio della più ampia trasparenza e non per adempiere ad un obbligo di legge (che in questo caso, peraltro, neppure c’è).
Scorrendolo non si trova traccia di incarichi politici o in amministrazioni pubbliche che possano svelare un’affiliazione politica capace di svolgere una funzione tutrice nella carriera dell’informatico. Il mondo IT  corre a velocità tali da riuscire spesso a sfuggire all’asfissia delle logiche che muovono i poteri. Le tappe del percorso professionale di Quintarelli sono figlie di un mercato che trova nell’innovazione la propria spinta motrice. Alla fine degli anni Ottanta ha fondato Miners, la prima associazione telematica studentesca italiana, che ha realizzato la prima rete indipendente di posta elettronica in Italia ed il primo sistema telematico per l’iscrizione ad esami universitari. Nel 1994 ha lavorato in I.NET, il primo Internet Service Provider commerciale in Italia orientato al mercato professionale. Nel 2005 è stato presidente dell’Associazione Italiana Internet Provider. Qualche anno fa il Corriere della Sera lo ha classificato tra i 30 imprenditori più innovativi in Italia.

Un profilo come questo, con il suo patrimonio di competenze e esperienze acquisite e maturate sul campo, misurandosi con il mercato e l’innovazione, va considerato un ritratto aderente alle necessità che affronta un’autorità di settore. Le authority nascono proprio per affidare a collegi tecnici e indipendenti la regolazione e la vigilanza su mercati che per la loro complessità non possono essere adeguatamente governati dalla politica, che rischierebbe di far prevalere le logiche di consenso e appartenenza sul giudizio fondato sull’expertise e sulla terzietà della pubblica amministrazione. Alla autocandidatura pubblica è seguito l’endorsment di un nutrito gruppo di parlamentari  che, nell’annunciare il sostegno a Quintarelli, chiedono analoga pubblicità anche da parte degli altri candidati e dei parlamentari che intendono sostenerli.

In assenza di regole che obblighino alla pubblicità delle candidature – si legge nella lettera che i parlamentari hanno inviato ai presidenti delle Camere – intendiamo innovare per lo meno la prassi e nell’annunciare il voto per il dottor Stefano Quintarelli provvediamo ad inviare il suo curriculum alle Presidenze delle Camere, perché ne assicurino un’ampia pubblicità. Ci auguriamo che questo comporti come conseguenza che altri parlamentari scelgano un’analoga procedura per rendere pubblici ai colleghi e all’opinione pubblica non solo i nomi che sceglieranno, ma le ragioni della propria scelta.

In pochi giorni la governance delle autorità amministrative indipendenti ha compiuto due grandi passi nella direzione per altro già auspicata in queste pagine e in un paper pubblicato dall’IBL qualche tempo fa. Un primo passo, con la pubblicazione del curriculum vitae di un autocandidato. Un secondo passo, con il riconoscimento da parte di un fronte trasversale dei meriti del candidato. L’auspicio è che l’autocandidatura aperta di Quintarelli inauguri una nuova stagione e che faccia prassi. Per consolidare le best practice potrebbe essere utile, da questo punto di vista, una revisione degli attuali procedimenti di nomina.


Autore: Diego Menegon

Nato a Volpago, in provincia di Treviso, nel 1983. Laureato del Collegio Lamaro Pozzani della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. Ha svolto ricerche e scritto per Iter Legis, Agienergia e la collana Dario Mazzi (Il Mulino). Si occupa di affari istituzionali e di politiche del diritto nei temi di economia, welfare, energia e ambiente. Socio fondatore di Libertiamo, è Direttore dell'ufficio legislativo di ConfContribuenti e Fellow dell'Istituto Bruno Leoni. Attualmente candidato alle elezioni politiche 2013 con Fare per Fermare il Declino.

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