Crisi greca, disastro o occasione per l’Europa?

– La crisi greca si prepara all’atto finale.
L’evasione fiscale è ormai una via di mezzo tra lo sport nazionale e l’istinto di sopravvivenza. Queste elezioni, cadute nel vuoto, hanno bloccato tutte quelle serie di riforme richieste dall’Europa per l’ultima tranche di aiuti. Entro il 2015 Atene avrebbe dovuto licenziare 150 mila dipendenti pubblici e determinare un taglio a doppia cifra anche dei salari privati. Ma il governo non c’è, si andrà di nuovo a Giugno alle elezioni e domani ci sarà il pagamento di 450 milioni di euro di bond verso hedge found che dovranno essere pagate al 100%.
E così il default greco si avvicina.

Ma per il bene dell’euro, è opportuno che si chiuda lo stillicidio innescato da Atene, così da poter voltare pagina. I creditori privati della Grecia hanno già messo in conto una svalutazione fino al 70% del capitale investito e, a questo punto, un default vero e proprio non cambierebbe di molto l’impatto della crisi greca sui portafogli di banche e assicurazioni. Le banche greche investono da circa sei mesi lontane dal loro paese soprattutto in beni permanenti come l’oro. Inoltre, utilizzando una moneta nazionale, l’economia greca, secondo le stime dell’FMI, si riprenderebbe nel giro di un decennio.

Con il fallimento, la Grecia sarebbe costretta a uscire dall’euro segnando un precedente importantissimo per la moneta unica e per gli investitori internazionali: un paese che scientemente manipola la contabilità pubblica e non accetta di allineare la sua politica economica agli standard della comunità europea non può essere un membro a pieno titolo di una federazione di Stati.

Il default greco libererebbe l’euro dalla catena della volatilità alla quale lo tiene prigioniero questa tragedia iniziata nel marzo del 2010 e volutamente prolungata per due anni. Difficilmente potrà produrre un impatto sistemico irreversibile alla moneta unica. Il default di Atene permetterebbe ai paesi dell’euro zona di poter varare la nuova fase.

E si dovrà riflettere sul vero paradosso europeo: non può esserci una moneta unica senza la sua legittimazione in una sovranità politica unica.
La crisi della Grecia, toccando quel popolo, parla in realtà del deficit politico di una unità europea incompiuta.


Autore: Luca Bertoletti

Nato a Brescia nel 1990, studia Scienze e politiche presso l'università statale di Milano. Appassionato sin dall'adolescenza di Politica, economia e Vela.

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