Tra palco (di un comizio) e realtà

di LUCIO SCUDIERO – Leggo della telefonata del presidente Obama a Monti, e della decisione del primo di affidare al secondo la guida della prima sessione del G8 su “Economic e Global Issues“, sperando che faccia da cuneo tra i due fuochi sbagliati della strategia europea di attacco alla crisi. Osservo, da remoto, le convulsioni che inarcano il corpo d’Europa, dove la crisi economica testa i limiti della democrazia e spalanca la strada a forme di demagogia diversamente preoccupanti. La Grecia non ha voluto scegliersi una maggioranza per non farsi governare, e tornerà al voto, non prima di esser passata in banca a ritirare i propri depositi, provocando panico e caos in una situazione già compromessa.

Con tutto questo po’ di guaio da governare, assistere in Italia ai tatticismi e agli smarcamenti parlamentari di questo  o quello dalla politica del governo, per protagonismo o disonestà, dà l’idea dello sfasamento tra il piano della realtà, in cui vive il tecnico iperuraneo Monti, e quello del parco giochi, dove molti altri sono assiepati.

Non è questione di “governativismo” a prescindere.  E’ che ci sembra molto più nobile e apprezzabile, pur con tutti i limiti che ha manifestato, l’azione di governo del premier chiamato, sul piano interno, a disinnescare la bomba dell’irresponsabilità italiana, e su quello internazionale, a circoscrivere il rischio che l’Europa salti per aria assecondando un progetto di autodistruzione che sarebbe letale perfino per il resto del pianeta, dicevo, ci sembra più apprezzabile tutto questo della corsa al distinguo della sua debole fanteria parlamentare.

Che fra meno di un anno – magari non nella stessa composizione, e non  è detto che sia un bene – si ritroverà  in mano un paese in recessione che non saprà come governare avendo preferito aizzarlo con falsità e demagogia. Da questo punto di vista la Grecia è molto vicina, come era vicina quando le Camere organizzavano attentati lobbistici alla liberalizzazione di taxi e farmacie, alla riforma del lavoro oppure all’assegnazione con asta delle frequenze televisive.

Il mondo, fuori, ci guarda e teme che quando i partiti torneranno nel pieno possesso della vita istituzionale italiana vanificheranno gli sforzi e quel poco di buono che ne sarà venuto da un’esperienza di governo sghemba e “straordinaria”, di cui nessuno vorrà raccogliere il testimone, soprattutto perchè quelli che potrebbero continuano a coltivare sogni d’irrilevanza. Sospesi tra il palco (di un comizio) e realtà.

———————————

Twitter: @Antigrazioso


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

Comments are closed.