Categorized | Capitale umano

La fantasia, quella sana, al potere

– La verità non sta in un solo sogno, ma in molti sogni.
(Pier Paolo Pasolini)

La fantasia è più importante della conoscenza
(Albert Einstein)

Ancora oggi, durante le iniziative e manifestazioni a cui partecipo sono solito proporre slogan come “la fantasia come necessità” e “la fantasia al potere” volendo ribadire che al giorno d’oggi, ove tutti vanno sempre di fretta, far fermare qualcuno ad un banchetto, per una firma o un volantino o anche per una semplice chiacchierata sull’avvenire della società e della città è già di per se una vittoria.

Eppure la fantasia risulta necessaria già dal partire di questi banchetti: per attrarre gente ci vogliono creatività, immagini, colori e suoni dove e quando possibile. La società attuale è contornata dalla critica post-moderna, tutte le scienze e le arti sono oggetti di critica del postmodernismo: secondo la mia visione, le ragioni del postmodernismo si possono riassumere proprio nella consapevolezza che non esiste un’unica autorità centralizzata che detiene il potere, che rappresenta il male assoluto da combattere, ma che ogni individuo, come ha riconosciuto anche Foucault, è contemporaneamente scambio e quindi potere redistribuito, ma soprattutto un essere con propri sentimenti e aspirazioni, con la specificità di immaginare insieme agli altri formule di cambiamento, insomma fantasticare, fantasia allo stato puro ed umano.

Il compito per un libertario, con tutte le sue formule e le svariatissime proposte di cui farsi carico – talmente tante da rendere libertario anche il metodo con cui si portano avanti le vertenze – è proprio quello di diffondere e far circolare fantasia e immaginazione all’interno della società, quella fantasia sana che andando al “potere” irrimediabilmente innesca creatività e produce “distruzione” del potere, perché ove c’è centralismo e coercizione, automaticamente, vi è anche la dispersione o peggio, la perdita della fantasia e della creatività a favore del pensiero unico tanto caro a tutte le demagogie e totalitarismi. Tale ragionamento, i poteri forti l’hanno rifunzionalizzato al loro sistema, utilizzando la fantasia deviata, l’immaginazione di regime, come strumento psicologico di controllo, strumento di massificazione del potere da accentrare in pochi.

Oggi, l’immaginazione e la fantasia che va al potere è incarnata dalla tv che sostituisce o comunque informa la realtà, la realizzazione della profezia dell’ eretico Pier Paolo Pasolini risulta, ancora più attuale ai nostri giorni: “ l’immaginazione al potere dello slogan del ’68 si è ahimè realizzata, ma in senso opposto e perverso a quello auspicato.” Facile risulta dimostrare che anche il sessantotto ha il lato B(erlusconi), e con Berlusconi intendiamo il sistema di fare politica di tutta quella classe politica, quasi la totalità, che a questi sistemi si rifà.

Il cittadino ha trovato in Berlusconi, in maniera completamente stravolta, tutti quegli ideali che il sessantotto aveva in procinto di realizzare: “fine del lavoro e della famiglia, distruzione dell’università, deregolamentazione della sessualità, discredito della competenze mediche, ostilità nei confronti delle istituzioni giudiziarie, vitalismo giovanilistico, trionfo della comunicazione massmediatica e oblio della storia”.

Ecco tutto ciò, con Berlusconi e la classe politica attuale è ormai diventato realtà, realtà però imposta e trasformata per un nuovo totalitarismo e non per una de-istituzionalizzazione della società, non per l’antiautoritarismo e per il trionfo libertario delle nostre coscienze, solo per invidia e voglia di prevaricare sul prossimo. Allora, compito del libertario è quello di dar seguito alla rivoluzione proprio esprimendo fantasia e immaginazione, quella creativa e libertaria, quella che vuole estinguere l’autorità e il demagogismo, quella della rivoluzione libertaria e antiautoritaria, fantastica e libera, come non ricordare Bakunin quando diceva: “La rivoluzione è sempre per tre quarti fantasia e per un quarto realtà”.


Autore: Domenico Letizia

Nato nel 1987 a Maddaloni (CE), studente di Storia, collabora con numerose riviste e periodici. Esperto di cultura libertaria, è autore della prefazione al volume "Il Dittatore Libertario - Anarchia analitica tra comunismo di mercato, rendita di esistenza e sovranity share" di Fabio Massimo Nicosia, Giappichelli Editore, 2011.

Comments are closed.