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Lo spoil system in Toscana, ovvero come aumentare la spesa pubblica

– La politica non viaggia da sola. Oltre ai politici di professione c’è una “macchina” che ci gira intorno, gli americani lo chiamano spoil system, la versione italiana è sistema delle spoglie e comprende lo staff dei politici, persone che possono essere assunte con una varia tipologia contrattuale, dall’istituto del cosiddetto comando alla chiamata diretta.

Molti obiettano che le amministrazioni pubbliche abbiano uno staff sovrabbondante, ma pochi sanno esattamente come è composto e quante risorse finanziarie assorbe. Mentre il dibattito nazionale è incentrato sui presunti sprechi a livello centrale, non tutti hanno presente le situazioni delle singole regioni, a parte qualche caso clamoroso e a parte gli enti a statuto speciale che godono di un’abbondanza di finanziamenti.

Proviamo a vedere il caso di una regione del centro Italia, la Toscana, governata tradizionalmente dalla sinistra.

La sede del Consiglio regionale della Toscana è a Firenze, nel Palazzo Panciatichi, il quale più che un palazzo è un labirinto per chi non c’è abituato. L’edificio nasce attaccando quattro palazzi, con scale su scale, ascensori su livelli diversi e piani ammezzati, in un groviglio di corridoi dove si può smarrire anche chi non entra per la prima volta. Qui, al 31 dicembre 2010 lavoravano 289 persone come dipendenti del Consiglio regionale, di cui un direttore generale, 18 dirigenti, 102 funzionari di categoria D (la più elevata), 11 giornalisti e altri dipendenti dalle più varie mansioni. A Palazzo Panciatichi, oltre al bar e al ristorante-mensa riservato ai consiglieri regionali, hanno sede le segreterie degli organi politici del consiglio, posti prevalentemente a chiamata diretta, l’organico a fine 2010 comprendeva 113 persone.

La presidenza della Giunta e gli assessori regionali sono invece ubicati a pochi metri di distanza, in pieno centro storico, precisamente in piazza Duomo nell’elegante edificio denominato Palazzo Strozzi Sacrati. Al 31 dicembre 2010 il personale in servizio presso la Giunta più l’Arsia (Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione nel settore agricolo-forestale, un ente disciolto e poi assorbito completamente dalla Regione) comprendeva 2309 individui, di cui 6 direttori generali, 130 dirigenti, 3 dirigenti comandati senza incarico, 1173 funzionari di alto livello (categoria D), 16 giornalisti e altri vari dipendenti. Bisogna poi aggiungere le altre segreterie degli organi politici della giunta, cioè coloro che lavorano per gli assessori e si tratta di 63 impiegati tra uomini e donne.

Lo schema generale del personale in servizio al 31 dicembre 2010 termina poi con la voce “contingente a disposizione” per un totale di 25 persone, di cui 7 dirigenti, ma non sappiamo chi sono costoro e quale lavoro esattamente debbano svolgere.

Il totale delle varie categorie fin qui elencate ammonta a 2799 persone. Il primo gennaio 2009 invece, il personale in servizio presso la Giunta toscana più l’Arsia, Consiglio regionale, segreterie degli organi politici del Consiglio, segreterie degli organi politici della Giunta e contingente a disposizione, comprendeva un totale di 2906 dipendenti. Anche nel 2009 c’è la voce misteriosa “contingente a disposizione” che consta di 8 dirigenti e un totale di 35 persone.

Per vederci più chiaro, la scorsa estate, il 20 luglio 2011, il consigliere regionale toscano Udc Marco Carraresi, insieme al collega Del Carlo, ha presentato un’interrogazione in merito alle politiche del personale in particolare alla dirigenza sottolineando come il numero dei dirigenti fosse piuttosto elevato. Infatti “più della metà dell’organico della Giunta regionale, 2588 dipendenti, appartiene alla categoria più elevata, 176 dirigenti e 1211 funzionari di categoria D”. Alla luce di questi dati, a mesi di distanza, secondo Carraresi “sulla parte del personale la gestione è stata pessima, c’è molto clientelismo, e la riorganizzazione fatta due anni fa, con l’insediamento della nuova giunta, sempre di sinistra, è una riorganizzazione di facciata, con una spesa totale quasi identica a quella di due anni fa”.

Ma a quanto ammonta la spesa per gli stipendi dei dirigenti regionali? Il costo di ciascun dirigente per l’Amministrazione regionale – scrivono Carraresi e del Carlo – varia da un massimo di un po’ più di 145.000 euro l’anno a un minimo di più di 105.000 euro – oltre al premio annuale di risultato – mentre per i 6 direttori generali i costi superano abbondantemente i 200.000 euro l’anno”. Cifre elevate che vanno in controtendenza rispetto al luogo comune secondo il quale i dipendenti pubblici sarebbero pagati poco.

Tra i nuovi 22 dirigenti assunti, 17 di questi – scrivono Carraresi e Del Carlo – hanno dovuto consegnare la domanda di assunzione, per questa selezione riservata, a mano agli uffici della giunta fra il 13 e il 23 agosto 2010”. Perché evidentemente ad agosto, mentre i più sono in ferie, la politica non si ferma affatto.

L’interrogazione dei due consiglieri regionali dell’Unione di Centro riprende poi le parole della Corte dei conti, nella relazione sul rendiconto della Toscana per il 2010, viene evidenziato come, per i dipendenti della regione Toscana “la dinamica contributiva presenta una crescita non giustificata dagli aumenti contrattuali riconosciuti, e richiede, perciò, una specifica attenzione”.

Ma la galassia di enti che gira intorno alla regione Toscana è grande e comprende un ricchissimo patrimonio immobiliare, fatto di palazzi in centro e ville storiche oltre ad una serie di istituzioni e fondazioni collegate, per citarne alcuni: l’Arpat (agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana), l’Ars (agenzia regionale di sanità), l’Artea (agenzia regionale della Toscana per le erogazioni in agricoltura), Toscana Promozione (l’agenzia che promuove il turismo), l’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario.

Passando poi a ciò che si trova in sedi decentrate, ci sono i tre enti parco regionali: quello della Maremma, l’altro delle Alpi Apuane e poi il Migliarino San Rossore Massaciuccoli tra le province di Lucca e Pisa.

Non potevano mancare le fondazioni e infatti non mancano. Per esigenze di sintesi ne elenchiamo solo alcune: la cosiddetta Fondazione Sistema Toscana, c’è poi quella della mediateca regionale e quella dell’orchestra regionale, oltre alla Fondazione Toscana Spettacolo. Last but not least, l’Irpet, l’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana.

A pagina 8, la relazione 2010 sull’Attività di vigilanza sul patrimonio e sulle altre attività degli enti dipendenti dalla regione, redatta dalla Commissione di controllo, sottolinea come è stata rilevata “la prevalenza, nell’ambito dell’attività contrattuale, di spese in economia e di procedure negoziate senza pubblicazione del bando di gara: questo meccanismo oltre a restringere la platea di possibili partecipanti alle gare può precludere la possibilità di avere prezzi e servizi migliori e può apparire lesivo dell’effettiva concorrenzialità che è uno degli elementi cardine del principio di buon andamento”.


Autore: Chiara Masini

Nata nel 1978 sotto il segno dei gemelli, vive e lavora tra la Toscana e Bruxelles. Laureta in Lingue e Letterature Straniere e, successivamente anche in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ha lavorato nel marketing in Inghilterra. Dopo la specializzazione in Relazioni Internazionali e Diplomatiche, scrive per quotidiani, riviste e siti web.

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