Le donne del Potere

– “Guai se non vi fosse la valvola di sicurezza della compagnia femminile, nella vita di un uomo destinato a salire e perciò isolato, alieno all’ambiente in cui vive..” così scriveva Margherita Sarfatti in Dux, la biografia su Mussolini pubblicata nel 1926. Giornalista redattrice per la parte letteraria e artistica del Popolo d’Italia, fu una nota amante del Duce. Fu solo una delle donne di Benito, un amatore incallito che non seppe rinunciare per tutta la sua vita alla frequentazione di più donne contemporaneamente, anche quando fu sposato con Rachele Guidi.

La storia ci  insegna e testimonia relazioni tra donne e uomini di potere di tutti i tempi. I grandi di ogni epoca si sono accompagnati con donne che spesso hanno avuto un ruolo determinante nella loro vita. Madame de Pompadour, fu amante del re Luigi XV oltre che la donna più potente del XVIII secolo; Anita, fu moglie fedele di Giuseppe Garibaldi; Sarah Nathan, vedova italiana di un banchiere inglese fu colei che assistette Mazzini negli ultimi anni difficili della sua vita. Fino ad arrivare ai giorni nostri. Veronica Lario, moglie storica di Silvio Berlusconi; Flavia Franzoni, ancora oggi la consorte di Romano Prodi, sono solo pochi degli innumerevoli esempi che si potrebbero fare.

Dunque, da sempre si parla di rapporti tra donne e uomini ai vertici della vita politica ed economica. Si parla di mogli e amanti.  Di flirt e di relazioni stabili. Non è questa una cosa di cui meravigliarsi. E il tema torna spesso all’ordine del giorno e su di esso si sviluppano dibattiti più o meno intellettuali. Basti pensare ai fiumi di parole e di inchiostro che si sono consumati sulle vicende intorno alle amanti dell’ex Presidente del Consiglio e dei suoi incontri di Palazzo. Un vero harem il suo.

Andare alla ricerca continua di amanti è forse un vizio o uno svago, spesso essere amatori una necessità. Dovremmo analizzarne gli aspetti psicologici che interessano l’uomo estremamente impegnato e con enormi responsabilità, oltre che il carattere stesso della persona in questione. Da parte femminile, c’è senz’altro una differenza tra l’essere mogli, l’essere amanti e l’essere accompagnatrici di una serata. E questo dipende proprio dalla durata della relazione, oltre che dall’importanza della stessa. Una cosa certa è che il potere continua ad esercitare un fascino sulle donne, che si tratti di piccoli flirt estemporanei o di relazioni che durano una vita.

Ciò su cui non si ha nessun dubbio è che occorre senz’altro una forte personalità per essere la compagna di un uomo di potere, a capo delle Istituzioni o ai vertici dell’economia, sia per lo stile di vita sobrio che si deve tenere, che per la pluralità degli impegni che si devono portare avanti, che per le relazioni che un leader deve intrattenere. Resistere al fianco di un Presidente della Repubblica non è cosa facile e non all’altezza di tutte le donne. Solo caratteri saldi e al tempo stesso docili possono trovare la forza di seguire uomini importanti. E non è cosa alla portata di tutte. E allora di quali donne parliamo? Parliamo di donne di un certo spessore umano e personale. Di donne che sanno resistere ai cambiamenti, ai momenti di fragilità del proprio consorte, alle continue aggressioni da parte della stampa e che senza essere mai eclatanti guidano il proprio uomo nelle scelte difficili che certi tipi di incarichi impongono.

E’ anche possibile che ad assurgere a questo compito sia un’amante duratura. A questo proposito ricordiamo la citazione di Groucho Marx, attore comico e scrittore statunitense, il quale affermò che “dietro ogni uomo di successo c’è una donna e dietro di lei sua moglie”. Ma anche quelle donne che riescono ad essere amanti per una vita o per alcuni anni si distinguono per fascino e intelligenza.

Oggi, sempre più spesso capita di sentir fare raffronti tra donne di vario tipo e di varie epoche storiche. E costantemente si sente dire di donne che hanno avuto la possibilità di fare avanzamenti di carriera in tutti i campi, compreso la politica, grazie alla vicinanza con uomini di potere. Tra gli ultimi il raffronto tra Nilde Jotti, primo Presidente donna alla Camera dei deputati ritenuta amante dell’allora Segretario del Partito comunista Palmiro Togliatti, con la Minetti, Consigliere del Pdl alla Regione Lombardia. Alcuni paragoni ci inducono inevitabilmente a fare delle osservazioni sulle peculiarità delle donne di cui parliamo. Ma soprattutto ci portano a spezzare una lancia a favore delle donne che arrivano a detenere certi incarichi non solo perchè “amanti di”, ma per capacità e competenze personali.

Essere delle donne valide non dipende dall’uomo che si frequenta e nè certe caratteristiche della propria persona si acquisiscono frequentando un uomo di successo. Classe, temperamento, preparazione si posseggono a prescindere. Perciò è sempre meglio fare un’analisi della persona prima di imbattersi in raffronti a volte troppo azzardati. Pensiamo a Nilde Jotti, primo Presidente donna della Camera dei deputati e che rimase tale per ben tre legislature (dal 1979 al 1992). Pur non escludendo che sia riuscita ad arrivare alla Presidenza della Camera perchè vicina ad un uomo del calibro di Togliatti, questo non ci impedisce di considerarne il suo carisma. E soprattutto la sua vita personale non offusca il suo essere stata donna capace di ricoprire un incarico che fino ad allora era stato di esclusiva prerogativa maschile. Parliamo di una donna con delle ideologie, che come tale partecipò alla Resistenza aderendo ai Gruppi di Difesa della Donna convinta di poter cambiare l’ordine delle cose, che visse i cambiamenti di quell’epoca con passione e determinazione. Nominiamo una donna autorevole con un grande senso delle Istituzioni. Su questi e su molti altri aspetti dovremmo soffermarci quando discorriamo di donne di potere, di donne che ce l’hanno fatta nella scalata sociale, di donne pienamente realizzate e con un ruolo ben preciso in tutti i campi della vita pubblica e privata. Dovremmo forse imparare a distinguere le persone, a differenziarle in modo corretto e a non mettere tutto in un unico calderone. Una donna può anche essere la compagna più o meno ufficiale di un uomo, ma quando assume degli incarichi dimostra da sola il suo essere e le sue reali abilità. E non dovremmo mai dimenticare che solo donne di un certo valore possono migliorare la vita di uomo di successo.

In caso contrario e molti esempi lo dimostrano, potrebbero anche determinarne la caduta inesauribile in un vortice senza fine.


Autore: Maria Teresa Merlino

Laureata presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Firenze. Master in Economia, gestione e marketing dei turismi e dei beni culturali presso la Luiss Guido Carli di Roma. Collaboratrice freelance per il magazine online "Il reporter-raccontare oltre il confine" e per FareItaliamag. Addetto Stampa Pari Opportunità Futuro e Libertà per l'Italia. Consulente Marketing Territoriale.

4 Responses to “Le donne del Potere”

  1. lucia scrive:

    Hai perfettamente ragione! Non abbiamo bisogno di essere le fidanzate di, le mogli di, l’amiche di per essere considerate ed apprezzate!

  2. lodovico scrive:

    Un dubbio! Togliatti, prima di incontrare la Iotti era un uomo di successo? Il tempo passato in unione sovietica era propedeutico al suo successo? E come mai questo uomo di successo non è riuscito a correggere la follia di Stalin? Spesso con uomini che dispongono di molti mezzi economici o potere intervenire e correggere è opera assai difficile, per gli uomini o per le donne.

  3. Puccio scrive:

    …peccato per quel “ritenuta” (“Nilde Jotti, primo Presidente donna alla Camera dei deputati ritenuta amante dell’allora Segretario del Partito comunista Palmiro Togliatti”), sa di Pravda; all’epoca era proibito parlarne dentro il Pci e fuori… Minetti? aveva appena cominciato… probabilmente con l’esercizio del potere sarebbe pure diventata una Jotti… a non parlare della Mussolini che ha provato a mettersi nuda per fare la star, non c’è riuscita (non sapeva recitare…) e s’è buttata in politica… insomma, i giudizi sono sempre personali… far finta di scrivere un pezzo oggettivo distinguendo una “ritenuta amante” da una “sicura amante”…mah

  4. Maria Teresa Merlino scrive:

    Caro Puccio,se leggi attentamente noterai che io nel pezzo non ho dato per certo niente, nè sull’una nè sull’altra. Ho cercato di essere oggettiva. E ho precisato che una donna non ha bisogno di essere “l’amante di” per dimostrare la sua intelligenza e le sue capacità.

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