Categorized | Capitale umano

L’intellettuale collettivo liberale

“Intellettuale collettivo” è una dizione introdotta in filosofia da Antonio Gramsci, strettamente legata al partito operaio e all’intellettuale organico.
Ma lo stesso concetto di intellettuale collettivo può essere rinnovato in chiave liberale, ritenendolo distinto e alternativo rispetto al concetto di intellettuale organico gramsciano.

L’intellettuale collettivo realizza una ricerca comune della verità e porta alla fine di una cesura netta fra intellettuale della ricerca e militante politico, prevedendo una nuova figura di intellettuale-politico-militante, come inevitabile conseguenza dell’acculturamento di un numero crescente di cittadini.

Oggi, la figura di militante politico tradizionale non è più concepibile. Nell’epoca dei social network i soggetti, gli individui non si associano più: semplicemente si aggregano secondo scelte e parole d’ordine nuove.
La più celebre enciclopedia online, Wikipedia, è un esempio calzante di coscienza ed intelligenza collettiva che ha rivoluzionato il sapere. Tutti possono scrivere e contribuire, apportando modifiche e tutti possono consultare l’opera ultima: Wikipedia è la più grande opera condivisa in rete.

L’intelligenza collettiva è un particolare modo di funzionamento dell’intelligenza che supera la cognizione individuale: esiste, dunque, un’intelligenza collettiva, ovvero un’intelligenza diffusa attraverso i nuovi media, mediante i quali si possono creare sinergie inedite, condividendo conoscenze che possono essere scambiate superando tutte le distanze linguistiche, fisiche e culturali, perché messe “in rete”. I computer e internet sono mezzi in grado di aumentare non solo la cooperazione degli individui, ma anche quella delle organizzazioni collettive umane, e la connessione è un fattore preponderante: esiste dunque un’intelligenza connettiva che attraverso la rete può diventare un moltiplicatore di intelligenze.

Ed esiste, altresì, un intellettuale collettivo anche nel senso di esseri umani e computer connessi in un cyberspazio, collegando umani e computer in una maniera nuova, tale da portare l’intellettuale collettivo ad agire più intelligentemente rispetto a prima.

L’intelligenza collettiva, in tutte le sue ipotetiche declinazioni culturali, scientifiche, aziendali, sociali, politiche eccetera, è la grande sfida del terzo millennio e la risposta alla crisi delle risorse e alla complessità della globalizzazione. E’ un processo parallelo e pluricentrico. L’intellettuale collettivo è tale se riesce a risolvere i problemi in gruppo, dove ognuno ha un pezzo di conoscenza: intesa come sapere o come un proprio talento, un’attitudine, una qualità personale.

In molti hanno auspicato, anche dalle colonne di questo giornale, l’unione di tutti i Liberali italiani. Si tratta di un obiettivo ambizioso, da molti ritenuto impossibile, ma raggiungibile se i Liberali sapranno operare come intellettuale collettivo, con l’ausilio determinante del “metodo liberale”: è un salto che può avvenire grazie alla conoscenza, che porta la circolazione delle idee, proprio come, per l’appunto, un intellettuale collettivo.

“Conoscere per deliberare” è un celebre motto di Luigi Einaudi, mai come oggi attuale e da non dimenticare.


Autore: Andrea De Liberato

Nato nel 1973 a Pescara, è produttore e distributore cinematografico, formatosi alla New York University. Tra i film prodotti: "Luna Rossa" con Toni Servillo e Licia Maglietta (Mostra di Venezia 2001), "Controvento" con Margherita Buy e Valeria Golino (Berlino 2000), "Semana Santa" con Mira Sorvino. Dal 2004 si dedica quasi esclusivamente alla distribuzione, importa in Italia "Black Dahlia" di Brian De Palma e molti titoli d'autore (Chantal Akerman, Catherine Breillat, Wayne Kramer, Rachid Bouchareb, Hans Weingartner). Dal 2007 ha creato una delle più grandi library di film classici, con oltre seicento titoli, comprendente opere di, fra gli altri, F.Lang, Dziga Vertov, J.Ford, O.Welles, R.Corman, Francis F.Coppola, K.Mizoguchi, V.Pudovkin, A.Mann, J.Negulesco, S.Donen, V.Minnelli, R.Flaherty. Liberale, liberista e libertario, è iscritto ai Radicali e a Libertiamo.

Comments are closed.