Categorized | Il mondo e noi

La Baronessa Ashton segna i primi successi

– “Eppur si muove” verrebbe da dire guardando in queste settimane la Baronessa Catherine Ashton al lavoro.

Dopo mesi di critiche feroci verso l’Alto Rappresentante per la Politca Estera UE, rea anche della confusione che pare caratterizzare a due anni dalla creazione il Servizio europeo per l’Azione Esterna (SEAE), l’attività della Ashton e del SEAE in dossier complessi come quello iraniano, bielorusso ed altri hanno dato smalto ad entrambi e rilanciato l’immagine dell’UE.

In primis troviamo l’Iran, del quale si è parlato pochissimo nell’ultimo mese. Gli inglesi dicono no news, good news, e non potrebbe essere piú vero. In poche settimane siamo passati dalla minaccia di raid militari israeliani contro le centrali nucleari iraniane, ad un silenzio che pare celare una negoziazione intensa fra i 5+1 e Teheran. Il silenzio è iniziato con il summit di Istanbul dello scorso 14 Aprile nel quale la Ashton pare abbia saputo gestire con grande abilità le divergenze presenti nel vertice.

In questi mesi abbiamo anche assistito all’ennesima crisi con la Bielorussia. Quando il Consiglio dei ministri ha deciso l’ultimo round di sanzioni alla Bielorussia, Minsk ha chiesto agli ambasciatori di Polonia e Unione Europea di lasciare il paese e richiamato i propri rappresentanti da Varsavia e Bruxelles. La risposta della Ashton non si è fatta attendere, facendo rientrare tutti gli ambasciatori dei paesi membri distaccati nella capitale bielorussa e tornando a chiedere il rilascio dei prigionieri politici. Questa mossa si è rivelata vincente, visto che il presidente Lukashenko ha deciso di rilasciare Andrei Sannikov e Dmitry Bondarenko lo scorso aprile. Questa decisione ha determinato la fine della crisi ed il rientro degli ambasciatori europei a Minsk.

Le sanzioni decise contro la Siria e la costante attenzione riservata al paese mediorientale sono altrettanto degne di nota. Dopo aver criticato duramente il regime di Damasco ed intimato ad Assad di interrompere la campagna di terrore avviata per sedare l’ondata di protesta della popolazione, l’Unione Europea ha imposto una serie di dure sanzioni contro il regime senza risparmiare neppure la famiglia del Presidente. Dopo il blocco all’acquisto di greggio, sono seguite limitazioni agli scambi di beni di lusso e servizi finanziari, il divieto di accesso al territorio EU per una serie di individui responsabili delle violenze o beneficiarie delle attività del governo, come la moglie del Presidente e la suocera. L’Alto Rappresentante pare abbia giocato un buon ruolo di coordinamento anche in questo ambito.

Le transizioni in Birmania/Myanmar e Zimbabwe stanno confermando la maturità del SEAE nel gestire gli interessi divergenti dei 27 stati membri e formare un’azione comune. L’evoluzione del contesto politico a Naypyidaw e Harare rispettivamente con la formazione di un governo civile ed uno di unità nazionale hanno trovato un sostegno nell’azione di Brussels. Nel caso birmano, la Ashton ha saputo convincere il governo inglese dell’opportunità di sospendere le sanzioni come segno di incoraggiamento e di legittimazione del cammino intrapreso dalla giunta militare.

Nel caso dello Zimbabwe, la Baronessa si è esposta in prima persona dichiarando che l’UE accetterà qualsiasi risultato emergerà da elezioni libere che si dovrebbero tenere nel paese nel 2013, forse addirittura aprendo la strada anche ad una convivenza con una vittoria dell’odiato Robert Mugabe.

Il dossier adesso all’attenzione sembra essere quello della partecipazione agli Europei 2012. Dopo le notizie emerse sul trattamento riservato all’ex-primo ministro Yulia Tymoshenko, in carcere dopo la condanna per corruzione, si è aperto un dibattito in Europa sul da farsi. Le opzioni sono tre.

La prima, come annunciato da Barroso e Merkel, è quella di non andare. La seconda è quella di andare e fare visita alla Tymoshenko come gesto contro il governo di Viktor Yanukovic. La terza è quella di partecipare alla manifestazione senza collegarla con le vicende politiche del paese.

Il rischio è che i governi degli stati membri vadano in ordine sparso indebolendo l’immagine dell’UE. Evitare questo scenario sarebbe un altro buon risultato per la Baronessa Ashton e per il Servizio europeo per l’Azione Esterna.


Autore: Francesco Giumelli

32 anni, insegna Relazioni Internazionali e Studi Europei alla Metropolitan University Prague. Studia e si occupa di conflitti, politica estera e sanzioni internazionali. Autore di "Coercing, Constraining and Signalling. Explaining UN and EU Sanctions after the Cold War" con ECPR Press e curatore del blog Tucidide (tucidide.giumelli.org).

One Response to “La Baronessa Ashton segna i primi successi”

  1. piero angelo perrucci scrive:

    sONO DI fli. LUNGO CORSO DAL MSI, SENZA DESTRA NAZIONALE, POI CON DN. AN-FIUGGI FINO AL BUON GOVERNO ECC. IL RESTO SONO TRISTI CIRCOSTANZE DELLA VITA ATTUALE.
    sENZA ENTRARE NEEL MERITO DI NULLA, VORREI COLLABORARE DA QUEL FIGLIO DI ALMIRANTE, FINO AL GEMELLO FINIANO. MA TROVATISI NELLA CASA fLI. NON CONOSCO MOLTO DELLA NUOVA STAMPA. COSì , APPROFITTANDO DELL’INVALIDITà E LO STATUS DI HANDICAP, MI FACCIO I COMPITI A CASA E MI STUDIO IL FUTURISTA. bUON QUOTIDIANO. bUON DIRETTORE, NERVOSO Q.B.
    MI HANNO RIFERITO CHE QUESTO PERIODICO E’ NELLE MANI DELL’ON.LE DELLAVEDOVA.
    DA CATTOLICO, NON POSSO CHE ESSERE FELICE E AUGURARVI UN BUON LAVORO. LE MANI DEGLI EX MISSINI , SONO A VOSTRA DISPOSIZIONE. POTETE USARLE COME E SE CREDETE. PAX ET BONUM. PIERO ANGELO PERRUCCI
    VIA ROMA, 21 —72023 MESAGNE(BRINDISI)

Trackbacks/Pingbacks