Stop a finanziamenti a pioggia, via agli incentivi per le start-up e un tetto alle convenzioni con le agenzie di stampa. Sarebbero queste alcune delle misure contenute nel decreto legge di riforma dell’editoria che il governo intenderebbe varare in uno dei prossimi Consigli dei Ministri.

Tra le altre cose, i contributi continuerebbero ad essere erogati ma sotto forma di rimborsi correlati ai “costi effettivamente sostenuti”. Previste, inoltre, “specifiche forme di sostegno per la lettura, l’innovazione, la nascita di nuove imprese, la multimedialità”. Il governo, inoltre, per garantire il pluralismo e la libertà di informazione definirà le categorie di soggetti destinatarie dei contributi, “con particolare riguardo ai quotidiani e periodici di consolidata tradizione e valore politico-culturale, alle testate espressione di comunità locali”. Novità anche per le testate on-line, per le quali è previsto un rimborso sino al 70% dei costi. Per quanto riguarda le agenzie di stampa, l’importo delle convenzioni non può eccedere il 60% del fatturato complessivo dell’agenzia”.

Sul tema è intervenuto anche il deputato di Fli, Enzo Raisi, che ha esortato il Governo a prendere in considerazione, tra le varie misure, “la defiscalizzazione e la detassazione per chi investe in pubblicità nel campo dell’editoria. Personalmente – ha detto Raisi – ritengo necessario sia rivitalizzare un settore importante come quello della pubblicità e del marketing, sia ridare respiro al settore dell’editoria, che sta uscendo dalla fase dei contributi pubblici, in quanto tagliati in modo consistente dalle ultime Finanziarie”.