Lusi, Bossi: storie di ordinario finanziamento pubblico

di SIMONA BONFANTE – Secondo il Gip che ne ha chiesto l’arresto, Lusi è peggio di Bossi, perché i soldi della Margherita li avrebbe usati, senza ritegno, per farsi la bella vita e farla fare alla famiglia. L’aggravante, secondo il magistrato, è che il furto al partito – 23 milioni, la stima – sia stato perpetrato “ad onta del ruolo parlamentare ricoperto”, cioè che l’intera vicenda abbia assunto  “profili finanche paradossali».

In pratica la morale è: se avesse almeno rubato per il partito... Lo hanno fatto, in passato, di rubare per il partito, ma non riesco a capire in che modo questo possa fare la differenza. La differenza la fa la gestione oligarchica del denaro pubblico.

Prendiamo la Lega. Bossi ripete ai suoi fedeli che quello perpetrato dal movimento non è reato, e non è nemmeno peccato: è un errore contabile, una leggerezza. E poi che quel denaro, cioè i diamanti, i rimborsi benzina ai figli, le lauree finte dei figli, la scuola della moglie, il sindacato dell’amica della moglie, ecco, tutto questo – dice sempre Bossi – erano comunque soldi della Lega, ergo non è stato rubato a nessuno.
Invece è stato rubato a noi.

Di denaro pubblico, i partiti, ne hanno rubato tanto, anche senza rubarlo nell’accezione penale del termine, cioè anche quando l’hanno fatto legalmente. Lo hanno rubato legalmente ogni volta che hanno piazzato un trombone sulla poltrona di una municipalizzata, un incompetente nel Cda della Rai, un Belsito al vertice di Finmeccanica, un’organizzatrice di cene eleganti nel listino bloccato di un consiglio regionale; mettendo in piedi giornali e infestando le strade di manifesti (abusivi, ma sempre prontamente condonati). Lo hanno rubato ogni volta che, così facendo, hanno sottratto ossigeno allo spazio privato – in economia come nella ‘morale’ – e ne hanno sottratto con sempre più inconsapevole cinismo, fino a costringerci a vivere in una perpetua apnea.

Il carcere per Lusi mi sembra una beffa. Particolarmente beffarda, poi, mi pare ‘l’aggravante’ addotta dal Gip: “ad onta del ruolo parlamentare ricoperto”, quando proprio in virtù del ruolo parlamentare ricoperto sono state consapevolmente deliberate progressive, sempre meno comprensibili, sempre più onerose sottrazioni di libertà.

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Twitter @kuliscioff


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

2 Responses to “Lusi, Bossi: storie di ordinario finanziamento pubblico”

  1. Paolo scrive:

    Finché il “rimborso” elettorale non sarà elargito a piè di lista, ma soprattutto finché i partiti continueranno ad essere semplici “associazioni di fatto”, comprare diamanti con soldi del partito sarà motivo di contenzioso tra il partito e il soggetto che ha fatto la spesa, ma non potrà mai essere considerato giuridicamente un danno allo Stato.
    Urge non solo la riforma del finanziamento, ma soprattutto l’attuazione della regolamentazione dei partiti (e dei sindacati) prevista dalla carta costituzionale e mai voluta.

  2. Stefano scrive:

    Il referendum del 1993 sul finanziamento pubblico ai partiti DEVE e DOVEVA essere rispettato con l’abolizione totale di tale finanziamento, così come il Popolo Sovrano aveva espresso con le votazioni. NON E’ ASSOLUTAMENTE ACCETTABILE FARSI RAGGIRARE ULTERIORMENTE facendolo rientrare al 50%. IL RISULTATO DEL REFERENDUM DEVE ESSERE RISPETTATO!…Il finanziamento dei partiti deve essere eseguito sotto forma di DONAZIONI PRIVATE E NON OBBLIGATORIE!
    QUESTO AVEVA CHIESTO IL POPOLO E ADESSO LO PRETENDE!….. La Gente è stanca di vedere rubare e sprecare inutilmente le proprie tasse che paga con sacrifici!
    QUESTI POLITICI FALLITI SE NON ABOLIRANNO TALE FINANZIAMENTO INGIUSTO E NON VOTATO, FIRMERANNO PER SEMPRE LA LORO CONDANNA! LADRI CHE ALTRO NON DIMOSTRATE DI ESSERE!

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