Parmalat-Italia

di CARMELO PALMA – La nomina di Enrico Bondi a tecnico dei tecnici o a commissario dei commissari si presta, ovviamente, a qualche sospetto. Molte persone perbene (per spiegarci con un esempio: Oscar Giannino), che al governo Monti vanno facendo un’opposizione intellettualmente onesta e politicamente risentita da posizioni super-liberali, temono che l’entità dei tagli annunciati e i ritardi nel tagliare preludano al nulla di fatto.

A muovere a diffidenza, in questo caso, oltre alla congiuntura politica, c’è anche un (ragionato) pregiudizio ideologico. Monti – che ha detto al Wall Street Journal di non essere la Thatcher e di non dispiacersi per la dissomiglianza – si mostra riluttante ad accettare una lettura canonicamente offertista della crisi italiana (ed europea) e scettico sulla possibilità di rilanciare la competitività del Paese sbrigliandone il sistema fiscale. Nel contempo, con qualche prudenza in più, non nasconde la sfiducia verso un approccio moralistico alla disciplina finanziaria e i timori per il carattere sistemico e “istituzionale” della crisi europea.

Monti, insomma, conferma di essere culturalmente un liberale molto brussellese e ritiene che lo scambio virtuoso tra un maggiore rigore (“i compiti a casa”) e una maggiore disponibilità a meccanismi di impegno e garanzia comune in sede europea sul fronte della crescita e del debito risponda non solo ad un ideale di coesione, ma di efficienza.

Da questo punto di vista, è ovvio che Monti non soddisfi né chi ritiene che l’Europa si stia immolando per via fiscale alla paranoia e all’egoismo tedesco (quando bisognerebbe, al contrario, curare con l’inflazione un continente malato di rigore), né chi pensa che un taglio quantitativo della spesa e della tassazione comporterebbe di rimbalzo un miglioramento qualitativo della situazione economica.

Dei possibili limiti teorici della posizione di Monti si potrebbe discutere a lungo (e l’ultimo a poterlo fare, ovviamente, sarebbe il sottoscritto). Ma non è di questi presunti limiti che discutono gli avversari del governo, dentro e fuori dalla maggioranza. Con Monti sono semplicemente finiti i “magheggi” del carta-vince e carta-perde. E sono insorti i “maghi”. Non i liberisti o i keynesiani più ortodossi e intransigenti, ma i “maghi” che nascondono i ferri del mestiere dietro una tonaca dottrinaria.

Con Monti è finita (finita, forse, è una parola grossa) la Parmalat-Italia, in cui se serve fare un buco, basta coprirlo con un altro. Un buco d’uscita (e quindi di sinistra) o un buco d’entrata (e quindi di destra). Bondi, che per tante ragioni tecniche è una scelta discutibile, da questo punto di vista è una scelta perfetta.

Restituire la politica alla dignità dell’errore – posto che Monti stia sbagliando molto, o tutto – e affrancarla dall’indegnità della frode è la vera manovra salva-Italia. Rompere il legame moralmente consustanziale tra l’azzardo e il raggiro è una rupture molto più profonda di quella che minaccia un’antipolitica altrettanto compromessa con il “mestiere”.

Ecco perché, nonostante tutto, non ci scandalizza né ci offende l’affollarsi di così tanti luminari al capezzale del bilancio dello Stato, per tagliare solo 4 degli oltre 720 miliardi di spesa pubblica (al netto degli interessi sul debito). Perché i numeri stanno a valle, ma il problema morale sta a monte e Monti ne sembra molto consapevole e assai poco comprensivo.

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Twitter @carmelopalma


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

8 Responses to “Parmalat-Italia”

  1. lodovico scrive:

    I tagli proposti dal governo Monti sono pari al 5 per mille sul volume delle spese. Un sacrificio assai modesto sulla previsione (a Bologna una certezza) di una IMU doppia, che taglia il volume dei ricavi di un 20% senza possibilità di detrazione.In altre parole noi paghiamo le tasse sulle tasse.Ci voleva un governo tecnico per arrivare a questi risultati, tecnici anticostituzionali o prelievo una tantum ma ripetuto negli anni? Sulla scelta di Bondi non esprimo giudizio anche se la suà età sposta la media del governo e collaboratori in avanti, speriamo che la somma dei risparmi da questi attuati sia pari almento al doppio della sua retribuzione, per chiudere la partita in pareggio.

  2. gisberto scrive:

    Guardando con la mente al passato ed ai nostri ex governanti, è veramente difficile giudicare negativamente l’operato di Monti e difficile è anche disconoscere l’impegno, la rettitudine e la dedizione data da Bondi nel riportare i conti della Parmalat in ordine e ad un valore di mercato apprezzabile. Come moderati di centro” siamo con Monti ma questa non è la nostra natura; capiamo i problemi, le difficoltà e sappiamo che il Professore potrebbe anche farcela ma il nostro essere vuole qualcosa che questo Governo non è in grado di darci.

  3. Andrea B. scrive:

    D’accordissimo sul fatto che si debba finire con l’idea che un buco si possa coprire con un altro buco, però, ovviamente teniamo il bimbo, ma, cortesemente, evitiamo di tenerci pure l’acqua sporca (Monti)… anche se qualcuno cerca di farcela pure trangugiare, magnificandola come salvifica e pura acqua di fonte (ce ne ricorderemo).

    P.S. Che anche il governo ricorra alle “consulenze esterne” invece mi scandalizza ed assai…tantopiù per una inezia di spesa.

  4. Pietro M. scrive:

    Monti, insomma, è un liberale alla Tremonti: più Europa se garantisce sull’idiozia della classe dirigente italiana, niente di serio dal punto di vista della credibilità di bilancio e delle riforme strutturali, nessuna rottura di nessun tipo con lo status quo, da cui del resto ha ricevuto sempre molto a titolo professionale.

    Con Monti continua la solita Italia: che quando lo stato fa un buco, si cura facendo un buco ancora più grande nelle tasche degli italiani.

    Il sistema immunitario dello stato italiano ha di nuovo generato un politico in incognito per fare cose che i politici non hanno il coraggio di fare alla luce del sole, dopo i tecnici degli anni ’90. Il tutto con il probabile fine, ormai è sempre più chiaro, di autopreservarsi.

    Negli anni ’90 si sacrificarono i giovani, che furono costretti a pagare molto per pensioni che non varranno nulla, e su cui si concentrarono tutti i costi della dinamica economica generando un mercato del lavoro a due binari. Si preservarono tutti i centri di potere, il controllo pubblico (nonostante le pseudo-privatizzazioni), il ruolo dei sindacati, il peso della burocrazia, le protezioni per i lavoratori ‘importanti’, e i diritti acquisiti dei pensionandi e dei pensionati.

    Oggi l’obiettivo della famelica bulimia del settore pubblico è la ricchezza immobiliare delle famiglie italiane.

    Un domani saranno i reni degli italiani, da vendere sul mercato nero per fare soldi. Perché non ci sarà nient’altro da sacrificare in nome del Leviatano.

  5. Piccolapatria scrive:

    Altri tre esperti! Cittadini è venuta l’ora giusta, quella dove la notte si fa bella. Pure Amato nella congrega degl’illuminati come se non lo conoscessimo…,carriera fulgida e “innocente” da tangentizie colpe altrui che hanno tanto agevolato la sua fortuna pubblica; ora gode i lussuosi frutti da pensione gigantesca derivata per diritto acquisito ( l’ha detto lui stesso…) che, non dimentichiamolo, anch’essa sta nel conto di “spesa pubblica”…Giavazzi ha avuto l’ardire di scrivere con chiarezza critiche sacrosante all’operato del massimo salvatore , giustappunto ora si coglie l’occasione propizia, viene chiamato in trincea ma non avrà armi ( i veri numeri…)e non potrà concludere granchè, così da poter screditare i suoi lucidi giudizi, insomma annullare il saggio buonsenso dei suoi scritti con la patente di “pierino”. Bondi, che ha avuto successo in famose vicende di private nefandezze è senz’altro persona retta e professionale, se la caverà altrettanto nella foresta nera dell’astrusità e volutamente caotica dei conti pubblici? Si sta dando davvero di matto in questo infelice paese!

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  1. […] aggressivo) è sicuramente positiva. Perché, come ha giustamente fatto notare Carmelo Palma su Libertiamo, con questa scelta (forse) si è finalmente capito che il sistema Italia per come ha funzionato […]

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