Ucraina, Tymoshenko in sciopero della fame, “picchiata in carcere”

L’ex premier ucraina Yulia Tymoshenko ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni della sua detenzione: la leader della rivoluzione arancione, condannata a sette anni di carcere per abuso di potere per una vicenda legata alle importazioni di gas dalla Russia quando guidava il Paese, avrebbe subito percosse da parte di alcune guardie carcerarie.

A riferirlo è stato il suo avvocato, Shery Vlasenko, il quale ha spiegato che si tratta di una protesta “per quanto sta accadendo nel Paese e per quanto il nostro sistema carcerario le sta facendo”.

Il legale ha denunciato il fatto che da due giorni non può vedere la sua assistita: la direzione del carcere, ha spiegato Vlasenko, starebbe cercando di nascondere i segni delle percosse che sarebbero state inflitte alla Tymoshenko. Secondo l’avvocato, l’ex premier ucraina avrebbe “lividi su tutte le braccia e un grosso ematoma all’altezza dello stomaco“.

Intanto, i deputati di ‘Patria’, il partito della Tymoshenko, hanno occupato i posti del parlamento ucraino riservati ai membri del Governo, esponendo un enorme striscione in cui chiedono a Ianukovich, l’attuale presidente ucraino, di “non uccidere Yulia”.

Inoltre, i deputati dell’opposizione hanno chiesto e ottenuto che il procuratore generale d’Ucraina, Viktor Pshonka, riferisca in aula su quanto avvenuto.


Autore: Riccardo Lo Monaco

Ha studiato giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Cagliari. Liberale e libertario, attivo nel campo della tutela ambientale, della libertà religiosa e dei diritti civili. E' tra i promotori di ZeroPositivo.

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