Marine Le Pen, la candidata preferita dai giovani francesi

– Nell’abbuffata di sondaggi che sta accompagnando il countdown verso i due turni delle presidenziali francesi, hanno fatto scalpore i risultati dell’indagine di CSA per Le Monde che rivelano una preferenza dell’elettorato giovanile per la candidata del partito di extrema destra Front National (FN). Le intenzioni di voto del 26% degli intervistati tra i 18 e i 24 anni fanno arrivare Marine Le Pen davanti a tutti gli altri candidati, inclusi il favorito Hollande e il presidente in carica Sarkozy.

Perché i giovani francesi vorrebbero Madame Le Pen all’Eliseo?
Dando un’occhiata al suo programma elettorale e avendo seguito il suo percorso dall’elezione alla guida del partito (gennaio 2011), si può dire che il segreto di questo appeal generazionale sta nel coniugare proposte securitarie tipiche della destra con ricette economiche di sinistra. Entrambi gli argomenti hanno in qualche modo toccato la gioventù europea, francese inclusa, nell’ultimo anno.

Sicurezza e contrasto all’immigrazione (sia legale che illegale) sono temi sempre latenti, pronti a raccogliere più consensi del solito in periodi di crisi economica come quello attuale. Ed i giovani con le loro prospettive sono proprio la principale categoria colpita dalla crisi europea.

Non solo. Dopo gli sconvolgimenti nel mondo arabo, sono attese ondate di immigrati dalla sponda sud del Mediterraneo, anche per via del differenziale demografico tra la vecchia Europa e il giovane Maghreb. Difendere lo stile di vita dei francesi contro la presunta islamizzazione in atto della società e ancor più difendere gli scarsi posti di lavoro, sono argomenti che si fondano su timori realmente avvertiti dagli elettori. Gli ultimi fatti di cronaca di certo non aiutano.

Il FN propone quindi di diminuire gli ingressi autorizzati dagli attuali 200.000 a 10.000 l’anno, riservandoli “solo ai talenti”. Come se fosse semplice re-insegnare ai francesi a diventare idraulici, braccianti agricoli, badanti e domestici. Si continua con il rafforzamento degli effettivi di polizia e gendarmeria, con il rifiuto categorico dell’ipotesi di diritto di voto ai residenti stranieri per le amministrative.

La Francia non è certo un paese di immigrazione recente, grazie allo stretto rapporto con le ex-colonie intere generazioni di francesi con la pelle scura hanno contribuito a costruire il paese dal dopoguerra in poi. Dietro gli eccessi populistici si nasconde la reale necessità di ridisegnare una convivenza comune e collaborativa tra vecchi, nuovi e futuri cittadini, dopo il declino del modello multiculturale.

Sul versante economico-sociale, le idee di Marine Le Pen sono “antisistema” e contro le politiche delle istituzioni della globalizzazione. In primis, uscita dall’euro e ritorno al Franco. Poi aumento salario minimo, ritorno dell’età pensionabile ai 60 anni, introduzione di una maggiore progressività nell’imposta sul reddito, uscita dal comando integrato della NATO, abolizione progressiva del nucleare

Senza alcun riguardo verso gli sforzi di Sarkozy per guadagnarsi un posto tra quelli che contano a Bruxelles (o forse sarebbe meglio dire a Francoforte), la candidata del Front National è critica sulle posizioni della troika europea, dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e simili. Lo stato dovrebbe riprende la tutela dei servizi pubblici essenziali, contro l’eccessivo laissez-faire delle privatizzazioni. Insomma l’aspirante presidente avrebbe più di un argomento di conversazione con gli ormai ex-accampati di Zuccotti Park e Puerta del Sol. Il movimento degli indignados, pur senza le dimensioni di quello statunitense e spagnolo, ha avuto il suo seguito anche tra la gioventù francese. Solo un numero ridotto di persone è stato coinvolto attivamente, ma è innegabile che un impatto sull’immaginario giovanile c’è stato e le sue idee sono iniziate a circolare.

Non a caso nello stesso sondaggio si è ben posizionato Jean-Luc Mélenchon, ex-trotskista e leader del Front de Gauche (raggruppamento della sinistra radicale), il cui programma elettorale ha paradossalmente diversi punti di contatto con quello del FN.

Ammettiamolo, che piaccia o no Marine sta dando al partito fondato da suo padre un volto più moderno e attraente. Quarantenne dalla bella presenza, ha abbandonato l’anacronistico antisemitismo che, stante la sua assurdità assoluta, poteva servire come argomento elettorale al massimo tra i nostalgici della Repubblica di Vichy. Il nuovo bersaglio è la questione delle comunità musulmane poco integrate (e verrebbe da chiedersi: per colpa di chi?), già da tempo al centro del dibattito politico anche tra i più moderati. È inoltre ovviamente contraria a matrimoni e adozioni omosessuali, ma accetta i PACS definendoli ormai “cosa fatta”.

Poi non dimentichiamo che la Francia è un paese storicamente di destra. Probabilmente François Hollande vincerà ma solo perché l’UMP non sembra più capace di rappresentare il classico partito di destra neo-gollista, fiaccato com’è da scandali e da una gestione di governo poco efficace. A tal proposito Le Pen ha la credibilità di chi ancora non è mai stato al governo, che in un clima di sfiducia contro la politica non è poco.

La Francia è abituata agli exploit della famiglia Le Pen, ancora di salvezza in periodi difficili. Nelle presidenziali del 2002 Jean-Marie arrivò al ballottaggio insieme a Chirac e i sondaggi nel marzo 2011 davano Marine davanti a Sarkozy come preferenze. Complessivamente il FN è dato tra il 15 e il 16%: salvo sorprese dell’ultimo minuto, Marine non diventerà il primo presidente donna. Seppur arrivasse al secondo turno, socialisti e UMP hanno già dichiarato che ripeteranno l’union sacrée del 2002.

I suoi voti fanno già gola, proprio in vista del ballottaggio, ai due principali candidati, i quali non si rendono conto del fatto che il successo di Marine Le Pen tra gli adulti di domani risiede in ultima istanza nella loro incapacità di dare risposte concrete.


Autore: Alessandra Pallottelli

Neolaureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l'Università di Roma La Sapienza, durante il suo percorso formativo ha approfondito l'analisi delle forme di governo. Ha alle spalle diverse esperienze di studio in Francia e Gran Bretagna. Attualmente si occupa di relazioni istituzionali.

One Response to “Marine Le Pen, la candidata preferita dai giovani francesi”

  1. marcello scrive:

    Le Pen accetta i dico perché ormai sono una cosa fatta. Pensa di non beneficiarne mai?

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