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Ferrovie, la concorrenza farebbe bene anche al trasporto regionale

– Rivoluzione. Una parola forse troppo forte, ma che rende bene l’idea di quanto sta succedendo nel mondo dei treni in Italia. Per la prima volta gli italiani potranno scegliere con quale operatore muoversi nel settore ad alta velocità. Il più piccolo in termini di passeggeri, ma certamente quello più evocativo.

Il fatto che un cliente possa finalmente scegliere quale operatore utilizzare tra Roma e Milano è un grande passo in avanti. Nuovo Trasporto Viaggiatori con il nuovo Italo o le Frecce di Trenitalia?

La sola possibilità di porsi questa domanda è un vantaggio per il consumatore italiano. Il nuovo treno di NTV comincerà con un servizio di due coppie di treni tra Napoli e Milano e i prezzi sembrano molto competitivi. L’intenzione dichiarata è quella di non arrivare ad una guerra di prezzi, che potrebbe essere distruttiva per entrambe le aziende, ma è indubbio che la concorrenza inizia a premere su Trenitalia. Le offerte rese note circa un mese fa dall’ex monopolista di Stato, che permettono di viaggiare tra Roma e Milano a 9 euro sono un forte segnale lanciato al concorrente. Molte di queste offerte non sono facilmente trovabili ed è anche per questa ragione che vi sono state diverse lamentele da parte dei consumatori.

Ma può un’azienda non certo low cost come Trenitalia fare dei prezzi così bassi? A questo dubbio è facile rispondere con un secco no. È come se la vecchia Alitalia si fosse messa a competere con Ryanair con delle tariffe aeree simili alla compagnia irlandese. Impossibile. Non fattibile, ma certo la dimensione dell’impresa pubblica le ha permesso di trovare fonti di finanziamento.

Ed è proprio qui che esistono dei punti oscuri alla concorrenza che ancora non sono stati risolti. La parola chiave è: finanziamento incrociato.

Trenitalia fa parte di Ferrovie dello Stato Italiane Holding, la capogruppo, così come Rete Ferroviaria Italiana, il gestore della rete. L’intera azienda è controllata direttamente dal Ministero dell’Economia. Questo incrocio pericoloso fa alzare spesso delle barriere all’entrata o dei veri e propri rischi di comportamenti scorretti. Pochi anni fa, Trenitalia avrebbe dovuto comprare i treni dei pendolari grazie a una ricapitalizzazione interna di Ferrovie dello Stato. Usare i soldi della capogruppo a favore di una singola impresa che dovrebbe stare sul mercato è un chiaro finanziamento incrociato.

La separazione reale delle società risolverebbe gran parte dei problemi e il Ministro Passera ha certamente ben in mente le problematiche perché ha infatti dato il compito alla nuova Autorità dei Trasporti di studiare il tema.

Si può dire che il Governo Monti in campo ferroviario ha iniziato a fare dei buoni passi in avanti. In primo luogo la costituzione dell’Autorità dei Trasporti, che avrà anche il compito di regolare ex-ante il settore. In questo modo finalmente vi sarà un arbitro che farà competere ad armi pari le compagnie ferroviarie.

Molti altri passi devono essere fatti. Infatti, se l’alta velocità vedrà finalmente la concorrenza, lo stesso non si può dire del mercato del trasporto regionale, che in termini numerici è il più importante.

Nel mercato dei pendolari le Regioni saranno obbligate a fare le gare alla scadenza dei contratti attuali, ma queste procedure dovranno essere fatte bene.

Il banco di prova è la Regione Emilia Romagna, che dovrà indire nei prossimi mesi un bando per il trasporto ferroviario. Se il bando sarà suddiviso per lotti (come aveva fatto la Regione Piemonte prima dell’arrivo della Lega Nord al potere), sarà facile per nuovi operatori offrire un servizio competitivo. Gare reali dove i privati avranno il tempo di acquistare i treni nuovi. Vedremo.

Il Governo ha iniziato a fare la sua parte nel settore ferroviario e anche i privati di NTV non si sono tirati indietro. Ora spetta alle Regioni dare la possibilità ai propri cittadini di scegliere il servizio migliore.


Autore: Andrea Bicotti

Esperto di trasporti. Dopo aver conseguito un dottorato sull’economia dei trasporti ha cominciato a collaborare con alcuni centri di ricerca italiani sulle tematiche di trasporto pubblico locale, ferroviario ed aereo. Ha inoltre fatto ricerca presso università francesi e spagnole. È consulente per diverse aziende di trasporto e di turismo e scrive per diversi quotidiani on line.

4 Responses to “Ferrovie, la concorrenza farebbe bene anche al trasporto regionale”

  1. pippo scrive:

    Separare nettamente chi gestisce i binari da chi ci cammina sopra.

    Ci sono Regioni troppo piccole per offrire un servizio valido ai cittadini.

    Ridurre le Regioni per averne di più grandi.

    Marca adriatica = Abruzzo + Molise + Marche
    Triveneto = Friuli-Venezia Giulia + Trentino-Alto Adige + Veneto
    Alpi Occidentali = Valle d’Aosta + Piemonte + Liguria

    Viterbo alla Toscana
    Rieti alla Marca Adriatica
    Latina + Frosinone alla Campania

    Roma Capitale senza Regione

    Umbria alla Marca adriatica o alla Toscana

    Basilicata Puglia Calabria sono piccole da sole

    Economie di scala per realizzare infrastrutture valide per il trasporto e altri servizi.

  2. creonte scrive:

    non è necessario modificare le regioni per organizzare diversamente un servizio locale. fermo restando che trovo tale servizio più un’estensione dei servizi base dei citatdini… quasi dei servizi urbani primari.
    e per questo poco utile andare a invischiare ilprivato, che farebbe bene a dedicarsi al terziario avanzato, piuutosto che a vincere il soldito appaltino puibblico

  3. pippo scrive:

    Ci sono servizi in ambito comunale e in ambito regionale.
    Se questi ambiti sono troppo piccoli sono antieconomici.

  4. marcello scrive:

    La liberalizzazione non dovrà portare mai alla tentazione di sopprimere le tratte che rendono di meno. Il servizio deve restare universale e in tutto il territorio.

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