di SIMONA BONFANTE – La concorrenza nel mercato della telefonia ha permesso di ridurre le tariffe, estendere la platea e migliorare il servizio. Paghiamo meno la connessione ad Internet, le chiamate vocali e gli sms, grazie alla concorrenza. La nuova tassa di 2 centesimi sugli sms che il governo avrebbe ipotizzato (e poi ritirato) per finanziare la Protezione Civile, avrebbe fatto più che vanificare quei benefici: avrebbe scoraggiato l’investimento in quell’attività – comunicare – che, per imprese ed individui, è un’opportunità, uno strumento di lavoro, un’infrastruttura produttiva, come lo è la mobilità.

La distribuzione di carburante No Logo ha permesso di attivare meccanismi concorrenziali capaci di fornire al consumatore la possibilità di scegliere il fornitore più conveniente. Il continuo aumento delle accise non ha ridotto i margini di risparmio in senso relativo. Ne ha sostanzialmente depotenziato l’efficacia in senso assoluto: la gente, semplicemente, non può più permettersi di usare l’auto.

Il trasporto ferroviario nazionale sta per entrare nell’immaginifico mondo della concorrenza, quella vera. Italo lascerà la stazione per la prima volta il 28 aprile prossimo. Ieri Ntv ha annunciato il piano tariffario: 45 euro da Roma a Milano in classe Smart, con wifi incluso. Italo porta il low cost sui binari. I consumatori di mobilità su rotaia aumenteranno. Aumenterà l’indotto dell’economia del viaggio e ne aumenterà la sostenibilità finanziaria per i consumatori di un bene primario come, appunto, la mobilità.

Per l’Italia depauperizzata da tasse di intollerabile entità, di insostenibile estensione, di inaccettabile destinazione sarà un sollievo e, confidiamo, anche uno stimolo. A fare come Italo: sfidare le rendite – non solo, ma prevalentemente, pubbliche. Dice il Governo:  tagliare la spesa non si può. Non è vero: tagliare la spesa, quindi smetterla di usare le tasse – cioè il denaro dei cittadini – come il bancomat della parassitismo statuale, si può e, ovviamente, si deve.

Ah, per inciso, Italo ovviamente ridurrà i margini di guadagno di Trenitalia, cioé dello Stato. Ecco, che farà lo Stato per compensare la perdita? #tassecreative: questo l’hashtag con cui, se volete, potete avanzare le vostre proposte su Twitter. Intanto, l’amico @TheExtremista ci regala uno scoop: le nuove tasse che Mr Monti si accinge a creare per noi. Sapevatele tutte perché, se l’andazzo è questo…

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