Orgoglio leghista a Bergamo, ovvero tragedia greca in salsa padana

– C’è qualcosa di epico nella fine della Lega bossiana.
Come in una tragedia antica i personaggi si ritagliano caratteri eccessivi, sopra le righe, talvolta clowneschi. Il vecchio leader malato, collerico e incline a fanculizzare il resto del mondo; la corte dei miracoli formata da una moglie occultista e magici circensi; il delfino retrocesso dallo stesso patriarca al meno nobile ruolo di pesce d’acqua dolce; e poi saltimbanchi verdevestiti capaci di strappare al pubblico ironici sorrisi. Persino l’ombra del complotto da parte di chi sedeva alla destra (o alla sinistra) del capo e che sul palco di Bergamo ha pietosamente alzato il braccio malandato del suo vecchio capo ad una folla urlante e confusa.

La Lega è stata per un ventennio l’animale politico più indecifrabile della storia repubblicana. Liberista e federalista alle origini quando il nemico romano era la corazzata del pentapartito e dei poteri forti. Alleato di Berlusconi e di Fini il “fascista” nel ’94, salvo poi disarcionare il primo sull’unico provvedimento liberista preso dal cavaliere in diciassette anni di governo e di vita politica.

Sbeffeggiante verso il suo intellettuale, il prof. Miglio scorreggia-nello-spazio, e indulgente con le razzistiche trovate carnevalesche dell’ex estremista di destra Borghezio. Feroce censore dell’invadenza dei partiti nella vita economica e rapace occupatrice di cadreghe nelle fondazioni bancarie. Portatrice dei sani valori della partecipazione militante e sprezzante tagliatrice di teste contro le nuove forze che acquisivano consenso al suo interno.
Infine anticamente familistica con il giovane rampollo protetto, coccolato, proiettato ad una luminosa carriera politica iniziata dalla porta principale di un consiglio regionale.

Come nelle tragedie, ora che la fine è arrivata, fa quasi pena il tentativo disperato dell’Umberto di trovare una giustificazione esterna al crollo suo e della sua cerchia, per di più con affermazioni tanto contraddittorie da sembrare sparate a caso. “Contro la lega un complotto dei servizi”; “chiedo scusa per il comportamento dei miei figli”. Viene quasi da pensare ad un aristotelico sillogismo:
“Il comportamento dei miei figli ha arrecato danno alla Lega”
“C’è un complotto dei servizi per arrecare danno alla Lega”
“Ergo, i miei figli lavorano per i servizi.”


Autore: Costantino De Blasi

Nato a Brindisi nel 1968, vive fra Salerno e Milano. Risk manager per una società di brokeraggio e consulente finanziario. Seguace di Friedman e della scuola liberista di Chicago, è iscritto a FARE per Fermare il Declino, e candidato al Senato.

One Response to “Orgoglio leghista a Bergamo, ovvero tragedia greca in salsa padana”

  1. enzo51 scrive:

    Se non fossi sicuro che il grande Mario Merola è nel mondo dei più,oserei affermare che è andata in onda la rappresentazione teatrale – nazionalpopolare- conosciuta come “Sceneggiata Napoletana” senza offesa,ovvio!!

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