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Tassa sugli sms? Sarebbe un balzello su poveri…

– Si continua a credere che il finanziamento di interventi di spesa, per quanto importanti come il fondo nazionale della Protezione civile, possa avvenire solo attraverso l’introduzione di nuovi balzelli fiscali e non grazie ad una traslazione di risorse da comparti di spesa meno produttivi. Come paradosso, l’ipotesi di una tassa di 2 centesimi sugli sms rischia di trasformarsi nell’ennesima tassa sui poveri e sugli anziani, cioè gli utenti in possesso di telefonini vecchio stile e non di smartphone sempre connessi a Internet: chi può e sa come fare, sostituirà banalmente gli sms con le email, le chat o i messaggi istantanei; chi non può e non sa, verrà tassato.

Paradossi a parte, spero davvero che il governo desista dal porre in essere una misura che finirà per incidere sulle tariffe e sul livello degli investimenti del settore delle tlc: un’economia avanzata come l’Italia non può permettersi il lusso di penalizzare uno dei suoi comparti più competitivi e innovativi, sui quali andrebbe al contrario fondata la strategia di ripresa e modernizzazione del Paese.


Autore: Enzo Raisi

Nato a San Lazzaro di Savena nel 1961, è laureato in Scienze Politiche e svolge l'attività di imprenditore. E' deputato di FLI, coordinatore regionale di FLI per l'Emilia Romagna e responsabile Immagine e Promozione del partito.

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